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	<title>Dr. O-one &#187; lalinda</title>
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		<title>Kraft Foods un esempio da seguire</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 15:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/kraft-foods-un-esempio-da-seguire/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. vi racconta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> vi racconta di un incontro con un&#8217;azienda &#8220;illuminata&#8221;.</p>
<p>Lo scorso Mercoledì 8.06.2011 siamo stati invitati da <strong>Kraft Foods</strong> al workshop,&#8221;<strong><em>Web 2.0 Facebook twitter e molto altro</em></strong>”, volto alla <strong>formazione sugli aspetti legali ed etici dell&#8217;uso dei social media</strong> e rivolto ai dipendenti del comparto marketing e comunicazione, centri media e agenzie che collaborano con Kraft Foods.</p>
<p>Il motivo per cui oggi vogliamo parlarvene è perchè crediamo questa iniziativa di Kraft Foods sia un importante esempio da seguire.</p>
<p>Abbiamo incontrato con piacere un team di lavoro attento ed entusiasta, curioso e predisposto al confronto. Non è cosa di tutti i giorni incontrare un&#8217;azienda che si dedica autonomamente ad approfondire questi temi con un ampio confronto sia interno che esterno.</p>
<p>I lavori sono stati condotti dagli avvocati <strong>Giulio Coraggio</strong> e <strong>Giangiacomo Olivi</strong> dello <strong>Studio Legale Tributario<br />
DLA Pipe</strong>r e dagli avvocati <strong>Chiara Scalzi</strong> e <strong>Maria Ronc</strong>o dell’ <strong>Ufficio legale di Kraft Foods</strong>.</p>
<p>L’avv.Giangiacomo Olivi ha aperto il dibattito partendo dalla definizione di <strong>Internet come ambiente globale</strong>: ambiente quindi soggetto a varie giurisdizioni.</p>
<p>Partendo con una efficace carrellata sulle condizioni e i termini di utilizzo di piattaforme web più usate (ad esempio facebook) che ciascuno di noi sottoscrive per poter utilizzare i social network, <strong>l’avv. Olivi ha focalizzato l&#8217;attenzione su un aspetto fondamentale delle Web Regulation</strong>: <em> </em></p>
<blockquote><p><em>Cosa comporta la sottoscrizione da parte dell&#8217;utente delle policy dei termini di utilizzo delle differenti piattaforme on-line?</em> <em>E queste policy cosa vanno a regolare?</em></p></blockquote>
<p>Le norme che costituiscono le policy di utilizzo di portali come Facebook infatti vanno a formare un ambiente chiuso che si deve però considerare in un quadro più ampio, il web, ove non sempre è agevole individuare una giurisdizione precisa con tutte le conseguenze che ciò comporta.  <strong>I contenuti che condividiamo e offriamo in rete sono contenuti liquidi e percio difficilmente controllabili.</strong></p>
<blockquote><p>Cosa vuol dire?</p></blockquote>
<p>Fermiamoci a pensare sul luogo fisico in cui vengono depositati i nostri contenuti nel momento in cui li condividiamo in rete. Le nostre foto, i nostri video o i nostri post sono tutti salvati attraverso  servizi di Storage di contenuti che con ogni probabilità si appoggiano a dei server/servizi remoti collocati nelle “nuvole”. E chi l’avrebbe detto che soggetti come Amazon sono tra i principali fornitori anche di questi servizi?</p>
<p>La panoramica è scivolata naturalmente su i lavori in corso di <strong>Digital Agenda 2020</strong> che si occuperà, tra le altre cose, proprio della tutela dei dati personali online. Questo aspetto della regolamentazione dei dati degli utenti è di fatto molto importante per le aziende che operano, come Kraft Foods, in ambiente digital e 2.0.</p>
<p>Con l&#8217;avvento del social media marketing, si parla infatti sempre di più di <strong>CRM 3D</strong> (<em>Customer Relationship Management Tridimensionale</em> ) utilizzando i social media come ad esempio Facebook per comunicare con i propri clienti si viene infatti ad instaurare, un rapporto fra azienda e clienti filtrato dai social networks. Il rapporto è quindi tridimensionale : <strong>Azienda- Social media-Utente</strong>.</p>
<p><strong>Prendiamo ad esempio una campagna o un concorso su Facebook</strong> .</p>
<blockquote><p><em> Chi regola la gestione dei dati che l’utente rilascia alla piattaforma o al promoter , ma che potrebbero poi essere gestiti, ai fini dell&#8217;assegnazione del premio, anche dall&#8217;azienda che ha indetto il concorso?</em></p>
<p><em>E chi è responsabile della gestione e della tutela della privacy dei dati sia degli utenti che del loro network?</em></p></blockquote>
<p>Nel caso in cui un utente usi il “send to a friend” o  autosharing di un&#8217;iniziativa dell&#8217;azienda, es. il concorso, chi sta comunicando sulla pagina dell&#8217;utente terzo: chi usufruisce di quei dati, Facebook o l&#8217;azienda?</p>
<p>Quesiti del genere, per niente banali, hanno guidato la platea in riflessioni e tecnicismi interessanti.</p>
<p>L’avv. <strong>Giulio Coraggi</strong>o ha invece intrapreso <strong>un excursus sui vari tools di advertising e i problemi legali che possono insorgere nell&#8217;utilizzo di essi.</strong><br />
Un esempio interessante è quello del Contextual advertising di cui sono strumenti  principali : <strong>google adwords e adsense.</strong><br />
<em> </em></p>
<blockquote><p><em>Quali sono gli aspetti problematici di una campagna di google adwords?</em></p></blockquote>
<p>I problemi legali che possono insorgere sono legati all&#8217;uso delle keywords: <strong>la selezione delle keywords advertising presenta dei rischi nel caso in cui esse richiamano marchi o prodotti di terzi</strong>.   In questo caso la Corte di Giustizia Europea  ha ritenuto che <strong>Google non è responsabile per la scelta delle keywords</strong>, a meno che non abbia fornito un contributo nella scelta stessa.</p>
<p>Esiste un modulo che si può inviare a Google per contestare l&#8217;utilizzo di una keyword in modo lesivo, il procedimento però non prevede il risarcimento del danno, che potrebbe essere richiesto solo iniziando un procedimento giudiziale.</p>
<blockquote><p>Chi è quindi il responsabile in caso di controversia?</p></blockquote>
<p>E&#8217; assai probabile che venga ritenuto responsabile il soggetto che sceglie le keywords o per conto del quale le keywords sono scelte;  quindi, <strong>visto che  spesso è l&#8217;agenzia o il centro media che si occupano di scegliere le keywords, la responsabilità finirebbe per ricadere, anche se indirettamente, su questi ultimi.. </strong></p>
<blockquote><p>State attenti a questo tipo di passaggi!</p></blockquote>
<p>Abbiamo poi analizzato insieme <strong>Adsense</strong>: il sistema di Google che posiziona i banner di un’azienda in siti potenzialmente target. <strong>I problemi si pongono quando Adsense posiziona i banner in siti in cui ci sono già banner di competitor o brand page di aziende e prodotti competitor.</strong><br />
Ci sono tanti temi giuridici aperti.<br />
Su questi, <strong>AGCOM potrà giocare un ruolo fondamentale,</strong> anche in considerazione del fatto che AGCOM diventerà in Italia il referente per le contestazioni relative alle violazioni del diritto d’autore sul web.  Il regolamento in discussione in questi giorni prevede che previa contestazione l&#8217;autorità dovrà valutare la richiesta entro 7 giorni questo significa che potrebbe verificarsi una cannibalizazione fra aziende competitor.</p>
<p><strong>In  tema di concorsi l’avv. Coraggio ci ha citato una interessante sentenza del Tribunale di Milano</strong>: quando si offrono in premio dei prodotti bisogna necessariamente menzionare il marchio dei prodotti.  Se invece si menziona il marchio del premio per dare pubblicità al concorso, allora l’ azienda proprietaria del marchio in questione potrebbe agire lamentando un uso improprio del marchio.</p>
<p><strong>Del pari interessanti sono stati gli esempi raccontati dall’avv. Chiara Scalzi circa le esperienze di Kraft Foods in materia di contenuti generati dagli utenti (User generated).</strong><br />
In particolare sono stati illustrati esempi di contenuti non ritenuti utilizzabili in quanto in contrasto con la normativa in essere.<br />
<strong>L&#8217;incontro si è concluso con una overwiev sulla policy di Kraft Foods fatto dall’avv. Maria Ronco</strong>, che ha ricordato come sia i dipendenti che i terzi (quindi ad esempio le agenzie) sono tenuti a rispettare non solo la legge nell’utilizzo dei social media, ma anche le regole interne di Kraft Foods, quale ad esempio il Codice di Condotta.</p>
<blockquote><p>La giornata è stata interessantissima e stimolante. La cosa più interessante è stato toccare con mano l&#8217;interesse e l&#8217;attenzione di un&#8217;azienda ai problemi e gli aspetti non banali, della comunicazione 2.0.</p></blockquote>
<p>In conclusione è stato mostrato un datato ma efficace video che proponiamo qui sotto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="520" height="420" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ciSrNc1v17M?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="520" height="420" src="http://www.youtube.com/v/ciSrNc1v17M?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questo genere di incontri accorcia le distanze fra il mondo delle agenzie e l&#8217;universo aziendale.</p>
<p>Grazie Kraft Foods per averci invitato.</p>
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		<title>Internet in numeri</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 14:05:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/internet-in-numeri/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. si occupa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> si occupa di esplorare i numeri di internet.</p>
<p>Parliamo tanto delle potenzialità di internet, proviamo ad esplorarle in termini numerici.<br />
Per gli addetti ai lavori, questo post non costituirà una grande novità, anche se fa sempre bene ripensarci.</p>
<p>Partiamo dallo strumento  più <strong>&#8220;antico&#8221; </strong>del web: la mail.</p>
<p>Nel 2010 sono state <strong>inviate</strong> (tenetevi saldi alla sedia) <strong>107.000.000.000.000.000.000</strong> di messaggi email (107 trilioni).<strong><br />
Ogni giorno</strong> vengono inviate circa <strong>294.000.000.000</strong> (294 Miliardi di email).</p>
<p>Ogni giorno vengono messe in<strong> spam</strong><strong> 263.000.000.000</strong> (263 Miliardi) di email pari a circa l&#8217;<strong>89%</strong> delle mail in circolo quotidianamente.</p>
<p><em>Se fate <strong>e-mail marketing</strong>, riflettete su queste cifre, valutando i pro e i contro.</em></p>
<p>Passiamo ai website:<br />
Nel 2010 si registra la presenza di <strong>255.000.000</strong> di  website: 21,4.000.000 in + rispetto al 2009.</p>
<p>E veniamo agli utenti Internet.</p>
<p><strong>1.970.000.000.000</strong> gli utenti di Internet <strong>worldwide</strong> nel 2010</p>
<p><strong>+14%</strong> l&#8217;incremento registrato<strong> rispetto al 2009</strong></p>
<p><strong>475.100.000 </strong>gi utenti in <strong>Europa</strong></p>
<p><strong>26.000.000</strong> gi utenti <strong>Italiani in rete</strong> di cui <strong>22.000.000 usano facebook!</strong></p>
<p>E veniamo ai Social Media.</p>
<p><strong>Youtube</strong> ha registrato nel 2010, <strong>2 Miliardi</strong> di accessi al giorno! Nel <strong>Maggio 2011</strong> ha dichiarato di aver superato i <strong>3 Miliardi di accessi al giorno.</strong></p>
<p><strong>Twitter</strong> registra a settembere 2010 175.000.000, <strong>175milion</strong>i di utenti <strong>+100Milioni</strong> in più rispetto allo scorso anno.<strong><br />
Facebook</strong> conta 600.000.000 , <strong>600milioni</strong> di utenti (di cui 22.000.000 sono Italiani)</p>
<p><strong>20.000.000 </strong>le <strong>applicazioni di Facebook</strong> che vengono installate ogni giorno.</p>
<p>Bene signori, adesso i numeri li avete: digeriteli e comparateli  poi con le esigenze della vostra azienda e pensate ad una buona strategia.</p>
<p>[credits]</p>
<p>Pingdom<br />
Nielsen<br />
Audiweb</p>
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		<title>Mobile Marketing: lo stato dell&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 16:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/mobile-marketing-lo-stato-dellaarte/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. indaga il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> indaga il mondo del mobile Marketing e di Mobile surfers, argomento battuttissimo utimamente sia in Italia che all&#8217;estero.</p>
<p>L&#8217;avvento del mobile ha rivoluzionato il modo di fruire la rete e il modo di comunicare in rete; per non parlare della richiesta di adeguamento di protocolli e output grafici cui sono stai costretti tutti i siti online.</p>
<p>Il mondo delle mobile app è in continua crescita, una crescita esplosiva.</p>
<blockquote><p>According to the study, created by Chetan Sharma Consulting, mobile app downloads should jump from 7 billion in 2009 to almost 50 billion in 2012.</p></blockquote>
<p>[<a href="http://mashable.com/2010/03/17/mobile-app-market-17-5-billion/">Mashable</a>]</p>
<p>Sono tantissime le aziende che investono nelle applicazioni mobile, siano esse iPhone app, iPad App,  Android app o Nokia.</p>
<p>Il panorama Italiano è stato recentemente esplorato in due occasioni.</p>
<p>Il 24 Maggio si è svolto a Milano il convegno <em>“Mobile marketing e oltre nel largo consumo, futuro o realtà?”</em> nel corso del quale sono emersi degli interessanti dati circa il panorama Italia, ne riportiamo alcuni.</p>
<blockquote><p>Complessivamente, nel 2010 sono stati <strong>21,5 ,milioni</strong> gli italiani che hanno utilizzato servizi legati all’accesso a internet dal cellulare (4,3 milioni in più rispetto al 2009 e <strong>7,6 milioni in più</strong> rispetto al 2008).</p></blockquote>
<p>[<a href="http://crisiesviluppo.manageritalia.it/author/cosimo-finzi/">Cosimo Finz</a>i]</p>
<p>Un&#8217;altra ricerca  interessantissima scaricabile <a href="http://www.osservatori.net/mobile_marketing_service/rapporti/rapporto/journal_content/56_INSTANCE_0HsI/10402/784564">qui</a> è stata condotta dal <em>Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico Di Milano.</em></p>
<p>Secondo la ricerca <strong>il mobile marketing appare una leva su cui le aziende investono in maniera matura e sicura.</strong><br />
Gli utenti che si connettono da mobile sono sempre più numerosi e gli analisti prevedono che nel 2013 la percentuale delle connessioni da mobile supererà quella degli accessi da PC.<br />
Il mercato Italiano ha registrato nel <strong>2010 un incremento dell&#8217;investimento del 15%</strong> arrivando così a quota <strong>38 Milioni di Euro</strong>.<br />
Ma in che cosa investono le aziende?</p>
<blockquote><p>Ad investire nel mobile sono principalmente le aziende di largo consumo 200 casi di studio e ha coinvolto sia marketing manager che navigatori mobili (con oltre 1.000 interviste). Nelle prime 100 aziende coinvolte nella ricerca, 41 hanno invesito almeno in una app per il mobile.</p></blockquote>
<p>[<a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/09/Renga_Filippo.html">Filippo Renga</a>]</p>
<p>Tutti dati incoraggianti, ma quanto sono misurati i dati delle campagne di mobile marketing e quanto i risultati sono soddisfacenti per le aziende?<br />
A dare delle risposte è questa volta una ricerca che arriva da oltreoceano pubblicata oggi su <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1008415">emarketer</a></p>
<blockquote><p>When asked specifically about the ROI of their mobile advertising programs, a plurality of North American companies said they were doing about as well as expected. A quarter of respondents said mobile advertising wasn’t meeting expectations, however, compared to just 13% who said results were better than they had hoped.</p></blockquote>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/06/mobileroi.jpg"><img class="size-full wp-image-6808" title="mobileroi" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/06/mobileroi.jpg" alt="mobileroi" width="342" height="243" /></a><br />
<a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/06/roimobile2.jpg"><img class="size-full wp-image-6809" title="roimobile2" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/06/roimobile2.jpg" alt="roimobile2" width="368" height="325" /></a></p>
<p>Il dato che balza agli occhi è quello relativo  alla misurazione del ROI che è stato uno dei temi più dibattutti negli ultimi anni quando si parlava di Social Media Marketing. Perchè di fronte all&#8217;investimento mobile le aziende son più serene e non si preoccupano quasi di misurare i risultati della strategia di marketing?</p>
<p>Perchè ancora non viene considerato un investimento importante da misurare? Eppure una buona percentuale degli intervistati dichiara che le campagne mobile sono andate meglio del previsto, così come anche gli investimenti sulle piattaforme mobile.</p>
<p>Di certo anche il bilancio degli investimenti in USA si può ritenere positivo così come le conclusioni della ricerca di eMarketer :</p>
<blockquote><p>Mobile still commands a fairly small share of marketers’ budgets, but eMarketer estimates total mobile advertising spending in the US will reach <strong>$1.1 billion</strong> this year, up 48% over 2010</p></blockquote>
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		<title>Social Media Marketing: SME e PMI a confronto</title>
		<link>http://dr.o-one.net/social-media-marketing-sme-e-pmi-a-confronto/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 15:16:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/social-media-marketing-sme-e-pmi-a-confronto/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Credits@Mashable
@Master Social Media Marketing
Oggi Il mercoledì di Dr. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a><br />
Credits@<a href="http://www.mashable.com/">Mashable</a><br />
@<a href="http://www.mastersocialmediamarketing.it/">Master Social Media Marketing</a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> si occupa di comparare lo scenario delle piccole e medie imprese e il loro utilizzo dei social media come strumento di marketing.</p>
<p>Lo spunto di riflessione proviene da due differenti ricerche relative alle PMI panorama italiano e SME panorama USA.</p>
<blockquote><p>Da una recente e nota ricerca dello IULM il panorama Italia risulta  meno digitalizzato rispetto al panorama USA: solo il <strong>32%</strong> delle <strong>PMI</strong> utilizza i <strong>Social Network</strong> a fini di marketing, ma osserviamo qualche evidenza.</p></blockquote>
<p>Le PMI Italiane hanno un utilizzo di <strong>Twitter</strong> pari all&#8217; <strong>8,8%</strong> contro il <strong>78% </strong>delle aziende USA.<br />
Per <strong>facebook</strong> la situazione migliora ma non di molto, infatti le <strong>PMI</strong> che usano Facebook sono il <strong>35%</strong> contro il <strong>75%</strong> delle SME americane. Questo dato è interessante per capire come twitter sia in USA percepito come strumento aziendale  di diffusione news e updates.</p>
<p><strong>Linkedin:</strong> le PMI registrano un <strong>15%</strong> contro il <strong>30% </strong>delle SME.</p>
<p>Per quanto riguarda lo strumento <strong>Blog,</strong> <strong>SME</strong> batte <strong>PMI</strong>con un <strong>22% vs 3,9%.</strong></p>
<p>Sono<strong> 4,3%</strong> le<strong> PMI </strong>che utlizzano <strong>Flickr </strong>contro il<strong> 13% </strong>delle<strong> SME.</strong></p>
<p><strong>Ma per quale motivo le PMI  usano così poco i social media?</strong></p>
<p>In fondo, il concetto stesso di Social Network, nasce proprio dal concetto di <strong><em>&#8220;Do Yourself&#8221;</em></strong>: abbattimento dei filtri ed eliminazione degli intermediari, che si sposa meglio a piccole realtà piuttosto che alle grandi aziende e multinazionali.</p>
<p><strong>Ma allora perchè le PMI non investono nei nuovi canali di comunicazione, nella innovazione?</strong></p>
<p>Al primo posto spicca, con un<strong> 58%, </strong>la scarsa conoscenza delle opportunità strategiche offerte  dagli strumenti digitali.</p>
<p>Al<strong> 46% </strong>segue la scarsa conoscenza di come utilizzare  in modo concreto gli strumenti digitali.</p>
<p>Al <strong>23%</strong> la scarsa misurabilità dei canali digitali.</p>
<p>Abbiamo un problema di alfabetizzazione digitale in Italia? Decisamente si!</p>
<p>Di seguito la presentazione dei risultati della ricerca svolta dalla Università IULM</p>
<div id="__ss_6683016" style="width: 425px;"><strong><a title="Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane" href="http://www.slideshare.net/mastersocialmedia/il-socialmediability-delle-aziende-italiane">Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane</a></strong> <object id="__sse6683016" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ilsocialmediabilitydelleaziendeitalianeiulmrisultatifinal-110124073609-phpapp01&amp;stripped_title=il-socialmediability-delle-aziende-italiane&amp;userName=mastersocialmedia" /><param name="name" value="__sse6683016" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse6683016" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ilsocialmediabilitydelleaziendeitalianeiulmrisultatifinal-110124073609-phpapp01&amp;stripped_title=il-socialmediability-delle-aziende-italiane&amp;userName=mastersocialmedia" name="__sse6683016" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/mastersocialmedia">Social Media Marketing &amp; Web Communication &#8211; Executive Master SDC IULM</a></div>
</div>
<p>Un dato rilevato dalla ricerca sul panorama SME che colpisce è quello relativo allo user engagement:</p>
<blockquote><p>Twitter risulta essere un medium molto interattivo tramite cui il brand riesce ad interagire con gli utenti. Il 50% delle SME dichiara di interagire tramite twitter con gli utenti e il 47% dichiara che l&#8217;engagement avviene tramite facebook.<br />
Il dato diventa interessante quando si confronta con quello del ritorno del traffico che proviene con un average di <strong>250 click</strong> da facebook contro i <strong>100 da twitter</strong>.</p></blockquote>
<p>In questo forse le <strong>PMI</strong> sono più avanti delle <strong>SME</strong>?<br />
Di fatto un dato è inconfutabile: non usare i social network oggi significa ignorare che la vita quotidiana di milioni di persone si svolge on-line. Ingnorare questo dato significa rinunciare in partenza a comunicare con essi.</p>
<p>Qui di seguito l&#8217;infografica di Mashable relativa ai dati circa le SME che abbiamo appena citato nel post.<br />
<img class="alignleft" src="http://6.mshcdn.com/wp-content/uploads/2010/12/Postling-Infographic-for-Mashable.jpg" alt="" width="460" height="2440" /></p>
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		<title>Internet dal Social Networking al Social Entertainment</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 15:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/internet-dal-social-networking-al-social-entertainment/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Il mercoledì di Dr. oggi esplora il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> oggi esplora il mondo delle TV e di come il modo di fruire del medium di massa più popolare del mondo, stia cambiando insieme ad internet e ai nuovi media.<br />
Di cosa stiamo parlando esattamente? Della influenza che i social media stanno apportando al modo di guardare la TV e viceversa.</p>
<p>Internet sta cambiando, divenendo sempre più interattivo e meno statico e questo grazie al modo di comunicare <em>&#8220;real-time&#8221;</em> che, lanciato da twitter qualche anno fa, è ben presto diventato il codice di comunicazione tipico della rete.<br />
Questo cosa comporta?</p>
<blockquote><p>Il codice di Internet sta passando da <strong>&#8220;Social networking&#8221;</strong> a <strong>&#8220;Social Entertainment&#8221;</strong> e questo sta cambiando il modo di guardare la TV, ma anche il modo di orientarsi verso la scelta di  determinati programmi piuttosto che altri.</p></blockquote>
<p>E&#8217; sempre più frequente, infatti, il <strong>real-time comment</strong> dei programmi televisivi, lo scambio di commenti fra utenti che guardano lo stesso programma in tempo reale e che spesso generano  dibattiti on-line, ore ed ore prima che le notizie vengano riprese dai media tradizionali.<br />
Uno degli aspetti più interessanti del fenomeno è di certo il seguente: da un lato si assiste  al cambiamento del modo di <strong>guardare la TV</strong>, dall&#8217;altro al modo di <strong>fare TV</strong>.</p>
<blockquote><p>La Tv, suo malgrado, non è più uno statico e verticale medium che può ripararsi dietro le dinamiche del broadcasting: il tempio della TV viene in qualche modo vìolato e messo in discussione da commenti in real-time in rete.</p></blockquote>
<p>Questo fenomeno non può essere ignorato e deve spingere chi fa televisione a migliorarne i contenuti, ma anche ad aprirsi al confronto: in forte ascesa la tendenza secondo cui, gli utenti della rete scelgono <strong>cosa &#8220;<em>guaradre in TV</em>&#8220;</strong> a seconda di quello che viene suggerito dagli amici on-line. Quindi più i contenuti e i palinsensti sono interessanti, più cresce la competitività e l&#8217;awareness di prodotti e canali televisivi.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://alltopstartups.com/wp-content/uploads/2011/01/Miso-Lets-You-%E2%80%9CCheck-In%E2%80%9D-While-Watching-TV.png" alt="" width="340" height="163" /></p>
<p>Spesso, infatti,  gli utenti accendono la TV perchè hanno letto su twitter che in molti stanno seguendo un programma, oppure perchè un <strong>#tag</strong> relativo ad uno show è entrato nello stream sulla homepage di twitter.<br />
A volte, invece,  si accende un dibattito interessante e per parteciparvi occorre seguire il programma in TV, per cui si verifica la fruizione composita del fenomeno attraverso due media differenti, TV e Social Media.</p>
<p>Vi sembra troppo futuristico? Beh, non lo è affatto! L&#8217;esplosione di piattaforme social come <a href="http://gomiso.com" target="_blank">Miso</a> e <a href="http://getglue.com" target="_blank">Get Glue</a> hanno colto ed ottimizzato questo trend: le due piattaforme ingaggiano gli utenti attraverso l&#8217;invito alla espressione di opinioni personali su Movie, TV Shows intruducendo badge e premi e chiedendo agli utenti di votare i programmi preferiti, l&#8217;attore preferito, e di condividere opinioni.</p>
<p>Tutto questo cosa comporta? Una fruizione sempre più social delle informazioni e dei TV Show che porterà inevitabilmente alla fruizione online dei contenuti con la naturale eliminazione del medium TV.<br />
<img class="aligncenter" src="http://www.iphonetechie.com/wp-content/uploads/2010/09/AppleTV-1.png" alt="" width="500" height="352" /></p>
<p>Un fase embrionale di questo lento, ma inesorabile processo si è potuto notare  proprio <strong>Lunedì 16 Maggio</strong>, in occasione delle elezioni amministrative 2011. Dalle 15.00 (ora di chiusura dei seggi)  in poi, è stato possibile assistere ad una vera e propria <strong>diretta su twitter</strong> dell&#8217;andamento dello spoglio dei seggi nelle città di tutta Italia. E chi non era nei seggi ha potuto seguire la diretta fino al momento della proclamazione dei vincitori avvenuta solo a tarda notte solo grazie alla comunicazione su twitter.</p>
<p>Mentre i vari TG davano già a mezzanotte appuntamento alla edizione delle 6 per le novità circa i risultati elettorali, twitter è andato avanti fino alle 2 di notte implacabile fino alla consegna dei risultati ufficiali.</p>
<p>Il Comune di Bologna è l&#8217;esempio di quello che stiamo affermando. <a href="http://twitter.com/twiperbole" target="_blank">@twiperbole</a> ha twittato le notizie e i dati dello spoglio lanciando l&#8217;ultimo tweet alle 3.02 di martedì 17.</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/05/jpg.jpg"><img class="size-full wp-image-6709 aligncenter" title="jpg" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/05/jpg.jpg" alt="jpg" width="454" height="205" /></a></p>
<p>Un esempio di quello che sarà è rappresentato da<strong> Apple TV</strong> dal punto di vista del device e vendita on-line di contenuti;  e the <a href="http://stream.aljazeera.com/" target="_blank">Stream</a> di <strong>Aljazeera</strong>, dal punto di vista della fruizione  online e formazione della informazione dal basso.</p>
<p>Entrambi gli esempi sono simbolo di quanto sopra, la cara vecchia TV pare essere destinata a divenire un romantico oggetto di modernariato che dovrà inevitabilmente cedere il passo ai canali di informazione e fruizione digitali.</p>
<p>A conferma di quanto sopra vi segnaliamo una interessante presentaizione di WebIndex</p>
<div id="__ss_6528681" style="width: 425px;"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a title="Welcome to Social Entertainment - Annual Report 2011" href="http://www.slideshare.net/Tomtrendstream/welcome-to-social-entertainment-annual-report-2011">Welcome to Social Entertainment &#8211; Annual Report 2011</a></strong> <object id="__sse6528681" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=welcometosocialentertainment-annualreport2011-110112041518-phpapp02&amp;stripped_title=welcome-to-social-entertainment-annual-report-2011&amp;userName=Tomtrendstream" /><param name="name" value="__sse6528681" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse6528681" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=welcometosocialentertainment-annualreport2011-110112041518-phpapp02&amp;stripped_title=welcome-to-social-entertainment-annual-report-2011&amp;userName=Tomtrendstream" name="__sse6528681" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/Tomtrendstream">Tom Smith</a></div>
</div>
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		<title>Social Media and B2B</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 16:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/social-media-and-b2b/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr si occupa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong></a> si occupa di esplorare il mondo del markeitng <strong>B2B</strong> attraverso i Social Media.<br />
Quali sono le strategie e gli ambienti utili a promuoversi attraverso l&#8217;universo social ad un <strong>target Business</strong>?<br />
Esploriamo insieme lo scenario, i principali strumenti a disposizione e proviamo a capire come utilizzarli.</p>
<p><strong><a href="http://www.wikipedia.com" target="_blank"> Wikipedia</a></strong>, il 4°sito più visitato al mondo. Avere una propria pagina su Wikipedia vi garantisce awareness.<br />
Chi digita le keywords corrispondenti al vostro brand si troverà la pagina di Wikipedia come primo risultato, niente male, no? Tuttavia si consiglia vivamente, prima di cimentarsi, di consultare la policy di inserzione dei nuovi contenuti su Wikipedia e il consiglio è sempre la contestualizzazione: ricordatevi che, per quanto Wikipedia vi offra una ottima opportunità di visibilità e una vetrina prestigiosa, essa è tuttavia sempre una enciclopedia, quindi no contenuti promozionali, si contenuti informativi.</p>
<p><strong><a href="http://www.slideshare.com" target="_blank">Slideshare</a></strong>: è la più autorevole e frequentata piattaforma di condivisione per presentazioni on-line.<br />
In ogni azienda circolano centinaia e centinaia di presentazioni interne, avete mai pensato di condividerle on-line? Perchè no? E&#8217; tutta visibilità gratis che non fa che accrescere la awareness e arrivare dritta, se ben posizionata, al vostro target di riferimento (le altre aziende).</p>
<p><strong><a href="http://www.linkedin.com" target="_blank">Linkedin</a></strong>: ne abbiamo già parlato come strumento per il recruitment, nel frattempo  Linkedin ha raggiunto <a href="http://blog.linkedin.com/100million/" target="_blank">100 milioini di users</a> e  offre ottime occasioni di promozione anche sotto l&#8217;aspetto B2B.</p>
<p>[click sull'immagine per accedere all'infografica]</p>
<p><a href="http://blog.linkedin.com/100million/" target="_self"><img class="aligncenter size-full wp-image-6643" title="linkedin_100Million" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/05/linkedin_100Million.jpg" alt="linkedin_100Million" width="519" height="242" /></a></p>
<p>Molto frequentati <strong>sono i gruppi di linkedin</strong> in cui confrontarsi con professionisti e nuovi prospect. Non sottovalutate, inoltre, l&#8217;importanza di creare un profilo aziendale su Linkedin e di costruire, giorno dopo giorno, una piccola community di professionisti che ruoti attorno al vostro brand.</p>
<p><strong>Il caro vecchio Blog aziendale:</strong> è sempre un ottino strumento per condividere argomenti e punti di vista, case history o expertise particolari. Badate bene però: un blog va aggiornato. Un blog aziendale fermo, non è un gran biglietto da visita; anche se spesso viene giustificato con &#8220;Lavoriamo troppo, non abbiamo tempo di aggiornare il blog&#8221; <img src='http://dr.o-one.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong><a href="http://www.twitter.com" target="_blank">Twitter</a></strong>: come strumento B2B  twitter è da utilizzare per ampliare la portata del vostro messaggio/prodotto, per fare scouting di prospect e per far conoscere in modo veloce e semplice cosa fate, per informarvi e per informare. Importantissimo listare following e utilizzare una sintassi adeguata: un profilo di twitter che non rispetta la sintassi di twitter è un profilo muto aka un megafono senza voce.</p>
<p>Come potrebbe mancare<strong><a href="http://www.facebook.com" target="_blank"> facebook</a></strong>?  Usare facebook come strumento B2B significa coltivare relazioni professionali in modo informale. E&#8217; un pò come sedersi al bar dietro l&#8217;angolo allentarsi il nodo della cravatta e bere una birra con l&#8217;amministratore delegato. Tramite facebook si possono creare delle ottime relazioni prfessionali e coltivarle in modo proficuo, con l&#8217;obiettivo poi di passare ai piani alti della comunicazione, cambiando contesto: passando dal bar dietro l&#8217;angolo alla sala riunioni.</p>
<p>Tutto questo è molto altro è raffigurato bene in questo infografico: click per ingrandire l&#8217;immagine .</p>
<p>[credits]<a href="http://www.toprankblog.com" target="_blank">TopRankBlog</a> + <a href="http://www.baseone.co.uk" target="_blank">BaseOne</a></p>
<p><a href="http://dl.dropbox.com/u/5823830/B2B_social_media_landscape.pdf"><img src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/05/b2bsocialmedia.jpg" alt="b2bsocialmedia" title="b2bsocialmedia" width="519" height="367" class="alignnone size-full wp-image-6656" /></a></p>
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		<title>Storytelling: l&#8217;arte e la tecnica di raccontare un brand</title>
		<link>http://dr.o-one.net/storytelling-larte-e-la-tecnica-di-raccontare-un-brand/</link>
		<comments>http://dr.o-one.net/storytelling-larte-e-la-tecnica-di-raccontare-un-brand/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 10:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[brand strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Fathom]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Storytelling]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/storytelling-larte-e-la-tecnica-di-raccontare-un-brand/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. affronta un argomento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> affronta un argomento, forse scontato, ma che, senza dubbio, sta alla base di una buona strategia di social media marketing: lo <strong>storytelling.</strong></p>
<p>Letteralmente: raccontare storie, raccontarsi, un pò come si faceva al campeggio attorno al fuoco, i raccontastorie più bravi erano quelli più acclamati, più attesi e i più seguiti.<br />
Allo stesso modo dovrebbe fare un&#8217;azienda che si affaccia sul web e vuole attirare l&#8217;attenzaione degli utenti, ma per distrarre l&#8217;attenzione da un falò che arde nella notte non basta una buona storia. Bisonga anche saperla raccontare.</p>
<p>Ecco alcune regole semplici che fa sempre bene tenere a mente.  L&#8217;interessante infografica che segue è stata realizzata da <a href="http://www.fathombusinessevent.com" target="_blank">Fathom </a>.</p>
<blockquote><p>Riassumiamo alcuni punti fondamentali:</p></blockquote>
<ol>
<li>Una buona storia è <span style="color: #b271cb;"><em>autentica</em></span>, creativa e suscita emozioni in chi l&#8217;ascolta.</li>
<li>Ci crediate o no, una <span style="color: #b271cb;"><em>buona</em><span style="color: #b271cb;"><em> storia</em></span></span> può aumentare il vostro<span style="color: #b271cb;"><em> profitto</em></span>.</li>
<li>Una storia, se <em>convincente</em>, porta le persone a <span style="color: #b271cb;"><em>cambiare le proprie abitudini</em></span> secondo i vostri suggerimenti.</li>
<li>Una buona storia porta le persone a passare all&#8217;azione;  il messaggio deve essere quindi<span style="color: #b271cb;"> </span><em><span style="color: #b271cb;">chiaro</span>, <span style="color: #b271cb;">inequivocabile</span></em> e deve essere <em><span style="color: #b271cb;">esplicita</span></em> la<span style="color: #b271cb;"><em> direzione</em></span> da intraprendere dopo l&#8217;ascolto.</li>
<li><span style="color: #cc66ff;"><em>Non smettete mai di ascoltare</em></span> mentre raccontate la vostra storia: fermatevi a <span style="color: #cc66ff;"><em>chiedere</em></span> a chi vi ascolta se è tutto chiaro, se la direzione che il racconto ha preso è <span style="color: #b271cb;"><em>coinvolgente </em></span>oppure la piega intrapresa è noiosa, o potrebbe essere migliorata. Chiede a chi vi ascolta di <em><span style="color: #b271cb;">intevenire con il proprio contibuto</span></em>.</li>
<li>Non abbiate paura degli <span style="color: #b271cb;"><em>interventi degli ascoltatori</em></span>: essi non fanno altro che ravvivare il racconto arricchendolo.</li>
<li>Iniziate il racconto con il vostro <span style="color: #b271cb;"><em>tone of voice</em></span> e fate in modo di non perdere quella identità per tutta la durata del racconto. <span style="color: #b271cb;"><em>Non smettete mai di essere personal</em></span><span style="color: #b271cb;"><em>i</em></span><strong>:</strong> le storie migliori sono quelle che <span style="color:#b271cb;"><em>emozionano</em></span>, ricordate?</li>
<li>Siate sempre<strong> </strong><span style="color: #cc66ff;"><em>innovativi</em></span>, pensate sempre a come attrarre interesse verso il vostro brand: una storia senza<span style="color: #cc66ff;"> </span><strong><em><span style="color: #cc66ff;"><span style="color: #cc99ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #b271cb;">colpi di scena</span></span></span><span style="color: #b271cb;">.</span></span></em></strong>..prima o poi diventa prevendibile.</li>
<li>Scegliete il <span style="color: #b271cb;"><em>giusto medium </em></span>attraverso cui raccontare la vostra storia e fate in modo che essa sia coerente e contestualizzata all&#8217;interno di esso.</li>
<li>Ricordate: il vostro brand è la<strong> </strong><span style="color: #b271cb;"><em>miglior storia</em></span> che possiate mai raccontare!</li>
</ol>
<p><img class="alignnone" src="http://astoriedcareer.com/Fathom-Infographic.gif" alt="" width="500" height="1746" /></p>
<p>Bene, dopo aver riassunto i punti fondamentali, le cose da fare e quelle da non fare mentre si racconta la storia di un brand in rete, non ci resta che capire: <span style="color: #b271cb;"><em>Come fare?</em></span></p>
<p>Per prima cosa, tenete a mente che queste regole sono <em><span style="color: #cc99ff;">regole crossmediali</span></em>: da tenere presenti indipendentemente dal medium che deciderete di usare per &#8220;snocciolare&#8221; il vostro racconto in rete.</p>
<blockquote><p>Che sia esso un blog, twitter o una fanpage di facebook, ricordate che chi vi ascolta è sempre una persona cui rapportarsi in base ai <em><span style="color: #b271cb;">&#8220;paramenti&#8221; del racconto attorno al fuoco</span></em><em>.</em></p></blockquote>
<p>La presentazione che segue è abbastanza chiarificatrice circa lo &#8220;How To?&#8221; di una buona storia in rete.</p>
<blockquote><p>Da dove iniziare? Semplice:</p>
<ol>
<li>Partite dai <em>valori</em> del vostro <em>Bran</em>d</li>
<li>Come è  posizionato il vostro prodotto?</li>
<li>Quali sono i servizi che il vostro brand offre?</li>
</ol>
</blockquote>
<div id="__ss_6504677" style="width: 510px;"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a title="How storytelling can enhance digital projects" href="http://www.slideshare.net/storybeats/how-storytelling-can-enhance-digital-projects">How storytelling can enhance digital projects</a></strong> <object id="__sse6504677" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="426" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=storytellingdigital-110110082814-phpapp02&amp;stripped_title=how-storytelling-can-enhance-digital-projects&amp;userName=storybeats" /><param name="name" value="__sse6504677" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse6504677" type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="426" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=storytellingdigital-110110082814-phpapp02&amp;stripped_title=how-storytelling-can-enhance-digital-projects&amp;userName=storybeats" name="__sse6504677" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/storybeats">StoryBeats</a></div>
</div>
<blockquote><p>Adesso non vi resta che iniziare a scrivere una grande storia e iniziare a raccontarla&#8230; e non dimenticate che le storie sono fatte di conversazioni!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>T7 Adventure: Social Game made in Dr.O-one</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 15:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[Dr.o-one case history]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Games]]></category>
		<category><![CDATA[Farmville]]></category>
		<category><![CDATA[New Holland Agriculture]]></category>
		<category><![CDATA[New Holland T7 Series]]></category>
		<category><![CDATA[Social Games]]></category>
		<category><![CDATA[Social Games Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[T7 Adventure]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/t7-adventure-social-game-made-in-dr-o-one/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. si occupa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="size-full wp-image-3775 aligncenter" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> si occupa di <strong>Social Gaming</strong> come <a href="http://dr.o-one.net/il-boom-del-social-gaming/" target="_blank">abbiamo già fatto in passato</a>; questa volta però lo facciamo raccontandovi una nostra case history.</p>
<p>Di <strong>social games</strong> si parla ormai da anni e i dati sono sempre incoraggianti, anche se soprattuto in relazione ai numeri circa i volumi dell&#8217;utenza;  un pò meno incoraggianti secondo il volume di affari e di utili ricavabili.</p>
<p>Alcuni si chiedano quale sia il reale ritorno di investimento di un fenomeno come Farmiville visto che le percentuali mostrano uno scenario di utenti che <strong>giocano molto</strong> ma <strong>investono più tempo che denaro</strong> nel gaming.</p>
<p>Secondo recenti statistiche riportate da <a href="http://mashable.com/2010/02/17/social-gaming-survey/" target="_blank">Mashable</a> e altri siti d&#8217;informazione digitale  l<strong>&#8216;83%</strong> dei gamers online giocano su facebook, ma solo il <strong>28% </strong>acquista beni tramite transazioni monetarie &#8220;real money!&#8221;</p>
<p>Noi abbiamo di recente concepito <em><strong>un social game come strumento &#8220;Learn by Doing&#8221;</strong></em> per diffondere le caratteristiche di un nuovo prodotto.</p>
<blockquote><p>Perchè un social game?</p></blockquote>
<p>Perchè imparare divertendosi è da sempre<strong> meno faticoso</strong>, meno noioso e più avvincente, soprattutto se si ingaggia un sfida fra chi &#8220;<em>ne sa di più</em>&#8220;.</p>
<p>Il prodotto che dovevamo lanciare , il nuovo trattore <strong><a href="http://agriculture.newholland.com/italy/it/Products/Tractors/T7AC/Pages/products_overview.aspx" target="_blank">New Holland T7 Series</a></strong>, si prestava molto ad un release di features in pillole e per step propedeutici e in più potevamo contare sulla passione verso il brand che avvince il cuore di trattoristi di tutto il mondo; nonchè ad un ampliamento del target, possibile attraverso il coinvolgimento dei <strong>gamers addicted </strong>on-line su facebook.</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/04/Immagine11.png"><img class="size-full wp-image-6444  aligncenter" title="Immagine1" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/04/Immagine11.png" alt="Immagine1" width="479" height="416" /></a></p>
<p style="text-align: center; ">
<p>E&#8217; nato così <strong><a href="http://apps.facebook.com/tseven-adventure/" target="_blank">T7 Adventure</a></strong>. Il gioco si svolge su <strong>3 livelli</strong> che riproducono tre differenti percorsi e quindi evidenziano tre differenti features di prodotto:</p>
<ol>
<li>Coltivazione</li>
<li>Falciatura</li>
<li>Guida su strada</li>
</ol>
<p><strong>Scopo del gioc</strong><strong>o</strong>: completare i quadri nel minor tempo possibile accumulando tutti i bonus presenti lungo il percorso.</p>
<p><strong>Dinamica del gioco</strong>: alla fine del gioco in base al punteggio accumulato per ciascun bonus accumultato  l’utente accede ad una scheda tecnica di feature di  prodotto venendo, così, a conoscenza delle specifiche tecniche di esso.</p>
<blockquote><p>Game Over?</p>
<p>Un social game non può avere un over&#8230;bensì un <strong>time-out</strong>! Se questa volta non ce l&#8217;hai fatta torni al punto di partenza e riprovi, oppure cambi percorso.</p></blockquote>
<p><strong>Ostacoli</strong>: Durante differenti quadri, il gamer incontra alcuni ostacoli da affrontare che hanno il compito di far capire a chi gioca l’importanza delle <strong>prestazioni del T7</strong>:</p>
<p>manovrabilità, potenza, facilità di manovra sul campo e su strada, differenti features sul campo.</p>
<p>Un pò di numeri sono d&#8217;obbligo, alla release del terzo livello (dicembre 2010):</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/04/immagine21.jpg"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/04/screenpost.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6478" title="screenpost" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/04/screenpost-300x202.jpg" alt="screenpost" width="300" height="202" /></a><br />
</a></p>
<p>[Update] Oggi i fan dell&#8217;applicazione sono 3.000 e le installazioni hanno superato quota 14.000.</p>
<p style="text-align: center;">Beh non vi resta che saltare a bordo di T7 e giocare <img src='http://dr.o-one.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/41577_163178130382930_446654_n.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/41577_163178130382930_446654_n.jpg" alt="" width="180" height="239" /></a></p>
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		<title>Recruitment online and self promotion</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 17:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[@adidasGroupJobs]]></category>
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		<category><![CDATA[Brenchout]]></category>
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		<category><![CDATA[Job Seeking]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[New Grad Life]]></category>
		<category><![CDATA[recruiting]]></category>
		<category><![CDATA[Twitjobsearch]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/recruitment-online-and-self-promotion/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Oggi facciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a></p>
<p>Oggi facciamo un breve, intenso e, ci auguriamo efficace, viaggio nell&#8217;universo della job seeking and self promotion online.<br />
Gli strumenti per le aziende che cercano candidati on-line e per chi invece si candida, si moltiplicano di giorno in giorno e con essi crescono  anche le opportunità, ma come utilizzarli sia lato azienda che lato candidato?</p>
<p>Iniziamo con la piattaforma più conosciuta, più usata e anche più autorevole: <strong><a href="http://www.linkedin.com">Linkedin.</a></strong></p>
<p>Come molto sanno Linkedin è un social network per professionisti e aziende, nato per matchare offerte e richieste all&#8217;interno di circuiti altamente profilati e tarati sulla base di  contenuti, skills e attitudine dei candidati ergo esigenze di ricerca di un&#8217;azienda.</p>
<p>I tools offerti da Linkedin sono innumerevoli ed in continuo aggiornamento, ma allora, perchè le azienda Italiane non usano Linkedin per il recruitment?</p>
<p>Se lo è chiesto <a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/alessandra-farabegoli/" target="_blank">Alessandra Farabegoli</a> e ce lo spiega lei stessa in una brillante ed efficace presentazione che vi embeddiamo qui di seguito.</p>
<div id="__ss_5959459" style="width: 425px;"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a title="Alessandra Farabegoli @GGD8 Bologna camp" href="http://www.slideshare.net/GGDBologna/chi-ha-paura-di-linkedin">Alessandra Farabegoli @GGD8 Bologna camp</a></strong> <object id="__sse5959459" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=chihapauradilinkedin-101129014912-phpapp01&amp;stripped_title=chi-ha-paura-di-linkedin&amp;userName=GGDBologna" /><param name="name" value="__sse5959459" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5959459" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=chihapauradilinkedin-101129014912-phpapp01&amp;stripped_title=chi-ha-paura-di-linkedin&amp;userName=GGDBologna" name="__sse5959459" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/GGDBologna">GGDBologna</a></div>
</div>
<p>In Italia, come spiega Alessandra, le aziende sono ancora molto timorose circa l&#8217;aperta ricerca dei candiati online.<br />
C&#8217;è ancora molta diffidenza nell&#8217;esplorare i canali di recruitment 2.0.</p>
<p>Se guardiamo all&#8217;estero, come consueto, invece troviamo delle case study  interessanti che corrispondono ad azienda ambiziose: una per tutte Adidas che vanta un profilo twitter dedicato al canale <a href="http://twitter.com/#!/adidasGroupJobs" target="_blank">@adidasGroupJobs</a> tramite cui il Gruppo Adidas &#8220;spamma&#8221; offerte di lavoro worlwide.<br />
Sempre rimanendo in ambito di opportunità e nuovi strumenti di ricerca e offerta di lavoro on-line, troviamo interessante  <a href="http://www.twitjobsearch.com/" target="_blank">Twit Job Search </a>un motore di ricerca di opportunità di lavoro su twitter. Twit Job Search consente di impostare un filtro di ricerca tramite keywords alle offerte di lavoro twettate da aziende aggregando i risultati in una mail che viene recapitata a ciascun subscriber.</p>
<p>Passando da twitter a facebook, vediamo il Career Center di Facebook. Come funziona? Ce lo spiega questo video How To.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/x3aXW6GI1qE&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="390" src="http://www.youtube.com/v/x3aXW6GI1qE&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Branch Out offre un network nel network.</p>
<p>Attraverso i contatti di facebook cascun utente è in grado di costruire un proprio network professionale e di venire in contatto con aziende e professionisti con cui condividere esperienze, informazione ed endorsement ( referenze).<br />
Chiudendo segnalo un articolo interessante postato  che qualche giorno fa su New Grad Life: &#8220;<a href="top-10-job-hunting-tricks">top 10 job hunting tricks</a>&#8221;</p>
<p>Quali sono i 10 must per chi cerca lavoro?</p>
<p>Ce lo suggerisce <a href="http://twitter.com/JulesAKramer" target="_blank">Julie Kramer</a> in un interessantissimo e dettagliato decalogo.</p>
<p>Cercare il lavoro giusto che valorrizzi le nostre aspettative, così come  trovare delle risorse che corrispondano alle nostre esigenze è un&#8217;impresa non facile e che se sottovalutata, può avere delle conseguenze spiacevoli, se non disastrose!</p>
<p>Le piattaforme che abbiamo preso in esame , sono solo alcuni mezzi di cui possiamo usufruire in rete per evitare spiacevoli esperienze.</p>
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		<title>Vecchi e nuovi CEO: la differenza sta nei Social Media</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 17:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[21centurymanager]]></category>
		<category><![CDATA[Carmen Magar]]></category>
		<category><![CDATA[Ceo and Social Networks]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianfranco Fornaciari]]></category>
		<category><![CDATA[Greg Goldman]]></category>
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		<category><![CDATA[New_Symbiosis_Early_Research]]></category>
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		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/vecchi-e-nuvi-ceo-la-differenza-sta-nei-social-media/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi parliamo di chi dirige le aziende: i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi parliamo di chi dirige le aziende: i CEO (<strong>Chief Executive Officer).</strong></p>
<p>In particolare vogliamo invitare a riflettere su cone la figura degli Amministratori Delegati delle aziende è cambiata col tempo e di come il divario fra vecchi e nuovi CEO appaia, a volte, davvero molto ampio.</p>
<p>Il divario fra vecchi e &#8220;nuovi&#8221; CEO che fa più discutere <strong>è la predisposizione o meno verso l&#8217;universo social media.</strong></p>
<p>Ci sono differenti modi di vedere l&#8217;ingresso dirompente dei social media nelle aziende: anche le più riluttanti hanno dovuto o dovranno cedere all&#8217;universo della comunicazione sociale.</p>
<p>La riluttanza di una certa frangia di intransigenti dirigenti di azienda, rispetto all&#8217;universo della comunicazione on-line, ha causato in passato situazioni imbarazzanti , spesso ridicolizzate dai più: del tipo il marketing manager illuminato che, rispetto ad un investimento in comunicazione digitale sui social network, chiede stampe o screenshot per seguire gli andamenti dell&#8217;operazione perchè</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Dall&#8217;ufficio non posso accedere a facebook&#8230;</em>&#8220;.</p></blockquote>
<p>E da qui discende una vastissima &#8220;letteratura&#8221; di motivazioni a sostegno di queste tesi &#8220;ristrettiste&#8221; rispetto alla comunicazione in rete &#8220;<em>ci copiano</em>&#8220;, &#8220;<em>ci entrano sul serve e ci rubano i progetti</em>&#8220;, &#8220;<em>ci portano via i collaboratori migliori</em>&#8220;, &#8220;<em>i collaboratori cazzeggiano su facebook indisturbati!</em>&#8221; e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Un quadro interessante della sitauzione è stato tracciato tempo fa da <strong>Jeff Bulla&#8217;s </strong>in questo post</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.jeffbullas.com/2009/08/08/28-reasons-why-the-ceo-is-afraid-of-social-media/">28 Reasons Why The CEO Is Afraid Of Social Media&#8221;</a>.</p>
<p>Eppure dice George Colony  CEO <a href="http://www.forrester.com/rb/research">Forrester Reserch </a></p>
<blockquote><p>CEO are not Social!(..) <strong>Eric Schmidt</strong> of Google is an infrequent Twitterer and is not a blogger;  <strong>Steve Ballmer</strong> at Microsoft has no blog and no Twitter account; <strong>Michael  Dell </strong>is on Twitter but is not an external blogger … <strong>Steve Jobs</strong> of Apple,  and <strong>Larry Ellison</strong> of Oracle have no Twitter, Facebook, LinkedIn, or  blog presences that we could find.</p></blockquote>
<p>Eppure con l&#8217;avvento dei nuovi CEO il panorama sta cambiando: abbiamo dei giovani CEO che parlano il linguaggio delle persone cui le proprie aziende si rivolgono.</p>
<p>Un esempio per tutti <strong><a href="http://mashable.com/author/pete-cashmore/">Pete Cashmore</a></strong> il 24 enne CEO di Mashable iper connesso e sempre in prima linea con il suo faccione in tutti i proifili ufficiali tramite cui Mashable comunica ininterrottamente con il resto del mondo.<br />
<a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/01/580_30_Mashable-Pete-Cashmore.bmp"><img class="size-full wp-image-6000 alignnone" title="580_30_Mashable-Pete-Cashmore" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/01/580_30_Mashable-Pete-Cashmore.bmp" alt="580_30_Mashable-Pete-Cashmore" width="289" height="321" /></a></p>
<p>Oppure  <strong>Carmen Magar</strong>, CEO di <strong><a rel="nofollow" href="http://www.createmychocolate.com/" target="_blank">Chocri</a></strong>, che afferma serenamente</p>
<blockquote><p>The exposure makes a difference. While the competition can see everything (e.g. when customers suggest a new topping) and some of them seem  compelled to copy my blog posts nearly word for word, it’s worth it  because authenticity rules.”</p></blockquote>
<p>O ancora<strong> Greg Goldman Chief Creative Officer a Philo</strong> nonchè executive director alla BBC afferma<br />
che non potrrebbe mai vivere in un mondo in cui non fosse possibile usare i socila media!.</p>
<p>Le aziende del futuro, e di conseguenza i loro manager, non potranno ingnorare l&#8217;impatto dei social media sul mondo della comunicazione e non potranno più prescindere dall&#8217;universo social per comunicare esternamente, ma anche internamente alle proprie  aziende.</p>
<p>A questo proposito incoraggiamo la lettura di <a href="http://sncr.org/wp-content/uploads/2009/11/New_Symbiosis_Early_Research_Findings_Final_v4.pdf">questo interessante studio datato</a> 2009 ma ancora attualissimo condotto da</p>
<p><a href="http://sncr.org/">“<em>Society For New Communications Research</em>” (SNCR)</a> e presentato a novembre presso l&#8217;Università di Harvard.<br />
Lostudio è stato condotto sottoponendo una serie di domande a <strong>365 CEO</strong> e manager di azienda fra i <strong>100 e i 50.000 dipendenti distribuiti su 25 paesi del mondo</strong>. Il fine dello studio è proprio quello di capire quali sono i fattori che spingono  i CEO a frequentare glia mabineti social.</p>
<p>Risale a qualcha anno fa anche un <a href="http://www.lulu.com/product/ebook/21st-century-manager/5533574">e-book</a> scritto dal nostro CEO Gianfranco Fornaciari (illuminato ed illuminante) dal titolo:</p>
<blockquote><p>&#8220;21 century manager&#8221; Riflessioni dedicate ai manager che vogliono comprendere meglio i loro collaboratori così occupati a “perdere tempo” su Facebook, Twitter e affini, ad aggiornare i loro “inutili” blog e a scambiare opinioni con i loro peers in rete.</p></blockquote>
<p>A questo punto non ci resta che augurarci (ed augurarvi) di aver acceso in chi legge uno stimolo al confronto e alla riflessione su come le cose stanno cambiando e come ancora cambieranno.<br />
E il pensiero va a chi diceva, non troppo tempo fa, che i social media &#8220;<em>sono solo la moda del momento</em>&#8220;!</p>
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