Archivio per la categoria ‘Social Network

Recruiting 2.0: Twitter come agenzia interinale

16 Settembre 2009 alle 3:05 pm, da simone

Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr., pillola settimanale che indaga le relazioni tra Web 2.0 e business.

Oggi parliamo di recruiting 2.0: gli annunci di lavoro al tempo dei social media.

In particolare, si registra un crescente utilizzo di Twitter come vero e proprio strumento di recruiting: sono in costante aumento, infatti, le aziende che vi aprono un profilo dedicato twittando le offerte relative ai posti disponibili.

I vantaggi di questo strumento sono duplici e dispiegati su entrambi i fronti: per le aziende, sono un canale alternativo e più economico rispetto alle agenzie, mentre per i job seeker oltre alla convenienza economica c’è pure la possibilità di interagire direttamente con il responsabile risorse umane.

For employers, Twitter offers one more way to find and attract candidates, and a cheaper alternative to big online job boards. [...] For job seekers, Twitter offers the chance to interact one-on-one with companies’ recruiters and can be more convenient than job boards. (WSJ Online)

Il meccanismo è molto semplice: basta diventare follower dell’azienda in questione, leggere i tweet e seguire i link. Ci sono business company più attive di altre: alcune infatti rispondono prontamente ai commenti o alle domande dei followers, dando vita ad una informale comunicazione one-to-one.

In questo senso due casi agli antipodi sembrano essere quelli della Royal Bank of Scotland e della Warner Bros.: la prima utilizza Twitter come vera e propria bacheca per gli annunci mentre la seconda ha un costante confronto con i follower.

Potete farvi un’idea di recruiting 2.0 leggendo quest’articolo che elenca 50 nomi di aziende che hanno un “Twitter recruiting profile”.

Il successo è tale che già si contano online molti social site che ottimizzano l’attività di job search: tra questi TweetCruit e TwitterJobSearch.

Un interessante studio che indaga l’utilizzo dei canali social per l’attività di recruiting delle aziende, è il report annuale Jobvite Social Recruitment Survey: 9 pagine di grafici e numeri veloci da leggere.

2009 Jobvite Social Recruitment Survey

Tra le companies coinvolte nell’indagine, l’80% utilizza o sta pianificando di utilizzare i social networks per attrarre e cercare candidati. Due i motivi principali che spingono le aziende ad utilizzare questi canali:

In questo panorama mutevole, c’è da capire come cambierà l’approccio di chi questo servizio lo offre per lavoro, e cioè le agenzie interinali.

E’ ovvio che se i social site ampliano le possibilità di contatto delle aziende, queste sono sommerse anche di contatti e commenti ridondanti o inutili: sarà quindi interessante capire come si strutturerà il mercato.

Brightkite: connecting friends and places

11 Settembre 2009 alle 5:26 pm, da simone

Vuoi condividere facilmenete commenti, immagini, clip audio/video e contemporaneamente scoprire quali sono gli amici presenti nelle vicinanze?

Prova ad utilizzare Brightkite, sorta di social geotagging network, che consente una geo-condivisione in real time dei nostri contenuti.

Brightkite is about connecting with the people and places around you. We’ll help you spend more time with your friends, show you new places and introduce you to people in your neighborhood [...] Explore the social communities around your favorite venue, restaurant, park, etc. Browse new places and get the inside scoop from locals who know

Visitando il sito ci si accorge come gli aggiornamenti siano veloci, continui e giungano da tutto il globo.

Provate ad inserire il nome di una città o un indirizzo. La schermata che si apre offre 4 visualizzazioni:

Ovviamente potete aggiungere amici, inviare messaggi privati e lasciare commenti.

Il social sta riscuotendo un successo crescente anche grazie alle applicazioni per iPhone, Android, e per qualsiasi altro telefono.

L’evoluzione di piattaforme simili si colloca in un panorama che vede emergere come tendenza futura il “real time web“, dovuto allo sviluppo dei servizi mobili: connessioni, gps, Internet key e nuovi device.

Per leggere le ultime novità e le applicazioni sviluppate potete seguire il blog di Brightkite.

Chi sono i re dell’engagement?

9 Settembre 2009 alle 11:14 am, da simone

Nuova appuntamento con Il mercoledì di Dr., pillola settimanale che segnala risorse, studi e ricerche relative agli ambienti 2.0 e al loro costante contaminarsi con l’attività business.

Sono molte le aziende che adottano strategie di intervento all’interno dei canali social, provando ad “umanizzare” l’immagine istituzionale e cercando di coinvolgere gli utenti nell’attività aziendale, in modo diretto e spesso informale.

Ma quali sono le realtà business che si sono mosse meglio? E soprattutto, attraverso quali canali e strategie?

Una visione d’insieme ci viene mostrata da “The world’s most valuable brands. Who’s most engaged? ENGAGEMENTdb – 2009 Report”.

Lo studio, condotto da Wetpaint/Altimeter Group, analizza l’attività di engagement dei brand in diversi settori: l’elemento nuovo è che questa attività viene correlata con reddito e profitto.

Viene così effettivamente misurato il valore finanziario delle attività social.

For the first time ever, Wetpaint/Altimeter Group have gone beyond surface case studies to measure the true financial value of social media. […] We evaluate how well they are engaging their consumers using social media and, even more importantly, how that engagement correlates with their most important financial metrics: revenue and profit.

Per leggere I dettagli si può effettuare il download del file pdf (19 pagine), ma è stato realizzato anche un immediato grafico interattivo, navigabile per “Company” e per “Industry”, condivisibile su Facebook e Twitter.

Il risultato è uno strumento comodo e immediato che ci consegna una visione globale dell’attività di engagement da parte dei 100 brand selezionati.

A surprising conclusion: While much has been written questioning the value of social media, this landmark study has found that the most valuable brands in the world are experiencing a direct correlation between top financial performance and deep social media engagement. The relationship is apparent and significant: socially engaged companies are in fact more financially successful.

Tra le best practices analizzate figurano Starbucks, Dell, SPA e Toyota.

In 65 milioni per Facebook mobile

7 Settembre 2009 alle 10:48 am, da simone

La crescita degli utilizzatori di Facebook mobile è davvero inarrestabile: solamente lo scorso febbraio erano circa 20 milioni.

I tipi di Facebook hanno spinto molto su questo servizio (nato nel 2006), offrendo sempre maggiori possibilità di interazione agli utenti, e lavorando sinergicamente con le più grandi case produttrici di device mobili.

Questa crescita è infatti da attribuire a più fattori: ovviamente all’intraprendenza di Henri Moissinac, uomo di punta del team mobile di FB, alla diffusione sempre maggiore di smartphone, e al proliferare di nuove offerte per le connessioni mobili.

E’ lo stesso Moissinac, attraverso l’ultima press release, a celebrare il risultato:

As we celebrate 65 million, we want you to be able to take Facebook with you wherever you go. That’s why we are continuously making updates to our mobile products [...] We have translated the mobile site into other languages, launched Facebook SMS and deployed a wide range of applications for hundreds of mobile handsets, including Facebook for Blackberry, Facebook for iPhone and Facebook for Nokia.

Brevemente, il panorama mobile di FB è così riassunto:

E’ interessante capire quali servizi saranno disponibili nell’immediato futuro: è certo, comunque, che Facebook (ma non solo lui) continuerà ad investire massicciamente in questo settore strategico.

Per leggere tutti i dettagli, e se siete accaniti sviluppatori di applicazioni social, trovate tutte le info qui.

YouTube trasmetterà film?

4 Settembre 2009 alle 11:31 am, da simone

La notizia di un incontro tra gli studios hollywoodiani e il management del sito di videosharing più famoso del globo (di proprietà di Goolgle), è apparsa sul Wall Street Journal di ieri.

Per gli utenti c’è in ballo la possibilità di vedere film direttamente su Youtube, pagando una sorta di tassa di noleggio: il servizio andrebbe a competere con altri giganti come Apple, Amazon e Netflix.

Google Inc.’s YouTube is in discussions with major movie studios about streaming movies on a rental basis, a test of whether the online video giant can persuade its millions of users to pay for premium content.(Wsj)

Le cause che hanno spinto a questa probabile partnership sono diverse.

Da una parte Youtube perde soldi e necessita di introdurre servizi premium che gli consentano di fare un po’ di cash, mentre i grandi studi sperano di contrastare il mercato illegale e i mancati introiti dovuti al calo esponenziale della vendita di DVD.

Tuttavia si apre un panorama non chiarissimo.

Ad esempio è da decidere in che “passo” della filiera cinematografica verrà posizionata l’uscita del film su Youtube: avverrà in contemporanea con quella del Dvd? Oppure con quella della Pay Tv?

Come sappiamo, spesso poi le uscite cinematografiche variano (anche di molti mesi) tra una paese e l’atro, e sarà necessario capire in che modo l’industria ovvierà a questo problema.

Whether new movies would be available outside the US is another matter. A lot of today’s “torrenting” seems to be driven by viewers outside the US, who don’t want to wait for the official regional availability of new movies and TV series. However, the movies studios probably aren’t ready to move to global marketing to a global internet.(Guardian)

Pare di capire che il servizio riguarderà esclusivamente gli USA.

Staremo a vedere.

Torna “Il mercoledì di Dr.”: uno sguardo verso la ricerca 2.0

2 Settembre 2009 alle 10:59 am, da simone

Dopo aver esplorato i risultati della ricerca Narciso 2.0, che indaga il rapporto tra aziende italiane e Web 2.0, torna l’appuntamento con Il mercoledì di Dr.

Il mondo del Web corre veloce, ed è necessario fare delle istantanee che riassumano numeri e trend relativi a nuovi sviluppi, nuove realtà e nuove applicazioni e di come tutto questo si mescoli con il mondo business.

Il Mercoledì di Dr. sarà l’occasione per segnalare gli studi più ispirati.

Attraverso una pillola settimanale, ogni mercoledì a partire da settembre, presenteremo slideshow, libri o video, che si differenziano per originalità e immediatezza nell’affrontare le tematiche del Web.

Social netwok? Strumenti di condivisione a 360°

E’ stata da poco pubblicata online la realizzazione targata Universal McCann, dal titolo “Wave.4 Power to the people“.  Lo studio, al suo quarto anno di rilevazioni, fa il punto sull’evoluzione dei comportamenti digitali degli utenti all’interno degli ambienti 2.0.

Dallo studio emergono due tendenze chiave:

Globalmente il 63% degli utenti attivi gestisce un profilo personale all’interno di un social network, percentuale che solamente 4 anni fa si aggirava intorno al 27%. In Italia, lo stesso paramentro ha fatto un salto notevole, da 11,3% del 2006 al 45,9% dei primi mesi del 2009.

Anche la visione/pubblicazione di video è in aumento costante: il 33% dei social networker hanno pubblicato video sul proprio profilo rispetto al 16,9% rilevato nell’edizione Wave.3.

Il fatto che l’attività principale degli utenti Internet sia quella di guardare video, è un fenomeno che non sta passando inosservato al mondo business.

In che modo? Con la rapida diffusione di video virali per veicolare brand e prodotti e con l’intenzione di investire maggiormente in questo settore, dedicando budget specifici alle operazioni viral.

Di seguito la top 5 delle campagne adv viral più viste a metà agosto:

Italiani popolo di “Creatori”

28 Agosto 2009 alle 10:17 am, da simone

Forrester Research ha recentemente pubblicato uno studio annuale dal titolo “The Broad Reach of Social Technologies”, il quale fa parte di una ricerca ormai triennale inziata dalla pubblicazione del volume Groundswell e sviluppata poi con uno strumento chiamato “Social Technographics Profile”.

Lo scopo di Forrester è di fornire, annualmente, una visione globale di come gli utenti utilizzano gli ambienti del Web 2.0: le tipologie di comportamento, infatti, possono essere diverse e sono più o meno diffuse a seconda della regione geografica.

Analizzando i dati USA (2007-2009) si nota una crescita molto lenta di Creators e praticamente nulla di Critics, mentre c’è il boom di Joiners (da 25% del 2007 al 51% del 2009) cioè coloro che mantengono un profilo sui siti social o comunque tendono a spenderci la maggior parte del tempo online.

Questo è essenzialmente dovuto al crescente successo di Facebook.

E in Italia?

Se confrontata al resto d’Europa, ha percentualmente più Creators rispetto agli altri paesi e sta accelerando l’utilizzo dei social sites.

Europeans continue to adopt these technologies more slowly than in the US, with about 40% Inactives in the countries where we do surveys. The Netherlands and Sweden have the most participation, Italy has the most Creators, and social networks are most popular in the UK. (Bernoff)

I big del Web 2.0 fanno compere in agosto

26 Agosto 2009 alle 5:35 pm, da simone

Agosto 2009 sarà ricordato, nel mondo del Web 2.0, per due acquisizioni importanti giocate su due piani diversi del mondo digitale: entertainment e real-time interaction.

Protagonisti due ex nemci: Facebook e Myspace. Perchè dico ex?

Perchè anche se per un breve periodo i due social sites sono stati in competizione, col tempo si è chiarito che molto probabilmente imboccheranno strade diverse, e le ultime acquisizioni fanno luce in questo senso.

Facebook ha acquistato FrienFeed, sorta di aggregatore che consente di riunire in un unico luogo tutte le attività svolte online, molto apprezzato dagli adetti ai lavori.

Dietro a questa acquisizione (50 milioni di dollari), c’è la volontà di FB di ampliare i servizi, in particolare quelli relativi alle ricerche in tempo reale.

Mark Zuckerberg spera in questo modo di frenare la rapida ascesa di Twitter, il sito di microblogging più gettonato del momento (che Facebook di recente aveva tentato di acquistare, senza successo). La posta in gioco è il controllo di quella che viene definita the-next-big-thing della rete: il web in tempo reale. (Corriere)

Tra le altre cose gli sviluppatori di FrienFeed erano tutti uomini ex-Google, per il quale avevano creato Gmail, Google Maps, AdSense.

Queste le parole di Mark Zuckerberg:

Since I first tried FriendFeed, I’ve admired their team for creating such a simple and elegant service for people to share information (Bits)

Vedremo quali servizi verranno sviluppati e in che modo avverrà l’integrazione tra le due realtà.

Il “global entertainment” è invece l’obiettivo dello squalo Murdoch e del suo MySpace.

In questo senso può essere letta l’acquisizione di iLike, applicazione musicale per social network che consente la condivisione di playlist e suggerimenti e che conta quasi 50 milioni di users.

L’operazione comunicata il 19 agosto scorso (20 milioni di dollari) tende a spostare ancora di più l’attività di MySpace dall’universo social a quello dell’intrattenimento, configurandosi ormai come spazio multimediale a carattere musicale.

Anche in questo caso non è ancora chiaro come le due realtà confluiranno, ma ci si aspettano grosse sorprese.

Facebook, roba da grandi?

24 Agosto 2009 alle 4:23 pm, da simone


Certo, il più famoso social site del pianeta, è nato in ambiente studentesco, e infatti all’inizio era una sorta di bacheca virtuale relativa ad una ristretta cerchia di università made in USA.

Come si sono evolute le cose lo sappiamo, tanto che Facebook è oggi una realtà che conta quasi 200 milioni di utenti sparsi per il globo.

La novità è che in USA la “popolazione dominante” in Facebook non è più rappresentata da ragazzini e studenti.

Statistics gleaned from the internet company suggest that users aged 35 and older are now becoming an increasingly dominant force on Facebook, usurping the school pupils and university students who made up the site’s early base.

La ricerca, svolta da iStrategy Labs ci mostra una crescita costante di utenti over 35, e, più precisamente, la fascia d’età 35 – 54 anni forma il maggiore gruppo anagrafico presente su Facebook.

Lo stesso tema è trattato in un articolo del Timesonline, in cui Chloe Lambert realizza una panoramica dei social networks più diffusi tra i ragazzini, a cui, ironicamente, chiede:

So what can you do if you don’t want to be poked by your mum or added by your gran?

I coolest sites individuati sono 7 e hanno già numeri di tutto rispetto:

Alcuni non sono veri e propri social sites ma piuttosto mondi virtuali estremamente ludici.

Le caratteristiche più interessanti che emergono navigando in queste realtà children oriented sono la facilità di utilizzo unita ad una grafica elementare ed immediata.

Elementi preziosi che vengono ripresi anche nel mondo dell’ADV online, basti pensare alla campagna Evian di cui abbiamo scritto qualche post fa.

Cybraphon: il nuovo compositore di musiche web 2.0

3 Agosto 2009 alle 4:14 pm, da Enza

Chi l’avrebbe mai detto che un mobile d’antiquariato potesse nascondere, al suo interno, un sofisticato robot in grado di generare musica in base all’intensità del coinvolgimento dei fan sul web?

All’apparenza una normalissima credenza della nonna, Cybraphon, in realtà è l’intelligenza artificiale approdata sul pianeta “Web 2.0” insieme ai suoi bizzarri strumenti acustici d’altri tempi e che, per tenersi in vita, si nutre dei consensi del pubblico online.

Ed è proprio il sentiment del pubblico a stabilire le sue “creazioni” musicali.

Progetto artistico e interattivo nato da un’idea di Simon Kirby, docente di evoluzione del linguaggio all’università di Edinburgo, Ziggy Campbell e Tommy Pherson, musicisti della band scozzese Found, Cybraphon ha bisogno di essere seguito su Facebook, Twitter, Myspace, che si parli di lui nei blog affinché la sua musica sia energica ed entusiasmante. Se invece vi è indifferenza nei suoi confronti, gli amici su Facebook calano, commenti e recensioni scarseggiano, sprofonda nella melodrammaticità, le sue melodie diventano improvvisamente malinconiche, cupe e angosciose.

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