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	<title>Dr. O-one &#187; Social Network</title>
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	<description>Progettare Interazioni Digitali</description>
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		<title>Facebook e i nuovi Insight, ecco le novità</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[New Media Communication]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/facebook-e-i-nuovi-insight-ecco-le-novita/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a> Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a> Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Per chi utilizza le fan page come strumento per la promozione del proprio brand, gli insight sono uno strumento davvero molto utile, perchè forniscono informazioni sulla quantità delle interazioni degli utenti con la pagina e con le informazioni in essa contentuti.</p>
<p>Di recente Facebook ha cambiato questo tipo di statistiche; la vecchia visualizzazione è attiva fino al 15 dicembre, ma è già possibile dare uno sguardo ai nuovi dati.</p>
<p>Guardiamoli insieme, analizzando alcune delle voci che compaiono:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-07-a-09.00.02.png"><img class="size-full wp-image-7925  aligncenter" title="voci generali" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-07-a-09.00.02.png" alt="voci generali" width="531" height="40" /></a></p>
<p>Sono rispettivamente i dati dei like totali sulla pagina (questo non è cambiato) a cui si aggiungono gli amici dei fan, cioè tutte quelle persone che potrebbero visualizzare i contenuti della fanpage nel caso in cui uno dei fan commentasse, condividesse un post&#8230; Le <strong>persone che parlano di questo argomento </strong>sono gli utenti unici che hanno creato una notizia relativa ai contenuti della pagina sul proprio profilo.</p>
<p>Infine la <strong>portata</strong> rappresenta il numero di utenti individuali che ha visualizzato i contenuti relativi alla pagina.</p>
<p>La tabella che segue è molto importate perché mostra agli amministratori della pagina quali sono<strong> i contenuti con cui gli utenti interagiscono di più</strong>, fornendo per ogni singolo post il numero di visualizzazioni, il numero di utenti che hanno cliccato sul post, il numero e la percentuale di utenti che ha creato una notizia sul proprio profilo:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7934" style="border-style: initial; border-color: initial; color: #0000ee; text-align: center; text-decoration: underline;" title="post" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post.png" alt="post" width="545" height="155" /></p>
<div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #0000ee;"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></span></div>
<p>La novità più importante è che cliccando sui dati è possibile visualizzare il corrispettivo<strong> valore negativo</strong>:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="feed negativo" src="http://www.majesticmedia.ca/blog/wp-content/uploads/2011/12/Negative-Feedback-on-Posts.jpg" alt="" width="510" height="210" /></p>
<p style="text-align: left;">Facebook definisce come negative le attività degli utenti che hanno espresso un commento negativo nella propria sezione delle Notizie o hanno nascosto il post. Questo valore diventa molto importante: scegliere il <strong>momento migliore</strong> per postare, trovare il <strong>tipo di media</strong> che gli utenti preferiscono, <strong>calibrare i contenuti</strong> in base al genere o all&#8217;età anagrafica sono certamente alcune delle strategie più adatte per migliorare il rapporto dei fan con la brand page. Il nuovo dato fornito da Facebook, completa proprio questo quadro, permettendoci non solo di sapere se per un determinato contenuto c&#8217;è un picco di interazione, ma soprattutto se questa interazione è positiva, e quindi costruttiva ai fini del rapporto con l&#8217;utente, o no.</p>
<blockquote><p>An insightful way to use this ratio would be to divide the number of negative feedback by the number of engaged users to determine what percentage of users vs engaged users are actually blocking this content.  Determining this type of “dislike ratio” will help you truly see what type of content works best</p>
<p>Remember, whole numbers only tell a part of the whole picture.  <strong>Put it in perspective</strong> [<a href="http://www.majesticmedia.ca/blog/facebook-insights/negative-feedback-now-available-through-facebook-insights/" target="_blank">Majestic Media</a>]</p></blockquote>
<p>Sempre grazie ai nuovi insight è possibile verificare non solo quante persone hanno cliccato sul &#8220;mi piace&#8221; e qual è la loro provenienza, ma anche le persone che hanno deciso di non ricevere più gli aggiornamenti della pagina.</p>
<p>Per quanto riguarda il numero, dei commenti,  dei like e delle condivisioni a ogni singolo post, e delle risposte alle questions, è possibile visulizzarli scaricando il file Exel, da cui è anche possibile monitorare ogni azione compiuta su ogni aggiornamento:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7936" title="post" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post1.png" alt="post" width="334" height="243" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/file-excel.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7937" title="file excel" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/file-excel.png" alt="file excel" width="494" height="37" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sempre parlando di insight vi segnaliamo che sono cambiati anche quelli di YouTube, una guida molto chiara potete trovarla sul blog di <a href="http://www.giuseppelanzetta.com/youtube-analytics/" target="_blank">Giuseppe Lanzetta</a> dove abbiamo trovato questa utile infografica:</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" title="youtube" src="http://www.giuseppelanzetta.com/wp-content/uploads/2011/12/youtube-analytics_infografica.png" alt="" width="418" height="1600" /></p>
<p style="text-align: left;">
</div>
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		<title>Guerrilla marketing e social network</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 18:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/guerrilla-marketing-e-social-network/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a> Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Attorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a> Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Attorno al Guerrilla Marketing sui social network si sono spesi fiumi di parole. L&#8217;argomento è tornato d&#8217;attualità proprio in questi giorni grazie (o a causa?) della campagna <a href="http://unhate.benetton.com/actions/images/">Unhate di Benetton</a>.</p>
<p><a href="http://theadbuzz.com/2011/11/buzzshare-mehdi-mollahasani-benetton-unhate/" target="_blank">Ad Buzz</a> ha recentemente analizzato l&#8217;impatto  sulla popolazione dei social network delle immagini diffuse nelle principali città in giro per il mondo:</p>
<blockquote><p>The sentiment on Twitter towards “UNHATE” is about 54% positive as oppose to those who think this campaign is a #fail. 24 hours after the launch of the campaign, there has been more than <a href="http://analytics.topsy.com/?q=Benetton%2Cunhate%2C%23unhate" target="_blank"> 35,000 mentions</a> of “UNHATE” on Twitter</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/uhhate.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7900" title="unhate" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/uhhate.png" alt="unhate" width="472" height="240" /></a></p>
<p>Il brand Benetton, invece, è stato citato quasi 90.000 volte, solo nel giorni del lancio della campagna, anche se con il 54% di sentiment negativo. <a href="http://topsy.com/s?q=UnHate" target="_blank">Qui</a> un quadro più completo dei dati.</p>
<p>Un caso di successo di guerrilla marketing è stato presentato proprio ieri su <a href="http://www.business2community.com/social-media/social-media-and-guerrilla-marketing-case-study-096031" target="_blank">Business2Community</a> da Mark Schaefer che ha introdotto un case study molto interessante, quello di Nathan Dube e il suo <strong>“Destroy Your Printer Contest.”</strong></p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=41325691&amp;authType=NAME_SEARCH&amp;authToken=j0LU&amp;locale=en_US&amp;srchid=dadc275f-4cbf-4f78-8a2b-fb080a88c4d2-0&amp;srchindex=1&amp;srchtotal=10&amp;goback=%2Efps_PBCK_*1_Nathan_Dube_*1_*1_*1_*1_*2_*1_Y_*1_*1_*1_false_1_R_*1_*51_*1_*51_true_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2&amp;pvs=ps&amp;trk=pp_profile_name_link" target="_blank">Nathan Dube</a> lavora nella sezione di marketing  della società Expert Laser Service che fornisce servizi di stampa, vende fotocopiatrici e stampanti. Per aumentare la conoscenza della propria azienda attraverso i social media ha promosso questa campagna, permettendo alle persone di scaricare la propria ansia nei confronti della tecnologia distruggendo la propria stampante nei modi più creativi possibili.</p>
<blockquote><p>The “Destroy Your Printer Video Contest” was promoted through the company’s blog,  Twitter, LinkedIn and Facebook.  The oddball humor of the contest gave it a great buzz and more – web traffic more than doubled and the company gained more than 100 new inbound links. Recycler magazine did an Internet TV special about the contest as well as an article which was the most-read topics on the site for several weeks. [<a href="http://www.businessesgrow.com/2009/10/19/finally-a-b2b-social-media-success-story/" target="_blank">Business Grow</a>]</p></blockquote>
<p>Ma cosa rende una campagna più virale di un&#8217;altra?</p>
<p>Certamente il guerrilla marketing è una grossa opportunità soprattutto per le piccole aziende, con budget ridotti, perchè se ben pianificata permette di generare molta conversazione intorno ad un prodotto, con poca spesa. Ecco alcuni consigli:</p>
<ul>
<li>che sia vendere un prodotto, generare conversazione o introdurre una novità relativa al proprio brand, la regola numero uno è avere un <strong>obiettivo chiaro e ben definito;</strong></li>
<li>determinare quali elementi possono essere più <strong>interessanti per la propria audience</strong> e per i propri clienti futuri;</li>
<li>pensare <strong>fuori dagli schem</strong>i;</li>
</ul>
<p>Decisamente molto interessante è la presentazione proposta qualche giorno fa da Shane Gibson in occasione del World Brand Congress Guerrilla Social Media:</p>
<p style="text-align: center;"><object id="__sse10252118" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=worldbrandcongressguerrillasocialmedia-111121051031-phpapp02&amp;stripped_title=world-brand-congress-guerrilla-social-media&amp;userName=shanegibson" /><param name="name" value="__sse10252118" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse10252118" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=worldbrandcongressguerrillasocialmedia-111121051031-phpapp02&amp;stripped_title=world-brand-congress-guerrilla-social-media&amp;userName=shanegibson" name="__sse10252118" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Sempre Shane Gibson è l&#8217;autore di <a href="19 Guerrilla Social Media Marketing Secrets" target="_blank">19 Guerrilla Social Media Marketing Secrets</a>. Riportiamo uno dei segreti per noi più significativi:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Don’t change your identity. Brands, relationships, trust, and technology all take time for adoption and acceptance. Be consistent with your message and on-line social media identity.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Infine vi lasciamo con alcuni consigli sui social network fotografati da <a href="http://www.behance.net/gallery/Grandmother-Tips/2392946" target="_blank">Chacho Puebla</a>, direttore creativo esecutivo di Leo Burnett Madrid (fonte: <a href="http://viralmente.blogspot.com/" target="_blank">Viralmente</a>)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/Granmother.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7906" title="Grandmother" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/Granmother.jpg" alt="Grandmother" width="360" height="542" /></a></p>
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		<title>Strumenti per un profilo Twitter migliore</title>
		<link>http://dr.o-one.net/strumenti-per-un-profilo-twitter-migliore/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 14:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/strumenti-per-un-profilo-twitter-migliore/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Oggi raccogliamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="white-space: pre-wrap;"><span>Oggi raccogliamo una serie di strumenti che ci aiuta ad utilizzare meglio Twitter e a monitorare la nostra attività e i nostri utenti in maniera corretta. </span>Prendendo spunto dal post<a href="http://www.jeffbullas.com/2011/10/25/8-great-twitter-tools-that-will-get-you-tweeting-like-a-pro/"> 8 Great Twitter Tools That Will Get You Tweeting Like A Pro</a>, ve ne segnaliamo alcuni: </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="white-space: pre-wrap;"><span><a href="http://bufferapp.com/">Buffer</a></span><span> è uno strumento che ci permette di gestire in maniera efficace le informazioni da condividere e il numero di update che postiamo su Twitter. L&#8217;applicazione, scaricabile<a href="http://bufferapp.com/goodies/"><span> anche sul browser</span></a>, permette non solo di condividere la pagina che stiamo visualizzando in un determinato momento, ma soprattutto di non farlo subito e di programmarne la pubblicazione del tweet in differenti momenti della giornata. Permette inoltre di ottenere degli insight per ogni tweet inviato con Buffer, per esempio il numero dei clic e i retweet.</span></span></span></p>
<div style="background-color: transparent; text-align: center;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/1.png"><img style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Buffer" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/1.png" alt="Buffer" width="481" height="345" /></a></span></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/2.png"><img class="aligncenter" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="2" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/2.png" alt="2" width="550" height="74" /></a></p>
<p><span>Per i meno creativi è anche possibile farsi suggerire qualcosa da scrivere:</span></p>
<p><span> </span> <a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/3.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7750" title="suggerimenti buffer" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/3.png" alt="suggerimenti buffer" width="381" height="103" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/3.png"></a> Buffer diventa molto utile soprattutto se utilizzato insieme a <a href="http://www.tweriod.com/">Tweriod</a> un’applicazione che ci permette di stabilire quando è il momento migliore della giornata per postare i nostri update, segnalandoci quando i nostri aggiornamenti sono visibili dal maggior numero di persone.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/4.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7744" title="Tweriod" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/4.png" alt="Tweriod" width="467" height="230" /></a></p>
<p>Un altro dei requisiti indispensabili per creare una comunicazione efficace è quello di creare una rete di follower e following che permetta di veicolare contenuti importanti per il proprio business. A questo scopo è molto utile <a href="http://tweetlevel.edelman.com/">Tweetlevel </a>che permette di cercare gli utenti su Twitter tramite l’utilizzo di parole chiave, catalogandoli secondo diversi versi parametri tra cui il valore di influenza, l’engagment e la popolarità.</p>
<p>Uno strumento molto simile a TweetLevel è senza dubbio <a href="http://www.actionly.com/blog/2011/10/finding-twitter-influencers/">Actionly</a> che permette di individuare  gli influenzatori giusti su Twitter, quelli che stanno parlando del nostro brand o delle parole chiave che stiamo monitorando. Actionly aggiorna gli influencer raccomandati ogni 30 giorni, in modo da permettere di rimanere sempre aggiornati sugli utenti di twitter più rilevanti in base alle informazioni che stiamo cercando, e mantenendo i nostri contatti e la nostra conversazione sempre aggiornata. È possibile provare la versione gratuita per 7 giorni <a href="http://www.actionly.com/register.php">iscrivendosi qui</a>.</p>
<p>A proposito di influencer vi segnaliamo un post su <a href="http://fastgush.com/twitter/how-to-be-a-twitter-influencer.html" target="_blank">Fastgush</a> che individua tre step indispensabili per promuovere la propria comunicazione su Twitter:</p>
<p><strong>More Number of Followers Does Not Mean More Influencer</strong></p>
<p>Il numero di follower rappresenta l&#8217;indice di popolarità di un utente, ma non implica necessariamente ad un aumento di influenza che è invece dato dall&#8217;engagement, dai RT e dalle menzioni. Avere 1000 follower non vuol dire necessariamente che questi leggano i nostri tweet, li menzionino o li retwittino e se ciò non avviene vuol dire che il messaggio che abbiamo cercato di trasmettere è andato perduto nel flusso degli update.</p>
<blockquote><p>Influence is not gained spontaneously or accidentally, but through concerted effort. In order to gain and maintain influence, you need to keep great personal involvement.</p></blockquote>
<p><strong>Share Valuable Content</strong></p>
<p>Non ci sono mezze misure per dirlo: se volete diventare degli influencer dovete twittare contenuti di valore.</p>
<blockquote><p>You may have the desire to rant on Twitter or share your pet’s pictures with your followers, but it would never make you an influential person. Never.</p></blockquote>
<p><strong>Limit Yourself To A Single Topic</strong></p>
<p>Uno dei metodi per un utente comune di diventare influencer è quello di approfondire  un argomento specifico e aumentare la propria influenza postando tweet creativi e brillanti.</p>
<blockquote><p>The study found out that with this strategy, users gained influence over a short time period.</p></blockquote>
<p>Per concludere vi lasciamo altri due spunti:</p>
<ul>
<li>un post di Jeff Bullas &#8220;<a href="http://www.jeffbullas.com/2011/10/06/37-ways-to-use-twitter-for-business/" target="_blank">37 ways to use twitter for business</a>&#8220;</li>
<li>una presentazione per approfondire le possibilità che offre Twitter e gli strumenti per sfruttarle al meglio</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><object id="__sse9528203" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=twittertools-111003135355-phpapp01&amp;stripped_title=twitter-tools-9528203&amp;userName=chadmairn" /><param name="name" value="__sse9528203" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse9528203" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=twittertools-111003135355-phpapp01&amp;stripped_title=twitter-tools-9528203&amp;userName=chadmairn" name="__sse9528203" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Social media: le regole dell&#8217;organizzazione interna</title>
		<link>http://dr.o-one.net/social-media-le-regole-dellorganizzazione-interna/</link>
		<comments>http://dr.o-one.net/social-media-le-regole-dellorganizzazione-interna/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 14:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[altimeter group]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business processes and planning]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interna]]></category>
		<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[social corporate team]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[survey]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/social-media-le-regole-dellorganizzazione-interna/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
L&#8217;approccio interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>L&#8217;<strong>approccio interno alla azienda verso lo scenario dei social media</strong> è un tema di fondamentale importanza e proprio qualche giorno fa è stato condiviso online il report di <strong>Jeremiah Owyang</strong>, partner di <strong>Altimeter</strong> Group, dal titolo &#8220;<a href="http://www.slideshare.net/jeremiah_owyang/social-readiness-how-advanced-companies-prepare" target="_blank"><em>Social Readiness: How Advanced Companies Prepare</em></a>&#8220;.</p>
<p>Il report merita una attenta analisi perchè approfondisce bene, e in modo diverso dal solito, il concetto di approccio al mondo social da parte delle aziende: molte, infatti, sono le realtà aziendali che corrono dietro all&#8217;ultima applicazione imperante o al nuovo social media del momento senza però essere strutturate a sufficienza per fronteggiare eventuali &#8220;crisi sociali&#8221; o gli effetti a lungo termine che la presenza in determinati canali porterà al proprio business.</p>
<p>Inoltre, all&#8217;interno del report viene preso in considerazione anche <strong>lo scenario allargato che ospita un progetto digital</strong> (i diversi partner aziendali, centri media, agenzie, ecc.) e come siano di fondamentale importanza <strong>visioni di insieme, obiettivi chiari e largamente condivisi ma cosa ancora più difficile un coordinamento continuo, fluido e rapido tra tutte le parti</strong>. Soprattutto quando sopraggiungono piccole o grandi crisi.</p>
<blockquote><p>To become advanced, companies must climb the <strong>Social Business Hierarchy of Needs</strong>. Learn from where others have succeeded and failed – companies should follow the Social  Business Hierarchy of Needs. First, develop business objectives and establish governance,  then get organized by establishing a team and a process to deal with crises. Next, <strong>connect business units to increase coordination and reduce duplication</strong>. Finally, weave <strong>real-time market response into business processes and planning</strong>.</p></blockquote>
<p>L&#8217;utilità di questo report sta anche nella metodologia di lavoro: Altimeter Group ha infatti interpellato attraverso una survey online ben <strong>144 social business program manager di grandi corporations</strong>, analizzato<strong> 50 social media crises dal 2001 fino ad oggi</strong> oltre a sfruttare 63 interviste e briefing.</p>
<p>Da questa indagine gli analisti di Altimer hanno individuato alcune <strong>Advanced companies</strong> nella preparazione interna all&#8217;universo social. Tuttavia anche questi best practice hanno notevoli margini di miglioramento in termini di efficienza interna.<br />
Ad ogni modo ecco alcuni spunti emersi dall&#8217;indagine: abbiamo segnato in grasetto quello che, secondo la ricerca in esame, sono gli asset fondamentali e cioè: stabilire una social media policy, un flusso di lavoro rapido, una cultura social diffusa all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione e unit interne con diverse funzionalità.</p>
<blockquote><p>Through our research, we found that the world’s most Advanced companies prepared for social business with the following four internal requirements:</p></blockquote>
<ol>
<li>Baseline Governance and Reinforcement: <strong>Established and reinforced a corporate social media policy</strong> that allows employees to participate professionally</li>
<li>Enterprise-Wide Response Processes: Defined processes for <strong>rapid workflow</strong> <strong>and  engagement</strong> with customers in social media</li>
<li>Ongoing Education Program and Best Practice Sharing: Fostered a <strong>culture of learning through ongoing social media education</strong></li>
<li>Leadership from a Dedicated and Shared Central Hub: Organized in a scalable formation, with a cross-functional “Center of Excellence”</li>
</ol>
<p>Il report approfondisce ogni punto in modo molto completo, addentrandosi anche nella definzione del &#8220;<em>social corporate team</em>&#8221; che dovrebbe gestire le attività digitali e interfacirasi con i partner esterni come ad esempio le agenzie. Tuttavia sono rarissimi i casi con una struttura completa di questo genere: in molte situazioni infatti i diversi ruoli sono svolti dalla medesima persona.<br />
<a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/socialbusinesscorporateroles.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7445" title="socialbusinesscorporateroles" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/socialbusinesscorporateroles.jpg" alt="socialbusinesscorporateroles" width="520" height="362" /></a></p>
<p>Dati interssanti emergono anche dall&#8217;analisi dei <a href="http://www.web-strategist.com/blog/2008/05/02/a-chonology-of-brands-that-got-punkd-by-social-media/" target="_blank"><strong>50 social media crises</strong></a>, con i luoghi nei quali sono originate le crisi</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/reportcrises.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7449" title="reportcrises" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/reportcrises.jpg" alt="reportcrises" width="520" height="301" /></a></p>
<p>ma soprattutto quali sono state<strong> le cause scatenanti</strong>.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/reportcreise3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7450" title="reportcreise3" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/reportcreise3.jpg" alt="reportcreise3" width="502" height="511" /></a></p>
<p>Inoltre, ecco un dato che la dice lunga su quanto ancora occorra lavorare internamente.<strong> Solo 1/4 delle crisi erano inevitabili</strong>.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/crises4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7453" title="crises4" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/crises4.jpg" alt="crises4" width="497" height="384" /></a></p>
<p>Tutto il report offre spunti di analisi interessanti e ai quali prestare attenzione. Ecco di seguito la presentazione.</p>
<div id="__ss_9075189" style="width: 477px;"><strong><a title="Social Readiness: How Advanced Companies Prepare" href="http://www.slideshare.net/jeremiah_owyang/social-readiness-how-advanced-companies-prepare" target="_blank">Social Readiness: How Advanced Companies Prepare</a></strong> <object id="__sse9075189" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="510" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=reportsocialreadiness082911review-1-110830145947-phpapp02&amp;stripped_title=social-readiness-how-advanced-companies-prepare&amp;userName=jeremiah_owyang" /><param name="name" value="__sse9075189" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse9075189" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="510" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=reportsocialreadiness082911review-1-110830145947-phpapp02&amp;stripped_title=social-readiness-how-advanced-companies-prepare&amp;userName=jeremiah_owyang" name="__sse9075189" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more documents from <a href="http://www.slideshare.net/jeremiah_owyang" target="_blank">Jeremiah Owyang</a></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Le potenzialità di Twitter: alcuni dati</title>
		<link>http://dr.o-one.net/le-potenzialita-di-twitter-alcuni-dati/</link>
		<comments>http://dr.o-one.net/le-potenzialita-di-twitter-alcuni-dati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 13:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[New Media Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Business2Community]]></category>
		<category><![CDATA[BuySellAds]]></category>
		<category><![CDATA[Exact Target]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Lab42]]></category>
		<category><![CDATA[Mashable]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[TheNexWeb]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[twitter engagement]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter’s Numbers Adding Up]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/le-potenzialita-di-twitter-alcuni-dati/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di Dr. riprendendo nuovi dati e riflessioni su un argomento di cui abbiamo parlato spesso in questa rubrica: Twitter.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">È ormai noto a tutti che Twitter si sia definito negli anni come una canale di comunicazione a sé, molto diverso dagli altri social network come Facebook o come il più recente Google +. A cominciare dagli utenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Chi legge i Tweet</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Secondo Exact Target, che ha diffuso recentemente lo studio Twitter X-factors,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">What happens on Twitter doesn’t stay on Twitter.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">I follower non sono gli unici ad ascoltare quello che un brand promuove sul proprio canale, per una serie di svariati motivi:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">L’utilizzo delle API, che per Twitter è estremamente flessibile e quindi permette ad altri attori di portare i tweet su differente siti e piattaforme aumentando in maniera esponenziale le possibilità di lettura di un informazione anche da parte di chi non è un utente della piattaforma;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">L’indicizzazione da parte dei motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo! che permette a chiunque faccia una ricerca, di trovare gli update e aggiornamenti pubblicati da un brand sul proprio canale su Twitter</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Il comportamento degli utenti che spesso riportano i contenuti di Twitter altrove sul web.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Ma vediamo quest’ultimo punto più nel dettaglio. Tra tutti gli utenti attivi su Twitter ogni giorno:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 72% pubblica un post sul proprio blog una volta al mese</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 70% commenta i post su altri blog</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 61% scrive una recensione di prodotto una volta al mese</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 61% commenta su siti di notizie</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 56% scrive articoli per siti di terze parti</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 53% posta video online</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 50% aggiunge il proprio contributo a siti wiki</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 48% condivide offerte trovate attraverso forum</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Discussions that begin on the platform are more likely to appear elsewhere on the web than they are from any other network. Brands need to begin paying attention to their Twitter Followers as these consumers represent the most influential online users. Brands should be treating Twitter as an entirely different ecosystem of users, rather than directing brand messages on Twitter towards the majority of their consumers.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Active Twitter users count themselves as those who actually want to influence others. In fact, 73% of Twitter users have said that it is their goal on the platform to accumulate larger audiences, and are incredibly selective about who they choose to follow. (TheNexWeb)</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Per quanto riguarda il modo in cui gli utenti discutono e scambiano informazioni con i brand, molto utile è il lavoro di Lab42, che ha chiesto a 500 utenti come utilizzano Twitter, come scelgono chi seguire e chi no e qual è il loro modo di rapportarsi con i brand. Potete trovare tutta l’infografica su Mashable, intanto vi lasciamo uno screenshot dei dati relativi ai brand</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">￼</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Statistics can be made to prove anything –  even the truth.</div>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di Dr. analizzando nuovi dati e facendo alcune riflessioni su un argomento di cui abbiamo parlato spesso in questa rubrica: <a href="http://dr.o-one.net/?s=Twitter&amp;x=0&amp;y=0">Twitter</a>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span>È ormai noto a tutti che Twitter si sia definito negli anni come una canale di comunicazione a sé, molto diverso dagli altri social network come Facebook o come il più recente Google +. Un paragone con Facebook potete trovarlo <a href="http://blog.buysellads.com/2011/08/twitter-follower-versus-facebook-fan-whos-more-valuable/" target="_blank">nell&#8217;infografica</a> diffusa da <a href="http://buysellads.com/" target="_blank">BuySellAds</a>.</p>
<p class="p1">Tra gli elementi che fanno di Twitter uno degli strumenti più efficaci per promuovere una notizia o un&#8217;informazione, indubbiamente ci sono le modalità con cui gli utenti utilizzano la piattaforma.</p>
<p class="p1">Secondo <a href="http://www.exacttarget.com/"><span class="s2">Exact Target</span></a>, che ha diffuso recentemente lo studio Twitter <a href="http://www.exacttarget.com/subscribers-fans-followers/twitter-x-factors.aspx"><span class="s2">X-factors</span></a>,</p>
<blockquote>
<p class="p1">What happens on Twitter doesn’t stay on Twitter.</p>
</blockquote>
<p class="p1">
<p class="p2">Tra tutti gli utenti attivi su Twitter ogni giorno:</p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1">il 72% pubblica un post sul proprio blog una volta al mese;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 70% commenta i post su altri blog;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 61% scrive una recensione di prodotto una volta al mese;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 61% commenta su siti di notizie;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 56% scrive articoli per siti di terze parti;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 53% posta video online;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 50% aggiunge il proprio contributo a siti wiki;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 48% condivide offerte trovate attraverso forum specializzati.</span></li>
</ul>
<p class="p1">I follower non sono gli unici ad ascoltare quello che un brand promuove sul proprio canale, per una serie di svariati motivi:</p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1"> L’utilizzo delle API, che per Twitter è estremamente flessibile e quindi permette ad altri attori di portare i tweet su differenti canali del web aumentando in maniera esponenziale le possibilità di lettura di un&#8217;informazione anche da parte di chi non è un utente della piattaforma; </span></li>
<li class="li1"><span class="s1"> L’indicizzazione da parte dei motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo! che permette a chiunque faccia una ricerca, di trovare gli update e aggiornamenti pubblicati da un brand sul proprio canale su Twitter;</span></li>
</ul>
<blockquote>
<p class="p2">Discussions that begin on the platform are more likely to appear elsewhere on the web than they are from any other network. Brands need to begin paying attention to their Twitter Followers as these consumers represent the most influential online users. Brands should be treating Twitter as an entirely different ecosystem of users, rather than directing brand messages on Twitter towards the majority of their consumers.<span class="s1"> </span></p>
<p class="p2">Active Twitter users count themselves as those who actually want to influence others. In fact, 73% of Twitter users have said that it is their goal on the platform to accumulate larger audiences, and are incredibly selective about who they choose to follow. (<a href="http://thenextweb.com/twitter/2011/08/18/twitter-users-are-more-likely-to-impact-your-brand-than-any-other-social-network/"><span class="s2">TheNexWeb</span></a>)</p>
</blockquote>
<p class="p2">
<p class="p1">Tutto ciò è facilitato dalla immediatezza con cui un&#8217;informazione viene trasmessa.</p>
<blockquote>
<p class="p1">Twitter effectively narrows the focus for users only looking to find information. This means that whatever they are using Twitter for (whether it’s to receive news updates or interact with brands) gets their complete attention.</p>
</blockquote>
<p class="p1">Il limite di 140 caratteri contribuisce a lasciare fouri da un update tutto ciò che è superfluo, non necessario, focalizzando l&#8217;attenzione degli utenti esclusivamente su quello che il brand vuole trasmettere, evitando qualsiasi altro tipo di distrazione.</p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Statistics can be made to prove anything –  even the truth.</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">È così che <a href="http://www.business2community.com/"><span class="s2">Business2Community</span></a> introduce un articolo, <a href="http://www.business2community.com/social-media/twitter%E2%80%99s-numbers-adding-up-053148"><span class="s2">Twitter’s Numbers Adding Up</span></a>, in cui presenta una gran quantità di dati raccolti da varie fonti:</span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">When it comes to parsing social media numbers it’s important to keep all the variables in proper context. Because this wildly popular medium remains in its relative infancy, it’s often hard to contextualize what is actually important and what isn’t.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">For example, is it more important for a brand to have 30,000 <a href="http://www.bluefountainmedia.com/blog/5-tips-for-marketers-now-that-facebook-has-loosened-promo-restrictions/">Facebook fans </a>or 1,000 hardcore <a href="http://www.bluefountainmedia.com/blog/will-marketers-take-to-ad-littered-twitter/">Twitter</a> followers? Of course, the answer may depend on particular business goals, but the point is that it can be easy to get hung up on all those readily available metrics.</span></p>
</blockquote>
<p class="p2">Per quanto riguarda il modo in cui gli utenti discutono e scambiano informazioni con i brand, molto utile è il lavoro di <a href="http://lab42.com/"><span class="s2">Lab42</span></a>, che ha chiesto a 500 utenti come utilizzano Twitter, come scelgono chi seguire e chi no e qual è il loro modo di rapportarsi con i brand. Potete trovare tutta l’infografica su <a href="http://mashable.com/2011/08/20/twitter-infographic-2/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:%20Mashable%20(Mashable)"><span class="s2">Mashable</span></a>, intanto vi lasciamo uno screenshot dei dati relativi ai brand:</p>
<p class="p2" style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Twitter_Brand1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7396" title="Twitter_Brand" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Twitter_Brand1.png" alt="Twitter_Brand" width="479" height="244" /></a></p>
<p class="p2" style="text-align: left;">Uno strumento come Twitter, caratterizzato da tratti così definiti e particolari,  non può prescindere da una strategia comunicativa che sia immediata, personale, attenta agli utenti. I successivi contributi sono senza dubbio degli ottimi strumenti per iniziare a progettare una comunicazione che tenga conto di tutti questi elementi.</p>
<p class="p2" style="text-align: left;">La prima presentazione, sebbene un po&#8217; datata, presenta alcune strategie tuttora efficaci per mettere in atto le prime strategie di engagment.</p>
<div id="__ss_1305806" style="width: 510px;"><strong><a title="Using Twitter as an engagement tool" href="http://www.slideshare.net/freshnetworks/using-twitter-as-an-engagement-tool" target="_blank">Using Twitter as an engagement tool</a></strong> <object id="__sse1305806" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="426" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=usingtwitterasab2bengagementtool-090417100204-phpapp01&amp;stripped_title=using-twitter-as-an-engagement-tool&amp;userName=freshnetworks" /><param name="name" value="__sse1305806" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse1305806" type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="426" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=usingtwitterasab2bengagementtool-090417100204-phpapp01&amp;stripped_title=using-twitter-as-an-engagement-tool&amp;userName=freshnetworks" name="__sse1305806" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/freshnetworks" target="_blank">FreshNetworks</a></div>
<div style="padding:5px 0 12px">Il secondo è un ebook di <a href="http://blog.giorgiotave.it/">Giorgio Taverniti</a>, in cui sono raccolti alcuni consigli SEO. E&#8217; possibile scaricare gratuitamente l&#8217;ebook <a href="http://www.internet-marketing.it/news/twitter/twitter.zip">qui</a>.</div>
</div>
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		<title>Social Recruiting: un diverso punto di vista</title>
		<link>http://dr.o-one.net/social-recruiting-un-diverso-punto-di-vista/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 10:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[social recruiting]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/social-recruiting-un-diverso-punto-di-vista/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-08-a-10.30.45-150x150.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="companies" title="companies" /></a>Più volte sul nostro blog abbiamo parlato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più volte sul nostro blog abbiamo parlato di <a href="http://dr.o-one.net/?s=recruiting&amp;x=9&amp;y=9" target="_blank"><strong>recruiting 2.0</strong></a>, mettendo in evidenza come strumenti social quali Linkedin in primo piano, ma anche Facebook e Twitter, stiano diventando sempre più importanti per la selezione di candidati e per l’assunzione di personale.</p>
<p>Gli ultimi dati disponibili a riguardo sono quelli resi pubblici da Jobvite, di cui è possibile scaricare l’intero <a href="http://recruiting.jobvite.com/resources/social-recruiting-survey.php">report</a>:</p>
<address><span style="color: #888888;">[Clicca sulle immagini per ingrandire]</span></address>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-08-a-10.30.45.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7366" title="companies" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-08-a-10.30.45.png" alt="companies" width="504" height="292" /></a><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-08-a-10.29.25.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7369" title="Social Network" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-08-a-10.29.25.png" alt="Social Network" width="547" height="311" /></a></p>
<p>Oggi però vogliamo sottolineare un altro aspetto, il rovescio della medaglia: quanto l’attività social può compromettere la possibilità di ottenere o mantenere un lavoro?</p>
<p>Un’infografica di <a href="http://www.mindflash.com/blog/2011/08/social-screening-how-companies-are-using-social-media-to-hire-fire-employees/">Mindflash</a> pubblicata nei giorni scorsi mette in evidenza che il 45% dei datori di lavoro trova sui social dei contenuti che compromettono l’assunzione di possibili candidati:</p>
<ul>
<li>53% informazioni o foto provocanti;</li>
<li>44% contentuti che mostrano l’uso di alcool o droghe;</li>
<li>35% insulti sui datori, colleghi o clienti precedenti;</li>
<li>29% scarse capacità comunicative;</li>
<li>26% commenti discriminatori;</li>
<li>24% bugie sulle qualifiche;</li>
<li>20% informazioni confidenziali sui precedenti datori di lavoro;</li>
</ul>
<p>L’intero report è <a href="http://www.mindflash.com/wp-content/uploads/2011/08/110727_mindflash_socialscreening_v21.png">qui</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-08-a-11.41.48.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7371" title="mindflash" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-08-a-11.41.48.png" alt="mindflash" width="458" height="539" /></a></p>
<p>Per quanto riguarda il quadro legislativo italiano c’è una quasi totale assenza di normativa che si occupi di questa materia. Gli unici punti fermi, al momento, sono due:</p>
<blockquote><p>La Cassazione ha più volte sottolineato che il diritto di critica del lavoratore dipendente è limitato da obblighi di collaborazione e di fedeltà, e Facebook deve essere considerato per sua natura un ambiente pubblico o quantomeno semi-pubblico. [...] sanzioni (anche pesanti) sono previste per chi contribuisce alla diffusione di commenti negativi sul proprio datore di lavoro o di informazioni riservate sull&#8217;attività aziendale.</p>
<p>D&#8217;altro canto, non si può usare Facebook per accedere a informazioni personali su candidati e assunti. Nonostante si tratti di dati che si è scelto di condividere, l&#8217;articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori «vieta qualsiasi indagine, anche pre-assuntiva, non solo sulle opinioni del lavoratore, ma anche su qualsiasi fatto che non sia rilevante ai fini della valutazione dell&#8217;attitudine professionale». [<a href="http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/news/8769/facebook-causa-assenteismo-virtuale.html">pmi.it</a>]</p></blockquote>
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		<title>Google+ apre alle aziende, ma con calma</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 10:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
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		<category><![CDATA[Facebook per aziende]]></category>
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		<category><![CDATA[Zuckerberg]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/google-apre-alle-aziende-ma-con-calma/"><img align="left" hspace="5" width="100" src="http://www.ipad-italia.info/wp-content/uploads/2011/07/google-plus-logo.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Nelle ultime settimane, dopo le fallimentari esperienze di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px} span.s1 {letter-spacing: 0.0px} span.s2 {text-decoration: underline ; letter-spacing: 0.0px color: #2500b0} --><span>Nelle ultime settimane, dopo le fallimentari esperienze di Wave e Buzz, Google ha lanciato un nuovo social network per provare ad intaccare il predominio di Facebook.</span></p>
<p><span>In molti si sono chiesti quali saranno le caratteristiche e le modalità di utilizzo di <strong>Google+</strong> e perché debba essere usato o preferito rispetto alle altre piattaforme.</span></p>
<p><span><img class="alignleft" src="http://www.ipad-italia.info/wp-content/uploads/2011/07/google-plus-logo.png" alt="" width="200" height="200" /><br />
</span></p>
<p><span>Sebbene il numero degli utenti abbia già raggiunto la soglia dei 20 milioni, una delle incognite maggiori resta la possibilità, da parte delle aziende, di sfruttare questo nuovo strumento social. </span></p>
<p><span>Segnali incoraggianti sono arrivati qualche giorno fa da Christian Oestlien, sviluppatore del progetto, che sul <a href="https://plus.google.com/105923173045049725307"><span>suo profilo</span></a> ha lasciato alcune indicazioni utili per delineare i possibili scenari futuri relativi al ruolo delle aziende su questa nuova piattaforma.</span></p>
<p><span> </span></p>
<blockquote><p><span>With so many qualified candidates expressing intense interest in business profiles, we&#8217;ve been thinking hard about how to handle this process. Your enthusiasm obligates us to do more to get businesses involved in Google+ in the right way, and we have to do it faster. As a result, we have refocused a few priorities and we expect to have an initial version of businesses profiles up and running for EVERYONE in the next few months. There may be a tiny handful business profiles that will remain in the meantime solely for the purpose of testing how businesses interact with consumers.</span></p></blockquote>
<p><span> </span></p>
<p><span>Nell’attesa dell’attivazione dei profili business e delle prime sperimentazioni con un piccolo gruppo di aziende, Google ha comunque chiuso le pagine personali utilizzate da alcuni brand, come per esempio quelle <strong>Mashable, Sesame Street, Search Engine</strong> e soprattutto <strong>Ford</strong>, che era stata una delle prime aziende a sbarcare su <strong>Google+</strong> e che si era mostrata molto interessata a questo strumento, tanto da chiedere opinioni e consigli ai propri contatti.</span></p>
<p style="text-align: center; "><span><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/ford+.jpg"><img class="size-medium wp-image-7313 aligncenter" title="ford+" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/ford+-300x230.jpg" alt="ford+" width="350" height="250" /></a><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.scribd.com/doc/60819274/Google-Brand-Strategy-User-Survey-Conducted-by-Ford">qui </a>i dettagli dell&#8217;operazione.</p>
<p>La risposta di Facebook non si è fatta attendere.</p>
<p><span>La piattaforma di <strong>Zuckerberg</strong> ha realizzato in un batter d&#8217;occhio una pagina, <a href="http://www.facebook.com/business" target="_blank">Facebook per le aziende</a>, che parla direttamente alle piccole e medie imprese, spiegando loro in maniera chiara e dettagliata come utilizzare Facebook per promuovere la propria attività.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-28-a-17.33.37.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-7298" title="Facebook 4 Business" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-28-a-17.33.37-1024x575.png" alt="Facebook 4 Business" width="516" height="289" /></a><br />
</span></p>
<p><span>Ennessimo match della battaglia <strong>Google VS Facebook</strong>, come andrà a finire?!</span></p>
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		<title>Internet in numeri</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 14:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/internet-in-numeri/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. si occupa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> si occupa di esplorare i numeri di internet.</p>
<p>Parliamo tanto delle potenzialità di internet, proviamo ad esplorarle in termini numerici.<br />
Per gli addetti ai lavori, questo post non costituirà una grande novità, anche se fa sempre bene ripensarci.</p>
<p>Partiamo dallo strumento  più <strong>&#8220;antico&#8221; </strong>del web: la mail.</p>
<p>Nel 2010 sono state <strong>inviate</strong> (tenetevi saldi alla sedia) <strong>107.000.000.000.000.000.000</strong> di messaggi email (107 trilioni).<strong><br />
Ogni giorno</strong> vengono inviate circa <strong>294.000.000.000</strong> (294 Miliardi di email).</p>
<p>Ogni giorno vengono messe in<strong> spam</strong><strong> 263.000.000.000</strong> (263 Miliardi) di email pari a circa l&#8217;<strong>89%</strong> delle mail in circolo quotidianamente.</p>
<p><em>Se fate <strong>e-mail marketing</strong>, riflettete su queste cifre, valutando i pro e i contro.</em></p>
<p>Passiamo ai website:<br />
Nel 2010 si registra la presenza di <strong>255.000.000</strong> di  website: 21,4.000.000 in + rispetto al 2009.</p>
<p>E veniamo agli utenti Internet.</p>
<p><strong>1.970.000.000.000</strong> gli utenti di Internet <strong>worldwide</strong> nel 2010</p>
<p><strong>+14%</strong> l&#8217;incremento registrato<strong> rispetto al 2009</strong></p>
<p><strong>475.100.000 </strong>gi utenti in <strong>Europa</strong></p>
<p><strong>26.000.000</strong> gi utenti <strong>Italiani in rete</strong> di cui <strong>22.000.000 usano facebook!</strong></p>
<p>E veniamo ai Social Media.</p>
<p><strong>Youtube</strong> ha registrato nel 2010, <strong>2 Miliardi</strong> di accessi al giorno! Nel <strong>Maggio 2011</strong> ha dichiarato di aver superato i <strong>3 Miliardi di accessi al giorno.</strong></p>
<p><strong>Twitter</strong> registra a settembere 2010 175.000.000, <strong>175milion</strong>i di utenti <strong>+100Milioni</strong> in più rispetto allo scorso anno.<strong><br />
Facebook</strong> conta 600.000.000 , <strong>600milioni</strong> di utenti (di cui 22.000.000 sono Italiani)</p>
<p><strong>20.000.000 </strong>le <strong>applicazioni di Facebook</strong> che vengono installate ogni giorno.</p>
<p>Bene signori, adesso i numeri li avete: digeriteli e comparateli  poi con le esigenze della vostra azienda e pensate ad una buona strategia.</p>
<p>[credits]</p>
<p>Pingdom<br />
Nielsen<br />
Audiweb</p>
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		<title>Social Media Marketing: SME e PMI a confronto</title>
		<link>http://dr.o-one.net/social-media-marketing-sme-e-pmi-a-confronto/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 15:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/social-media-marketing-sme-e-pmi-a-confronto/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Credits@Mashable
@Master Social Media Marketing
Oggi Il mercoledì di Dr. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a><br />
Credits@<a href="http://www.mashable.com/">Mashable</a><br />
@<a href="http://www.mastersocialmediamarketing.it/">Master Social Media Marketing</a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> si occupa di comparare lo scenario delle piccole e medie imprese e il loro utilizzo dei social media come strumento di marketing.</p>
<p>Lo spunto di riflessione proviene da due differenti ricerche relative alle PMI panorama italiano e SME panorama USA.</p>
<blockquote><p>Da una recente e nota ricerca dello IULM il panorama Italia risulta  meno digitalizzato rispetto al panorama USA: solo il <strong>32%</strong> delle <strong>PMI</strong> utilizza i <strong>Social Network</strong> a fini di marketing, ma osserviamo qualche evidenza.</p></blockquote>
<p>Le PMI Italiane hanno un utilizzo di <strong>Twitter</strong> pari all&#8217; <strong>8,8%</strong> contro il <strong>78% </strong>delle aziende USA.<br />
Per <strong>facebook</strong> la situazione migliora ma non di molto, infatti le <strong>PMI</strong> che usano Facebook sono il <strong>35%</strong> contro il <strong>75%</strong> delle SME americane. Questo dato è interessante per capire come twitter sia in USA percepito come strumento aziendale  di diffusione news e updates.</p>
<p><strong>Linkedin:</strong> le PMI registrano un <strong>15%</strong> contro il <strong>30% </strong>delle SME.</p>
<p>Per quanto riguarda lo strumento <strong>Blog,</strong> <strong>SME</strong> batte <strong>PMI</strong>con un <strong>22% vs 3,9%.</strong></p>
<p>Sono<strong> 4,3%</strong> le<strong> PMI </strong>che utlizzano <strong>Flickr </strong>contro il<strong> 13% </strong>delle<strong> SME.</strong></p>
<p><strong>Ma per quale motivo le PMI  usano così poco i social media?</strong></p>
<p>In fondo, il concetto stesso di Social Network, nasce proprio dal concetto di <strong><em>&#8220;Do Yourself&#8221;</em></strong>: abbattimento dei filtri ed eliminazione degli intermediari, che si sposa meglio a piccole realtà piuttosto che alle grandi aziende e multinazionali.</p>
<p><strong>Ma allora perchè le PMI non investono nei nuovi canali di comunicazione, nella innovazione?</strong></p>
<p>Al primo posto spicca, con un<strong> 58%, </strong>la scarsa conoscenza delle opportunità strategiche offerte  dagli strumenti digitali.</p>
<p>Al<strong> 46% </strong>segue la scarsa conoscenza di come utilizzare  in modo concreto gli strumenti digitali.</p>
<p>Al <strong>23%</strong> la scarsa misurabilità dei canali digitali.</p>
<p>Abbiamo un problema di alfabetizzazione digitale in Italia? Decisamente si!</p>
<p>Di seguito la presentazione dei risultati della ricerca svolta dalla Università IULM</p>
<div id="__ss_6683016" style="width: 425px;"><strong><a title="Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane" href="http://www.slideshare.net/mastersocialmedia/il-socialmediability-delle-aziende-italiane">Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane</a></strong> <object id="__sse6683016" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ilsocialmediabilitydelleaziendeitalianeiulmrisultatifinal-110124073609-phpapp01&amp;stripped_title=il-socialmediability-delle-aziende-italiane&amp;userName=mastersocialmedia" /><param name="name" value="__sse6683016" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse6683016" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ilsocialmediabilitydelleaziendeitalianeiulmrisultatifinal-110124073609-phpapp01&amp;stripped_title=il-socialmediability-delle-aziende-italiane&amp;userName=mastersocialmedia" name="__sse6683016" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/mastersocialmedia">Social Media Marketing &amp; Web Communication &#8211; Executive Master SDC IULM</a></div>
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<p>Un dato rilevato dalla ricerca sul panorama SME che colpisce è quello relativo allo user engagement:</p>
<blockquote><p>Twitter risulta essere un medium molto interattivo tramite cui il brand riesce ad interagire con gli utenti. Il 50% delle SME dichiara di interagire tramite twitter con gli utenti e il 47% dichiara che l&#8217;engagement avviene tramite facebook.<br />
Il dato diventa interessante quando si confronta con quello del ritorno del traffico che proviene con un average di <strong>250 click</strong> da facebook contro i <strong>100 da twitter</strong>.</p></blockquote>
<p>In questo forse le <strong>PMI</strong> sono più avanti delle <strong>SME</strong>?<br />
Di fatto un dato è inconfutabile: non usare i social network oggi significa ignorare che la vita quotidiana di milioni di persone si svolge on-line. Ingnorare questo dato significa rinunciare in partenza a comunicare con essi.</p>
<p>Qui di seguito l&#8217;infografica di Mashable relativa ai dati circa le SME che abbiamo appena citato nel post.<br />
<img class="alignleft" src="http://6.mshcdn.com/wp-content/uploads/2010/12/Postling-Infographic-for-Mashable.jpg" alt="" width="460" height="2440" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storytelling: l&#8217;arte e la tecnica di raccontare un brand</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 10:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lalinda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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		<category><![CDATA[Fathom]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Storytelling]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/storytelling-larte-e-la-tecnica-di-raccontare-un-brand/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. affronta un argomento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a> affronta un argomento, forse scontato, ma che, senza dubbio, sta alla base di una buona strategia di social media marketing: lo <strong>storytelling.</strong></p>
<p>Letteralmente: raccontare storie, raccontarsi, un pò come si faceva al campeggio attorno al fuoco, i raccontastorie più bravi erano quelli più acclamati, più attesi e i più seguiti.<br />
Allo stesso modo dovrebbe fare un&#8217;azienda che si affaccia sul web e vuole attirare l&#8217;attenzaione degli utenti, ma per distrarre l&#8217;attenzione da un falò che arde nella notte non basta una buona storia. Bisonga anche saperla raccontare.</p>
<p>Ecco alcune regole semplici che fa sempre bene tenere a mente.  L&#8217;interessante infografica che segue è stata realizzata da <a href="http://www.fathombusinessevent.com" target="_blank">Fathom </a>.</p>
<blockquote><p>Riassumiamo alcuni punti fondamentali:</p></blockquote>
<ol>
<li>Una buona storia è <span style="color: #b271cb;"><em>autentica</em></span>, creativa e suscita emozioni in chi l&#8217;ascolta.</li>
<li>Ci crediate o no, una <span style="color: #b271cb;"><em>buona</em><span style="color: #b271cb;"><em> storia</em></span></span> può aumentare il vostro<span style="color: #b271cb;"><em> profitto</em></span>.</li>
<li>Una storia, se <em>convincente</em>, porta le persone a <span style="color: #b271cb;"><em>cambiare le proprie abitudini</em></span> secondo i vostri suggerimenti.</li>
<li>Una buona storia porta le persone a passare all&#8217;azione;  il messaggio deve essere quindi<span style="color: #b271cb;"> </span><em><span style="color: #b271cb;">chiaro</span>, <span style="color: #b271cb;">inequivocabile</span></em> e deve essere <em><span style="color: #b271cb;">esplicita</span></em> la<span style="color: #b271cb;"><em> direzione</em></span> da intraprendere dopo l&#8217;ascolto.</li>
<li><span style="color: #cc66ff;"><em>Non smettete mai di ascoltare</em></span> mentre raccontate la vostra storia: fermatevi a <span style="color: #cc66ff;"><em>chiedere</em></span> a chi vi ascolta se è tutto chiaro, se la direzione che il racconto ha preso è <span style="color: #b271cb;"><em>coinvolgente </em></span>oppure la piega intrapresa è noiosa, o potrebbe essere migliorata. Chiede a chi vi ascolta di <em><span style="color: #b271cb;">intevenire con il proprio contibuto</span></em>.</li>
<li>Non abbiate paura degli <span style="color: #b271cb;"><em>interventi degli ascoltatori</em></span>: essi non fanno altro che ravvivare il racconto arricchendolo.</li>
<li>Iniziate il racconto con il vostro <span style="color: #b271cb;"><em>tone of voice</em></span> e fate in modo di non perdere quella identità per tutta la durata del racconto. <span style="color: #b271cb;"><em>Non smettete mai di essere personal</em></span><span style="color: #b271cb;"><em>i</em></span><strong>:</strong> le storie migliori sono quelle che <span style="color:#b271cb;"><em>emozionano</em></span>, ricordate?</li>
<li>Siate sempre<strong> </strong><span style="color: #cc66ff;"><em>innovativi</em></span>, pensate sempre a come attrarre interesse verso il vostro brand: una storia senza<span style="color: #cc66ff;"> </span><strong><em><span style="color: #cc66ff;"><span style="color: #cc99ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #b271cb;">colpi di scena</span></span></span><span style="color: #b271cb;">.</span></span></em></strong>..prima o poi diventa prevendibile.</li>
<li>Scegliete il <span style="color: #b271cb;"><em>giusto medium </em></span>attraverso cui raccontare la vostra storia e fate in modo che essa sia coerente e contestualizzata all&#8217;interno di esso.</li>
<li>Ricordate: il vostro brand è la<strong> </strong><span style="color: #b271cb;"><em>miglior storia</em></span> che possiate mai raccontare!</li>
</ol>
<p><img class="alignnone" src="http://astoriedcareer.com/Fathom-Infographic.gif" alt="" width="500" height="1746" /></p>
<p>Bene, dopo aver riassunto i punti fondamentali, le cose da fare e quelle da non fare mentre si racconta la storia di un brand in rete, non ci resta che capire: <span style="color: #b271cb;"><em>Come fare?</em></span></p>
<p>Per prima cosa, tenete a mente che queste regole sono <em><span style="color: #cc99ff;">regole crossmediali</span></em>: da tenere presenti indipendentemente dal medium che deciderete di usare per &#8220;snocciolare&#8221; il vostro racconto in rete.</p>
<blockquote><p>Che sia esso un blog, twitter o una fanpage di facebook, ricordate che chi vi ascolta è sempre una persona cui rapportarsi in base ai <em><span style="color: #b271cb;">&#8220;paramenti&#8221; del racconto attorno al fuoco</span></em><em>.</em></p></blockquote>
<p>La presentazione che segue è abbastanza chiarificatrice circa lo &#8220;How To?&#8221; di una buona storia in rete.</p>
<blockquote><p>Da dove iniziare? Semplice:</p>
<ol>
<li>Partite dai <em>valori</em> del vostro <em>Bran</em>d</li>
<li>Come è  posizionato il vostro prodotto?</li>
<li>Quali sono i servizi che il vostro brand offre?</li>
</ol>
</blockquote>
<div id="__ss_6504677" style="width: 510px;"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a title="How storytelling can enhance digital projects" href="http://www.slideshare.net/storybeats/how-storytelling-can-enhance-digital-projects">How storytelling can enhance digital projects</a></strong> <object id="__sse6504677" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="426" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=storytellingdigital-110110082814-phpapp02&amp;stripped_title=how-storytelling-can-enhance-digital-projects&amp;userName=storybeats" /><param name="name" value="__sse6504677" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse6504677" type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="426" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=storytellingdigital-110110082814-phpapp02&amp;stripped_title=how-storytelling-can-enhance-digital-projects&amp;userName=storybeats" name="__sse6504677" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/storybeats">StoryBeats</a></div>
</div>
<blockquote><p>Adesso non vi resta che iniziare a scrivere una grande storia e iniziare a raccontarla&#8230; e non dimenticate che le storie sono fatte di conversazioni!</p></blockquote>
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