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	<title>Dr. O-one &#187; Uncategorized</title>
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	<description>Progettare Interazioni Digitali</description>
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		<title>Facebook e i nuovi Insight, ecco le novità</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[New Media Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/facebook-e-i-nuovi-insight-ecco-le-novita/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a> Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a> Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Per chi utilizza le fan page come strumento per la promozione del proprio brand, gli insight sono uno strumento davvero molto utile, perchè forniscono informazioni sulla quantità delle interazioni degli utenti con la pagina e con le informazioni in essa contentuti.</p>
<p>Di recente Facebook ha cambiato questo tipo di statistiche; la vecchia visualizzazione è attiva fino al 15 dicembre, ma è già possibile dare uno sguardo ai nuovi dati.</p>
<p>Guardiamoli insieme, analizzando alcune delle voci che compaiono:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-07-a-09.00.02.png"><img class="size-full wp-image-7925  aligncenter" title="voci generali" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-07-a-09.00.02.png" alt="voci generali" width="531" height="40" /></a></p>
<p>Sono rispettivamente i dati dei like totali sulla pagina (questo non è cambiato) a cui si aggiungono gli amici dei fan, cioè tutte quelle persone che potrebbero visualizzare i contenuti della fanpage nel caso in cui uno dei fan commentasse, condividesse un post&#8230; Le <strong>persone che parlano di questo argomento </strong>sono gli utenti unici che hanno creato una notizia relativa ai contenuti della pagina sul proprio profilo.</p>
<p>Infine la <strong>portata</strong> rappresenta il numero di utenti individuali che ha visualizzato i contenuti relativi alla pagina.</p>
<p>La tabella che segue è molto importate perché mostra agli amministratori della pagina quali sono<strong> i contenuti con cui gli utenti interagiscono di più</strong>, fornendo per ogni singolo post il numero di visualizzazioni, il numero di utenti che hanno cliccato sul post, il numero e la percentuale di utenti che ha creato una notizia sul proprio profilo:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7934" style="border-style: initial; border-color: initial; color: #0000ee; text-align: center; text-decoration: underline;" title="post" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post.png" alt="post" width="545" height="155" /></p>
<div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #0000ee;"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></span></div>
<p>La novità più importante è che cliccando sui dati è possibile visualizzare il corrispettivo<strong> valore negativo</strong>:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="feed negativo" src="http://www.majesticmedia.ca/blog/wp-content/uploads/2011/12/Negative-Feedback-on-Posts.jpg" alt="" width="510" height="210" /></p>
<p style="text-align: left;">Facebook definisce come negative le attività degli utenti che hanno espresso un commento negativo nella propria sezione delle Notizie o hanno nascosto il post. Questo valore diventa molto importante: scegliere il <strong>momento migliore</strong> per postare, trovare il <strong>tipo di media</strong> che gli utenti preferiscono, <strong>calibrare i contenuti</strong> in base al genere o all&#8217;età anagrafica sono certamente alcune delle strategie più adatte per migliorare il rapporto dei fan con la brand page. Il nuovo dato fornito da Facebook, completa proprio questo quadro, permettendoci non solo di sapere se per un determinato contenuto c&#8217;è un picco di interazione, ma soprattutto se questa interazione è positiva, e quindi costruttiva ai fini del rapporto con l&#8217;utente, o no.</p>
<blockquote><p>An insightful way to use this ratio would be to divide the number of negative feedback by the number of engaged users to determine what percentage of users vs engaged users are actually blocking this content.  Determining this type of “dislike ratio” will help you truly see what type of content works best</p>
<p>Remember, whole numbers only tell a part of the whole picture.  <strong>Put it in perspective</strong> [<a href="http://www.majesticmedia.ca/blog/facebook-insights/negative-feedback-now-available-through-facebook-insights/" target="_blank">Majestic Media</a>]</p></blockquote>
<p>Sempre grazie ai nuovi insight è possibile verificare non solo quante persone hanno cliccato sul &#8220;mi piace&#8221; e qual è la loro provenienza, ma anche le persone che hanno deciso di non ricevere più gli aggiornamenti della pagina.</p>
<p>Per quanto riguarda il numero, dei commenti,  dei like e delle condivisioni a ogni singolo post, e delle risposte alle questions, è possibile visulizzarli scaricando il file Exel, da cui è anche possibile monitorare ogni azione compiuta su ogni aggiornamento:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7936" title="post" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post1.png" alt="post" width="334" height="243" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/file-excel.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7937" title="file excel" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/file-excel.png" alt="file excel" width="494" height="37" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sempre parlando di insight vi segnaliamo che sono cambiati anche quelli di YouTube, una guida molto chiara potete trovarla sul blog di <a href="http://www.giuseppelanzetta.com/youtube-analytics/" target="_blank">Giuseppe Lanzetta</a> dove abbiamo trovato questa utile infografica:</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" title="youtube" src="http://www.giuseppelanzetta.com/wp-content/uploads/2011/12/youtube-analytics_infografica.png" alt="" width="418" height="1600" /></p>
<p style="text-align: left;">
</div>
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		<title>Buone pratiche sul web: alcuni consigli</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 14:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/buone-pratiche-sul-web-alcuni-consigli/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Più volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Più volte abbiamo parlato di quali e quanti strumenti un&#8217;azienda abbia a disposizione per comunicare e relazionarsi online. Oggi approfondiamo le modalità, o meglio le buone modalità con cui dovrebbe farlo, esponendovi una carrellata di buone pratiche.</p>
<p>I social media sono certo un ottimo strumento per diffondere la conoscenza di un brand, per monitorare la reputazione di un&#8217;azienda e offrire servizi migliori, ma la creazione di una strategia corretta e adeguata non è sempre semplice. <a href="http://www.tipsoninterview.in/social-media-best-practices-for-business" target="_blank">Tips on Interview</a> propone alcuni interessanti consigli:</p>
<ul>
<li>Prima di investire nell&#8217;utilizzo di alcuni social media è bene utilizzare un po&#8217; di tempo nello <strong>studio delle caratteristiche</strong> di questi strumenti (termini e delle condizioni, possibilità di monitoraggio e misurazione dell&#8217;attività&#8230;);</li>
<li>Dedicare tempo ai social media è un&#8217;opportunità e allo stesso tempo un costo, ma permette ai clienti di conoscere l&#8217;attività del brand. Ecco perché è utile utilizzare un po&#8217; di tempo per <strong>sperimentare nuove strategie</strong>;</li>
<li><strong>Un&#8217;accurata ricerca iniziale</strong> può aiutare un&#8217;azienda a capire qual è il supporto social più utile per veicolare i propri contenuti, raggiungere il target di utenti più adatto e potenziare in maniera migliore il proprio business;</li>
<li>La comunicazione online non può fare a meno della creazione di una strategia che prevede un ruolo attivo del brand nella comunicazione, in modo che possa <strong>considerare eventuali commenti non favorevoli come un&#8217;opportunità</strong> per migliorare la proprio prodotto o servizio;</li>
<li>L&#8217;utilizzo di una serie di <strong>parole chiave</strong> che descrivono le caratteristiche e l&#8217;attività di un brand possono essere utili quando si utilizzano i motori di ricerca interna alle piattaforme social per monitorare le opinioni degli utenti relative al proprio brand;</li>
<li>una presenza sui social media accattivante è certo importante, ma ha molto più valore quando è rappresentativa di un&#8217;azienda e di quello che offre;</li>
<li>Le <strong>buone strategie di engagement</strong> solo il modo più veloce ed efficace per raggiungere i clienti e fornire loro le informazioni o i prodotti di cui hanno bisogno. Questo è bene non dimenticarlo mai.</li>
</ul>
<p>Una volta stabilita la nostra strategia dobbiamo fare attenzione ad un elemento molto importante senza il quale il rapporto utente-azienda non potrebbe neanche esistere: la fiducia.</p>
<blockquote><p>When building an online persona and brand usually we start with the most basic aspects including over arching brand, logo, colors, core messages etc.  All of these are foundational to success.</p>
<p>However, after a few months goes by we realize nobody is buying from us.  Nobody is opting in to our email lists. What has happened? Why don’t they want to further engage with our brand? Do they not trust us? Do they not think that we could bring them value? (<a href="http://www.business2community.com/social-media/social-trust-factor-10-tips-to-establish-credibility-088362" target="_blank">B2C</a>)</p></blockquote>
<p>Ecco come cominciava un articolo su Business2Community di qualche giorno fa. Pam Moore, sebbene consapevole del fatto che la fiducia non si crea dall&#8217;oggi al domani, raccoglie 10 buoni consigli per aumentare la credibilità. Ne elenchiamo alcuni:</p>
<ul>
<li><strong>Establish authority:</strong> stabilire autorità. Il lettore o il potenziale cliente deve sapere che un&#8217;azienda è una delle fonti più autorevoli nel proprio campo. Uno dei requisiti fondamentali per far questo è la trasparenza. Mentire non serve a niente perchè sul web è molto più facile, rispetto &#8220;vita offline&#8221;, conoscere l&#8217;identità di un&#8217;azienda, i suoi contatti, i clienti per cui e con cui ha lavorato. Il tutto in pochi clic. <em>Your content on all social platforms must scream results. It must be obvious you know your stuff.</em></li>
<li><strong>Take time for relationship: </strong>la pratica di utilizzo delle piattaforme social può essere appresa da tutti. Quello che differenzia un&#8217;azienda dalla massa è l&#8217;impegno e la capacità di creare conversazioni relazioni. E per farlo ci vuole tempo, bisogna fare domande, commentare blog, entrare in contatto con la gente, costruire rapporti. <em>There are new pockets of peeps, partners, crowd sourced blog communities and potential real life friends popping up every day. Get to know some of the folks in the communities. Start your own communities.</em></li>
<li><strong>Author content: </strong>una delle strategie che abbiamo per stabilire fiducia, leadership di pensiero, esperienza e relazioni, passa attraverso la condivisione di contenuti. La creazione e la cura di contenuti propri crea opportunità di comunicazione e di relazione  e porta i lettori vicino alla vostra azienda e al vostro marchio.</li>
</ul>
<p>Potete leggere gli altri consigli su <a href="http://www.business2community.com/social-media/social-trust-factor-10-tips-to-establish-credibility-088362" target="_blank">B2C</a>, invece su <a href="http://www.socialmediaexplorer.com/digital-marketing/8-components-of-online-trust-infographic/" target="_blank">Social Media Explorer</a> potete trovare un&#8217;interessante infografica sull&#8217;argomento. A noi piace ricordare l&#8217;ultimo passaggio:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/Scoial-media-trust.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7854" title="Social media trust" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/Scoial-media-trust.jpg" alt="Social media trust" width="518" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Vi segnaliamo inoltre su<span style="text-align: -webkit-auto;"> </span><a href="http://socialfresh.com/launch-book-review-michael-stelzner/" target="_blank">SocialFresh</a> un&#8217;ottima recensione del libro <em>Launch: How to Quickly Propel Your Business Beyond the Competition</em>, di Michael Stelzner e un video davvero interessante:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iqaFuAsTjjo?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/iqaFuAsTjjo?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		</item>
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		<title>I brand tra produzione di contenuti e &#8220;momenti di crisi&#8221;</title>
		<link>http://dr.o-one.net/i-brand-tra-produzione-di-contenuti-e-momenti-di-crisi/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 14:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dr.O-one]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/i-brand-tra-produzione-di-contenuti-e-momenti-di-crisi/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a><br />
Negli ultimi anni l’esplosione dei social media ha cambiato in maniera radicale i modi e i linguaggi con cui i brand comunicano con i propri clienti.</p>
<p>Aprire profili su Facebook e su Twitter o canali su YouTube non basta  più, forse non è mai bastato.</p>
<p>Non è più possibile aprire un profilo sul web  senza prestare particolare attenzione a due degli elementi che più  influenzano una comunicazione online: la produzione dei contenuti e la  gestione dei &#8220;momenti di crisi&#8221;.</p>
<p>Più volte abbiamo parlato nella nostra rubrica delle strategie di <a href="../?s=engagement">user engagement</a>, di <a href="../storytelling-larte-e-la-tecnica-di-raccontare-un-brand/">storytelling e dell’arte di raccontare un brand</a>.</p>
<p>Ecco cosa è cambiato nel brand enterteinment: secondo Mike Wiese, responsabile del banded entertainment presso JWT</p>
<blockquote><p>To make the next generation of branded entertainment more impactful, we need to reverse it. Instead of branded entertainment, we need to focus on making entertainment brands (<a href="http://www.forbes.com/sites/onmarketing/2011/08/22/the-evolution-of-branded-entertainment/">Forbes</a>)</p></blockquote>
<p>Come si traducono i modi tradizionali di produzione di contenuti per attirare l&#8217;attenzione online?</p>
<p>Secondo <a href="http://danzarrella.com/viral-math-r-naught-and-zarrellas-hierarchy-of-contagiousness.html#" target="_blank">Dan Zarella</a><span id="result_box" lang="it"><span> prima che</span> <span>un individuo possa</span> <span>condividere il</span><span> contenuto</span><span>, tre</span> <span>cose devono accadere</span><span>:</span> <span> </span></span></p>
<ol>
<li><span id="result_box" lang="it"><span>deve essere</span> <span>esposto ad esso;</span> </span></li>
<li><span id="result_box" lang="it"><span>deve diventare</span> <span>realmente</span> <span>consapevole</span> <span>di quel contenuto;</span><span><br />
</span></span></li>
<li><span id="result_box" lang="it"><span>nel contentuto pubblicato dev&#8217;esserci qualcosa che lo spinga </span><span>a condividerlo</span><span>.</span><br />
</span></li>
</ol>
<blockquote><p>Together, these three elements make up my hierarchy of contagiousness.</p></blockquote>
<p><a href="http://fashionablymarketing.me/2011/07/branded-entertainment-content/" target="_blank">Fashionably Marketing</a> raccoglie sei consigli per creare una buona strategia di brand entertainment mentre <a href="http://www.socialmediaexaminer.com/9-reasons-why-your-content-is-not-shared-on-social-networks-new-research/" target="_blank">Social Media Examiner</a> elenca nove motivi per cui un contenuto non viene condiviso.</p>
<p>Dare ai clienti dei contenuti a volte non basta. Ci sono dei momenti particolari che hanno un impatto negativo sulla comunicazione o sulla struttura anche finanziaria del brand, che possono essere generati da un problema che nasce sui social media o è amplificato da essi.</p>
<p>Proprio ieri, durante la Social Media Week di Milano, si è svolta <a href="http://socialmediaweek.org/event/?event_id=747">Tutto quello che avreste voluto sapere sui social media e che prima o poi dovrete affrontare</a>, una <em>“discussione disincantata </em>sulle criticità legate ai social media da parte delle aziende” in cui si è citata una recente ricerca resa pubblica da <a href="http://www.altimetergroup.com/2011/08/research-report-be-prepared-by-climbing-the-social-business-hierarchy-of-needs.html">Altimeter</a>. Lo studio <a href="http://www.slideshare.net/jeremiah_owyang/social-readiness-how-advanced-companies-prepare">Social Readiness: How Advanced Companies Prepare</a> analizza una lista “di momenti di crisi” evidenziando cosa è andato storto e ciò che andava fatto per evitare o arginare il problema.</p>
<p>I momenti di crisi sono stati classificati secondo tre livelli di gravità:</p>
<ol>
<li>copertura negativa dei brand sui canali social;</li>
<li>copertura negativa dei brand sui canali social che ha portato ad una risposta o a un cambiamento da parte dell’azienda;</li>
<li>crisi che hanno prodotto in breve tempo in una perdita finanziaria</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/a.jpg"><img class="size-full wp-image-7568 aligncenter" title="tipologia aziende" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/a.jpg" alt="tipologia aziende" width="211" height="621" /></a></p>
<p>La prima cosa che viene messa in evidenza è che non tutte le aziende hanno capito come gestire la comunicazione che si svolge sui social media. Sebbene abbiano creato delle fan page su Facebook o dei profili su Twitter, spesso ignorano che il successo a lungo termine nei social media richiede una preparazione adeguata, un riallineamento dei ruoli, politiche e procedure consone al contesto comunicativo.  In conpenso dai dati è emerso un tipo di azienda differente, che ha già definito le migliori pratiche per una corretta comunicazione sui vari strumenti social attraverso:</p>
<ul>
<li> la costruzione e il potenziamento di una politica social aziendale che permetta ai dipendenti di partecipare professionalmente;</li>
</ul>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7570" title="employee" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/1.jpg" alt="employee" width="503" height="315" /></a></p>
<ul>
<li> la definizione di procedure che favoriscano sui social media un flusso di lavoro rapido e la partecipazione degli utenti;</li>
</ul>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7571" title="social media strategy" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/2.jpg" alt="social media strategy" width="515" height="244" /></a></p>
<ul>
<li> l’incoraggiamento verso una cultura dell’apprendimento attraverso una continua educazione ai social media;</li>
</ul>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/3.jpg"></a><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/31.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7575" title="education" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/09/31.jpg" alt="education" width="528" height="230" /></a></p>
<ul>
<li>la presenza di un “Center of Excellent”, un team interfunzionale che si occupa della gestione social, della formazione e della ricerca. Alcuni di questi centri si occupano della strategia, altri hanno funzione di coordinamento o di centri di &#8220;competenza&#8221;.</li>
</ul>
<p>È possibile scaricare l’intero report qui:</p>
<div id="__ss_9075189" style="width: 477px; text-align: center;"><strong><a title="Social Readiness: How Advanced Companies Prepare" href="http://www.slideshare.net/jeremiah_owyang/social-readiness-how-advanced-companies-prepare" target="_blank">Social Readiness: How Advanced Companies Prepare</a></strong></div>
<p style="text-align: center;"><object id="__sse9075189" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="510" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=reportsocialreadiness082911review-1-110830145947-phpapp02&amp;stripped_title=social-readiness-how-advanced-companies-prepare&amp;userName=jeremiah_owyang" /><param name="name" value="__sse9075189" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse9075189" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="510" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=reportsocialreadiness082911review-1-110830145947-phpapp02&amp;stripped_title=social-readiness-how-advanced-companies-prepare&amp;userName=jeremiah_owyang" name="__sse9075189" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Per quanto riguarda la Social Media Week a Milano, invece, potete consultare il programma degli eventi sul <a href="http://www.socialmediaweek.it/" target="_blank">sito ufficiale</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Per domani vi segnaliamo&#8230;un evento, tutto bolognese,  che ci sta a cuore per il tema, ma soprattutto per gli speaker e gli organizzatori.</p>
<p style="text-align: left;">Trovate tutte le info a questo <a href="http://www.eventbrite.com/event/2152225364/eorg">link</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Vi anticipiamo che sarà uno speech del tutto inusuale, suddiviso in due tempi: opportunità e schiavitù.</p>
<p style="text-align: left;">I social media rappresentano, come noto, una grandissima opportunità, per tanti motivi che di volta in volta esploriamo in questo blog, ma l&#8217;abuso dei social media può diventare schiavitù?</p>
<p style="text-align: left;">Cecilia Pedroni, Linda Serra, Roberto Cobianchi, Tonia Maffeo e Roberto Scatena, affiancati dall&#8217; attore professionista Riccardo Goretti, daranno vita ad un excursus in prima persona circa l&#8217;uso dei principali  social network cimentandosi in un singolare speech.</p>
<p style="text-align: left;">Qui la <a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=273025042725106">pagina facebook</a> dell&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: left;">In bocca al lupo!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dr.o-one.net/i-brand-tra-produzione-di-contenuti-e-momenti-di-crisi/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Le potenzialità di Twitter: alcuni dati</title>
		<link>http://dr.o-one.net/le-potenzialita-di-twitter-alcuni-dati/</link>
		<comments>http://dr.o-one.net/le-potenzialita-di-twitter-alcuni-dati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 13:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[New Media Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Business2Community]]></category>
		<category><![CDATA[BuySellAds]]></category>
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		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Mashable]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[TheNexWeb]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[twitter engagement]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter’s Numbers Adding Up]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dr.o-one.net/?p=7386</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/le-potenzialita-di-twitter-alcuni-dati/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di Dr. riprendendo nuovi dati e riflessioni su un argomento di cui abbiamo parlato spesso in questa rubrica: Twitter.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">È ormai noto a tutti che Twitter si sia definito negli anni come una canale di comunicazione a sé, molto diverso dagli altri social network come Facebook o come il più recente Google +. A cominciare dagli utenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Chi legge i Tweet</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Secondo Exact Target, che ha diffuso recentemente lo studio Twitter X-factors,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">What happens on Twitter doesn’t stay on Twitter.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">I follower non sono gli unici ad ascoltare quello che un brand promuove sul proprio canale, per una serie di svariati motivi:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">L’utilizzo delle API, che per Twitter è estremamente flessibile e quindi permette ad altri attori di portare i tweet su differente siti e piattaforme aumentando in maniera esponenziale le possibilità di lettura di un informazione anche da parte di chi non è un utente della piattaforma;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">L’indicizzazione da parte dei motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo! che permette a chiunque faccia una ricerca, di trovare gli update e aggiornamenti pubblicati da un brand sul proprio canale su Twitter</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Il comportamento degli utenti che spesso riportano i contenuti di Twitter altrove sul web.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Ma vediamo quest’ultimo punto più nel dettaglio. Tra tutti gli utenti attivi su Twitter ogni giorno:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 72% pubblica un post sul proprio blog una volta al mese</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 70% commenta i post su altri blog</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 61% scrive una recensione di prodotto una volta al mese</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 61% commenta su siti di notizie</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 56% scrive articoli per siti di terze parti</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 53% posta video online</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 50% aggiunge il proprio contributo a siti wiki</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 48% condivide offerte trovate attraverso forum</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Discussions that begin on the platform are more likely to appear elsewhere on the web than they are from any other network. Brands need to begin paying attention to their Twitter Followers as these consumers represent the most influential online users. Brands should be treating Twitter as an entirely different ecosystem of users, rather than directing brand messages on Twitter towards the majority of their consumers.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Active Twitter users count themselves as those who actually want to influence others. In fact, 73% of Twitter users have said that it is their goal on the platform to accumulate larger audiences, and are incredibly selective about who they choose to follow. (TheNexWeb)</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Per quanto riguarda il modo in cui gli utenti discutono e scambiano informazioni con i brand, molto utile è il lavoro di Lab42, che ha chiesto a 500 utenti come utilizzano Twitter, come scelgono chi seguire e chi no e qual è il loro modo di rapportarsi con i brand. Potete trovare tutta l’infografica su Mashable, intanto vi lasciamo uno screenshot dei dati relativi ai brand</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">￼</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Statistics can be made to prove anything –  even the truth.</div>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di Dr. analizzando nuovi dati e facendo alcune riflessioni su un argomento di cui abbiamo parlato spesso in questa rubrica: <a href="http://dr.o-one.net/?s=Twitter&amp;x=0&amp;y=0">Twitter</a>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span>È ormai noto a tutti che Twitter si sia definito negli anni come una canale di comunicazione a sé, molto diverso dagli altri social network come Facebook o come il più recente Google +. Un paragone con Facebook potete trovarlo <a href="http://blog.buysellads.com/2011/08/twitter-follower-versus-facebook-fan-whos-more-valuable/" target="_blank">nell&#8217;infografica</a> diffusa da <a href="http://buysellads.com/" target="_blank">BuySellAds</a>.</p>
<p class="p1">Tra gli elementi che fanno di Twitter uno degli strumenti più efficaci per promuovere una notizia o un&#8217;informazione, indubbiamente ci sono le modalità con cui gli utenti utilizzano la piattaforma.</p>
<p class="p1">Secondo <a href="http://www.exacttarget.com/"><span class="s2">Exact Target</span></a>, che ha diffuso recentemente lo studio Twitter <a href="http://www.exacttarget.com/subscribers-fans-followers/twitter-x-factors.aspx"><span class="s2">X-factors</span></a>,</p>
<blockquote>
<p class="p1">What happens on Twitter doesn’t stay on Twitter.</p>
</blockquote>
<p class="p1">
<p class="p2">Tra tutti gli utenti attivi su Twitter ogni giorno:</p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1">il 72% pubblica un post sul proprio blog una volta al mese;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 70% commenta i post su altri blog;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 61% scrive una recensione di prodotto una volta al mese;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 61% commenta su siti di notizie;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 56% scrive articoli per siti di terze parti;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 53% posta video online;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 50% aggiunge il proprio contributo a siti wiki;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 48% condivide offerte trovate attraverso forum specializzati.</span></li>
</ul>
<p class="p1">I follower non sono gli unici ad ascoltare quello che un brand promuove sul proprio canale, per una serie di svariati motivi:</p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1"> L’utilizzo delle API, che per Twitter è estremamente flessibile e quindi permette ad altri attori di portare i tweet su differenti canali del web aumentando in maniera esponenziale le possibilità di lettura di un&#8217;informazione anche da parte di chi non è un utente della piattaforma; </span></li>
<li class="li1"><span class="s1"> L’indicizzazione da parte dei motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo! che permette a chiunque faccia una ricerca, di trovare gli update e aggiornamenti pubblicati da un brand sul proprio canale su Twitter;</span></li>
</ul>
<blockquote>
<p class="p2">Discussions that begin on the platform are more likely to appear elsewhere on the web than they are from any other network. Brands need to begin paying attention to their Twitter Followers as these consumers represent the most influential online users. Brands should be treating Twitter as an entirely different ecosystem of users, rather than directing brand messages on Twitter towards the majority of their consumers.<span class="s1"> </span></p>
<p class="p2">Active Twitter users count themselves as those who actually want to influence others. In fact, 73% of Twitter users have said that it is their goal on the platform to accumulate larger audiences, and are incredibly selective about who they choose to follow. (<a href="http://thenextweb.com/twitter/2011/08/18/twitter-users-are-more-likely-to-impact-your-brand-than-any-other-social-network/"><span class="s2">TheNexWeb</span></a>)</p>
</blockquote>
<p class="p2">
<p class="p1">Tutto ciò è facilitato dalla immediatezza con cui un&#8217;informazione viene trasmessa.</p>
<blockquote>
<p class="p1">Twitter effectively narrows the focus for users only looking to find information. This means that whatever they are using Twitter for (whether it’s to receive news updates or interact with brands) gets their complete attention.</p>
</blockquote>
<p class="p1">Il limite di 140 caratteri contribuisce a lasciare fouri da un update tutto ciò che è superfluo, non necessario, focalizzando l&#8217;attenzione degli utenti esclusivamente su quello che il brand vuole trasmettere, evitando qualsiasi altro tipo di distrazione.</p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Statistics can be made to prove anything –  even the truth.</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">È così che <a href="http://www.business2community.com/"><span class="s2">Business2Community</span></a> introduce un articolo, <a href="http://www.business2community.com/social-media/twitter%E2%80%99s-numbers-adding-up-053148"><span class="s2">Twitter’s Numbers Adding Up</span></a>, in cui presenta una gran quantità di dati raccolti da varie fonti:</span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">When it comes to parsing social media numbers it’s important to keep all the variables in proper context. Because this wildly popular medium remains in its relative infancy, it’s often hard to contextualize what is actually important and what isn’t.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">For example, is it more important for a brand to have 30,000 <a href="http://www.bluefountainmedia.com/blog/5-tips-for-marketers-now-that-facebook-has-loosened-promo-restrictions/">Facebook fans </a>or 1,000 hardcore <a href="http://www.bluefountainmedia.com/blog/will-marketers-take-to-ad-littered-twitter/">Twitter</a> followers? Of course, the answer may depend on particular business goals, but the point is that it can be easy to get hung up on all those readily available metrics.</span></p>
</blockquote>
<p class="p2">Per quanto riguarda il modo in cui gli utenti discutono e scambiano informazioni con i brand, molto utile è il lavoro di <a href="http://lab42.com/"><span class="s2">Lab42</span></a>, che ha chiesto a 500 utenti come utilizzano Twitter, come scelgono chi seguire e chi no e qual è il loro modo di rapportarsi con i brand. Potete trovare tutta l’infografica su <a href="http://mashable.com/2011/08/20/twitter-infographic-2/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:%20Mashable%20(Mashable)"><span class="s2">Mashable</span></a>, intanto vi lasciamo uno screenshot dei dati relativi ai brand:</p>
<p class="p2" style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Twitter_Brand1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7396" title="Twitter_Brand" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Twitter_Brand1.png" alt="Twitter_Brand" width="479" height="244" /></a></p>
<p class="p2" style="text-align: left;">Uno strumento come Twitter, caratterizzato da tratti così definiti e particolari,  non può prescindere da una strategia comunicativa che sia immediata, personale, attenta agli utenti. I successivi contributi sono senza dubbio degli ottimi strumenti per iniziare a progettare una comunicazione che tenga conto di tutti questi elementi.</p>
<p class="p2" style="text-align: left;">La prima presentazione, sebbene un po&#8217; datata, presenta alcune strategie tuttora efficaci per mettere in atto le prime strategie di engagment.</p>
<div id="__ss_1305806" style="width: 510px;"><strong><a title="Using Twitter as an engagement tool" href="http://www.slideshare.net/freshnetworks/using-twitter-as-an-engagement-tool" target="_blank">Using Twitter as an engagement tool</a></strong> <object id="__sse1305806" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="426" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=usingtwitterasab2bengagementtool-090417100204-phpapp01&amp;stripped_title=using-twitter-as-an-engagement-tool&amp;userName=freshnetworks" /><param name="name" value="__sse1305806" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse1305806" type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="426" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=usingtwitterasab2bengagementtool-090417100204-phpapp01&amp;stripped_title=using-twitter-as-an-engagement-tool&amp;userName=freshnetworks" name="__sse1305806" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/freshnetworks" target="_blank">FreshNetworks</a></div>
<div style="padding:5px 0 12px">Il secondo è un ebook di <a href="http://blog.giorgiotave.it/">Giorgio Taverniti</a>, in cui sono raccolti alcuni consigli SEO. E&#8217; possibile scaricare gratuitamente l&#8217;ebook <a href="http://www.internet-marketing.it/news/twitter/twitter.zip">qui</a>.</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Net to net: a free workshop for your biz</title>
		<link>http://dr.o-one.net/net-to-net-a-free-workshop-for-your-biz/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 11:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[New Media Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony D. Williams]]></category>
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		<category><![CDATA[BRIC]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://dr.o-one.net/?p=6846</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/net-to-net-a-free-workshop-for-your-biz/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Oggi Il mercoledì di Dr. si occupa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right; "><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Oggi Il <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/">mercoledì di Dr</a>. si occupa di un nuovo strumento di Dr O-One: si tratta di un workshop che sin dal nome, <strong>Net to Net</strong>, si occupa della rete digitale.</p>
<p>Facciamo un passo indietro: due grandi cambiamenti hanno trasformato il modo di fare impresa:</p>
<p>1. il primo riguarda il <strong>paradigma tecnologico</strong> su cui il sistema della produzione si basa. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (<strong>ITC</strong>) che hanno la proprietà di essere aspecifiche, cioè buone per tutti gli usi, si sono insediate al centro dei sistemi produttivi e li stanno rivoluzionando non meno radicalmente di come accadde con il motore elettrico un secolo fa.</p>
<p>2. il secondo riguarda la nuova e crescente <strong>competizione globale</strong> di fronte all’emergere del cosidedetto <strong>BRIC</strong> &#8211; Brasile, Russia, India e Cina, capace di esercitare una pressione tale da modificare l’influenza di Paesi definiti tradizionalmente industrializzati.</p>
<blockquote><p>Questi due cambiamenti hanno provocato una <strong>redifinizione del modo di essere impresa</strong> che, come agenzia in prima linea nel mondo della comunicazione, sentiamo particolarmente.</p></blockquote>
<p>Ovviamente la nostra parte di competenza riguarda il mondo della <strong>comunicazione digitale</strong> ed è per questo che, di fronte alle <strong>continue innovazioni</strong>, spesso dirompenti, pensiamo possa essere utile uno <strong>spazio di confronto.</strong></p>
<blockquote><p>Con <strong>Net to Net</strong>, il nostro obiettivo è formativo e di business perchè, di fronte alle nuove tecnologie dell’informazione, alla diffusione dei social media e alla crescente necessità di elaborare sempre più dati, crediamo possa essere utile ripercorrere alcuni passi del <strong>rapporto complesso e creativo dell’uomo</strong> con il mondo della tecnologia della comunicazione.</p></blockquote>
<p>Mentre la vecchia Rete era fatta di siti web, di click e di occhi puntati sul monitor, la nuova Rete è fatta di comunità, di partecipazione e di <strong>peering</strong> (<em>Don Tapscott, Anthony D. Williams, 2007</em>): dall’uso del mobile ai social media,  il modo di comunicare  è cambiato ed è destinato a <strong>continue innovazioni</strong> day by day, in una continua <strong>fase beta permanente</strong>.</p>
<blockquote><p>Secondo stime recenti (<a href="http://www.fattoreinternet.it" target="_blank">www.fattoreinternet.it</a>) l’internet economy ha registrato un vaore pari a<strong> 31,6 miliardi</strong> di euro <strong>nel 2010</strong>, ovvero il <strong>2% del PIL</strong>, in crescita del <strong>10% rispetto al 2009</strong> mentre l’agricoltura e le utilities nello stesso periodo hanno raggiunto il 2%. <em><strong>Se internet fosse un settore quindi, la sua crescita avrebbe contribuito al 8% dell&#8217;aumento complessivo del PIL nazionale registrato nel 2010</strong></em></p></blockquote>
<p><strong>Net To Net</strong> nasce all’interno di questa complessità come nuovo strumento a disposizione del <strong>network di O-One e Dr O-One.</strong> L’immagine che abbiamo scelto per veicolare Net to Net ben identifica lo spirito dei nostri intenti:</p>
<blockquote><p>troppo spesso si danno per scontate visioni e strumenti mentre crediamo possa essere strategico un passo indietro per <strong>parlare</strong>, in maniera <strong>neutra ed aperta</strong>, di quali possano essere le <strong>possibilità</strong> attraverso uno <strong>studio</strong> su c<strong>asi concreti di successo.</strong></p></blockquote>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/06/net_net.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6856" title="net_net" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/06/net_net.jpg" alt="net_net" width="550" height="1120" /></a></p>
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