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Torna Il mercoledì di Dr., pillola settimanale dall’universo New Media & Business.

Adv campaign e social media: che succede in facebook?

La domanda è molto interessante perchè gli scenari dell’adv sul social site, che conta ormai oltre 400 milioni di utenti, sono in continua evoluzione. E non potrebbe essere altrimenti.
I brand e lo staff di facebook stanno esplorando costantemente nuove soluzioni per offrire strumenti sempre più stretegici alle campagne adv all’interno del presidio (ma anche in ottica di eCommerce).

Del resto questo avviene ormai per quasi tutti i social network: in sostanza si cerca un business model sostenibile, che si integri cioè perfettamente con l’attività degli utenti, “sfruttando” la potenza di amicizie, fan, review, iLike.

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In aprile Nielsen e Facebook hanno pubblicato Understanding the Value of a Social Media Impression.
Lo studio è stato condotto su 800.000 utenti Facebook:

The study surveyed over 800,000 Facebook users and results show an increase in ad recall, brand awareness, and purchase intent when users see friends who have become fans of the brand in the ad.

[...]social ads perform better because they are a more personal, useful, and trusted form of advertising. (Katie Smillie)

In pratica,  vediamo i nostri amici diventare fan di un brand oppure condividerne i contenuti e così molto spesso anche noi inziamo a familiarizzare con il brand in questione. Avviene così che il brad si integra nella social life nostra e dei nostri amici.

Proprio in questo senso vanno le parole di Juan Diego Oliva, country manager di Facebook Italia e direttore commerciale per tutto il sud Europa, intervistato da Affari&Finanza:

Noi vogliamo far interagire le cose, integrare i marchi nella vita: i nostri amici o colleghi sono legati a determinate squadre, amano certe città, fanno le vacanze in alcuni posti, e sono cose importanti, e accade con la macchina preferita, le scarpe.[...] L’obiettivo finale è che gli utenti siano contenti di essere nella nostra piattaforma perché ci sono i marchi, non perché non ci sono.

Oliva continua dicendo che il mercato italiano è uno dei mercati più forti.

L’utente italiano è più engaged di quello inglese o americano. Abbiamo 16 milioni di utenti in Italia e se il tempo medio globale è di circa 56 minuti al giorno, quello degli italiani è di 80. E gli italiani tornano più volte al giorno sul sito, più di quanto accade nel resto del mondo.

Al di là di sforzi e soluzioni innovative, vedremo se l’invasività dei brad in facebook non comprometterà l’experience degli utenti nella piattaforma. Come si sa, nella digital life basta un passo falso e gli utenti inzieranno a guardare da un’altra parte.
Questo Oliva lo sa bene: “le prospettive sono interessanti, ma in Internet le cose cambiano velocemente: dipenderà da noi, dobbiamo restare efficienti, mantenere la fiducia e il rispetto della gente.”

Anche perchè potrebbero arrivare soluzioni migliori dall’universo sterminato delle start-up.

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Categorie: Adv, Il mercoledì di Dr., Social Network



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