È da sempre che Google prova a dare filo da torcere a Facebook, senza però ottenere grandi risultati.

Ora ci riprova lanciando Profile, attraverso il quale gli utenti possono decidere quali e quante informazioni sul proprio conto debbano (o meno) viaggiare in Rete e avere finalmente il controllo su di esse.

A qualcuno sicuramente sarà capitato di fare una ricerca su sé stessi attraverso il famoso motore di ricerca ed ottenere come risultato qualcosa di non propriamente piacevole.

“…Profiles permette infatti agli utenti di costruire un profilo personalizzato molto simile a quello del famosissimo social network. Per crearlo, basta segnarsi all’indirizzo www. google. com/profiles, e inserire le proprie informazioni: non solo nome e cognome, ma anche dati personali, foto, mappe personalizzate e link preferiti. Inoltre, è possibile – proprio come accade in Facebook – scegliere a quale dei propri contatti mostrare il contenuto inserito. Il profilo verrà poi indicizzato dal motore, e basterà digitare nome e cognome su Google per vedere il profilo ai primi posti nella lista dei risultati….” (via repubblica.it)

Profile, in poche parole, permette di tener traccia delle persone, dei loro gusti personali, permettendo così di “… marcare i gusti dei navigatori attraverso le loro ricerche e attenzione: gli interessi comuni, i motivi di aggregazione tipici dei siti di social network, come Facebook o MySpace. .. orientare perciò gli annunci pubblicitari per nicchie o aree di ricerche…”(via ottimizzaseo.com)

L’obiettivo di Google è sicuramente quello di aumentare l’utilizzo delle sue applicazioni (che offrono spazi pubblicitari integrati e targetizzati), come Google Maps, GTalk per l’instant messaging, Picasa per le foto, YouTube per i video ma, soprattutto, togliere il primato finora detenuto da Facebook sui risultati relativi ai profili personali, orientando e monopolizzando gli annunci pubblicitari per nicchie o aree di ricerche.

Riuscire a controllare tutte le informazioni che ci riguardano rappresenta la chimera di questo secolo, per cui a livello teorico questa notizia parebbe iniziare a risolvere spinosi problemi come violazione della privacy&co.

Resta da capire bene però quanto di fatto riusciremmo a controllare dei contenuti pubblicati da altri utenti (tanto per fare un esempio su Facebook, su cui è impossibile controllare ogni contenuto condiviso) e, quindi, capire se l’immagine, il profilo che di noi ci andremmo a creare non finisca poi per essere messo in discussione da chiunque altro interagisca in rete.

Fatto sta che, se Profile dovesse svilupparsi come previsto, avremmo una catalogazione degli utenti molto più precisa di quella attuata da Facebook, offrendo una profilazione che potrebbe rivelarsi assolutamente strategica, soprattutto in materia di marketing.

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Categorie: New Media Communication, Social Network



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