Chi l’avrebbe mai detto che un mobile d’antiquariato potesse nascondere, al suo interno, un sofisticato robot in grado di generare musica in base all’intensità del coinvolgimento dei fan sul web?

All’apparenza una normalissima credenza della nonna, Cybraphon, in realtà è l’intelligenza artificiale approdata sul pianeta “Web 2.0” insieme ai suoi bizzarri strumenti acustici d’altri tempi e che, per tenersi in vita, si nutre dei consensi del pubblico online.

Ed è proprio il sentiment del pubblico a stabilire le sue “creazioni” musicali.

Progetto artistico e interattivo nato da un’idea di Simon Kirby, docente di evoluzione del linguaggio all’università di Edinburgo, Ziggy Campbell e Tommy Pherson, musicisti della band scozzese Found, Cybraphon ha bisogno di essere seguito su Facebook, Twitter, Myspace, che si parli di lui nei blog affinché la sua musica sia energica ed entusiasmante. Se invece vi è indifferenza nei suoi confronti, gli amici su Facebook calano, commenti e recensioni scarseggiano, sprofonda nella melodrammaticità, le sue melodie diventano improvvisamente malinconiche, cupe e angosciose.

Questo marchingegno musicale interattivo, dall’aria indie band agli esordi, contiene oltre 60 componenti robotiche, strumenti musicali e parti computerizzate.

In un articolo riportato su «Wired», Kirby spiega che il cuore del sistema è un notebook Macbook pro, nascosto in uno dei cassetti della credénza. Quando qualcuno è nei paraggi, Cybraphon se ne accorge grazie ad un sensore ad infrarossi, si anima e inizia a suonare riflettendo lo stato d’animo del momento. Deciso, appunto, in base ai dati raccolti da un software che registra le segnalazioni via email da Facebook, Google e altro ancora in rete e li analizza, confrontandoli con quelli delle 24-48 ore precedenti, rilevando così i cambiamenti di popolarità. (repubblica.it)

I suoi creatori lo hanno costruito in otto mesi, usando un budget di 5.000 sterline: il progetto è finanziato dalla New Media Scotland e verrà presentato ufficialmente tra due giorni, esattamente  il 5 agosto alla Inspace Gallery di Edimburgo, durante l’Edinburg Art Festival.

Cybraphon sembra essere la chiara dimostrazione della potenza espressiva dei linguaggi informatici utilizzati per creare un nuovo linguaggio (musicale, in questo caso), in cui le dinamiche del web 2.0 possono creare una rete semantica che tiene conto dei risultati espressi dal pubblico. Una rete insomma, in cui le approvazioni, le critiche, l’entusiasmo o il disappunto degli utenti generano la “musicalità” del linguaggio, permettendo di sovrapporre e analizzare diversi livelli di comunicazione.

Questi stabiliranno la celebrità di Cybraphon che, nel bene o nel male, non metterà certo in cattiva luce la celebrità della band che l’ha concepito. Se Cybraphon, infatti, ha vita solo sul pianeta  “Web 2.0″, si dà il caso che l’entusiasmo online raccolto dal “robot emotivo” stabilirà, probabilmente, il seguito di pubblico ai concerti dei Found.

D’altra parte, proprio come Cybraphon, quale band non vorrebbe avere dei fan entusiasti della propria musica?

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Categorie: New Media Communication, Social Network



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