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In questo week end mi sono recato, in qualità di blogger accreditato, al bellissimo Festival Internazionale che si è tenuto a Ferrara: giornalisti da tutto il mondo, una marea di ragazzi che facevano file infinite per assistere agli eventi, tutti gratuiti.

Si è respirata una bell’aria, soprattutto un’incredibile voglia di confrontarsi su quelli che sono, e saranno, gli scenari del giornalismo e, più in generale, della comunicazione e della produzione di contenuti informativi.

Ci sono stati dunque diversi incontri sul Citizen journalism, sulle sue forme e le sue dinamiche.

L’introduzione è avvenuta con David Randall, Senior editor dell’Independent on Sunday, il quale ha spiegato come il citizen journalism rappresenti uno strumento prezioso per la libertà di informazione e come sia un canale completamente diverso dal giornalismo tradizionale.

Randall  conferma come quest’ultimo non morirà di certo, ma sicuramente subirà una trasformazione, ipotizzando un futuro da “selezionatori” e “talent scout” per i media tradizionali. L’incontro è proseguito mostrando video-inchieste realizzate dai lettori di Internazionale.

Restando sul tema delle video-inchieste, sono state notevoli quelle proposte da Current Tv, network  di Al Gore, durante l’incontro intitolato “Giornalismo investigativo, il modello Vaguard”:  una sorta di citizen journalism in forma evoluta, curato cioè da una serie di registi indipendenti.

Il web è stato poi oggetto di due incontri affollatissimi: il primo, intitolato “I new media e il futuro del giornalismo”, vedeva l’arcinoto Steven Berlin Johnson parlare del destino dell’informazione ai tempi del social network. Il secondo, moderato dal direttore di WIRED Italia Riccardo Luna, prendeva in esame il Web nel contesto africano: la discussione, estremamente interessante, ha messo in luce un “saper fare” digitale africano decisamente poco noto.

Olivier Nyirubugara ha parlato del suo sito Voice of Africa, e la blogger keniana Ory Okolloh ha raccontato l’esperienza di ushahidi.com, portale di aggregazione di contenuti da lei fondato: una nota merita il giornalista Binyavanga Wainaina, fondatore della rivista letteraria Kwani?, che ha dato alla discussione un più ampio respiro, raccontando appassionatamente le sue perplessità sui vari progetti “esterni” (come quello del MIT)  di informatizzazione del popolo africano.

Al Festival è dunque emerso con forza il tema del Web nella produzione di contenuti d’informazione: sono stati molti, infatti, gli addetti ai lavori che hanno posto domande ai vari ospiti: che fine farà il giornalismo tradizionale? Come si valuta la credibilità di blogger e citizen journalism? Ci saranno pericoli di sovraccarico informativo e come si selezioneranno le fonti?

La sensazione è che siamo all’inizio di una radicale trasformazione del settore, in cui sono già entrate figure nuove e che, come dice Riccardo Luna, vedrà quasi certamente un ripensamento della struttura della testata giornalistica tradizionale.

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Categorie: New Media Communication



  1. [...] Potete trovare un mio articolo sul Festival anche qui. [...]

  2. Giovanni Martedì 6, 2009

    Qualcuno sa chi sono queste persone di Padova di cui parla Randall?? Ho sentito di un progetto in fase di lavorazione per la creazione di un mercato tra blogger… Non vorrei sbagliarmi ma forse sono proprio questi http://www.net1news.org
    Se qualcuno può confermarmelo grazie molte!! Credo che un iniziativa pionieristica per un mercato nel citizen journalism sia proprio ciò che serva… i tempi sono maturi!!

  3. MIchele Martedì 6, 2009

    Molto interessante questo nuovo modello di organizzazione delle informazioni sul web, finalmente un progetto che pensi a unire le forze e redistribuire gli utili… forza Net1News ora hai un fan in più! E poi David Randall è davvero un mito, un esempio per i giovani giornalisti, leggete il suo libro “un giornalista quasi perfetto”, se volete fare questo mestiere, vi cambierà la vita

  4. Pietro Martedì 6, 2009

    I tempi sono maturi…qualcuno come i giovani giornalisti di Net1news lo ha capito ed ha creato un progetto un modello d’informazione sul web remunerando gli utili e offrendo informazione libera e trasparente priva d’influenza politica. Avanti Net1News…. meno male che ci sei!

  5. Marcello Martedì 6, 2009

    iO Ho letto il loro blog. Credo sia un’idea nuova nella forma e sperioamo anche nei contenuti
    Un eventuale successo credo che possa innescare un circolo virtuoso che rivoluzionerà il modo si fare informazione, ormai obsoleto e fondato sulle pressioni che i poteri forti esercitano sui giornalisti
    Net1News potrebbe essere un bella novità, specialmente se nasce dalle fresche idee di giovani incazzati.:-)

    In bocca al lupo

  6. antonio Martedì 6, 2009

    Davvero innovativo questo net1news.org!!bella idea..



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