Google+: qual è la situazione nel 2012?

Ilmercoledi_Dr

Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr, in cui affrontiamo un argomento di cui abbiamo già scritto più volte: Google+.

In uno dei nostri ultimi post avevamo accennato all’apertura delle brand page per le aziende. Come agenzia più volte ci siamo chiesti quanto per i nostri clienti possa essere utile aprire un profilo su Google+, così abbiamo deciso di raccogliere in un post un po’ di dati e riflessioni, facendo un doveroso distinguo tra il contesto internazionale e quello italiano, che in genere è quello a cui ci rivolgiamo più spesso.

Cominciamo con l’analizzare alcune statistiche.

Compete ha analizzato sin da novembre il numero dei visitatori unici di Google+ dell’utilizzo della funzione +1. Ecco i risultati:

Com’è chiaramente visibile dalle immagini il mese di dicembre 2011 ha registrato un boom rilevante sia del numero dei vistatori unici, sia del numero delle pagine viste. Nel dettaglio Compete specifica che l’aumento rispetto ai mesi precedenti è pari al 40%. Decisamente un incremento più che considerevole non solo della visualizzazione delle pagine, ma anche del numero di utenti che hanno raggiunto quota 90 milioni.

Per guardare più da vicino le attività dei brand su Google+, molto utilile può essere un’analisi fatta da SimplyMeasured, che tra l’altro mette a disposizione degli utenti uno strumento che, previa registrazione, permette di ottenere gli insight delle brand page di Google+.

Anche questi dati, come lo studio precedente, confermano la grande crescita durante e dopo il mese di dicembre:

  • il 15% dei brand posta più di 3 volte a settimana (contro l’11% dei mesi precedenti)
  • il 13% delle brand page hanno più di 100.000 follower, o meglio persone che hanno cliccato +1 sulla pagina o l’hanno aggiunta alle proprie cerchie. Prima di dicembre nessuno aveva raggiunto questo risultato.

Dati che dimostrano come, nonstante non ci sia un incremento eccessivo dei brand che hanno aperto un profilo pubblico, le aziende che hanno una brand page puntano ad incrementare la loro presenza online sulla piattaforma.

L’intero report è disponibile qui, inclusa un’analisi sulla quantità dell’interazione da parte degli utenti, e sui contenuti che generano maggiore engagement:

Non possiamo non confrontare questi dati con quelli di Facebook.
Per quanto possa esserci un indice di crescita su Google+ il confronto con i profili su altri social network può mostrare se e quanto ha senso aprire una brand page su una piattaforma piuttosto che su un’altra. Per farlo abbiamo preso in considerazione i primi 4 tra i 10 profili top su Google+:

top brand

Abbiamo confrontato questi dati con i follower di Twitter e Facebook:

  • H&M: su Facebook ha quasi 10 milioni di fan, su Twitter 800.000
  • Samsung USA: 500.000 su Facebook, 176.000 su Twitter
  • Pepsi: 7,5 milioni su Facebook, 640.000 su Twitter
  • Starbucks: più di 28 milioni di fan su Facebook e più di 2 milioni su Twitter

Anche tenendo conto del fatto che Google+ è più recente, su alcuni dati c’è una differenza quantitativa grande quanto un abisso, non solo per il numero di follower/fan, ma anche per il numero di azioni di ogni utente su un singolo post.

Ovviamente tutti questi dati non si riferiscono al contesto italiano.
Per quanto riguarda gli utenti e le brand page italiane non abbiamo dati ufficiali recenti, proprio per questo siamo andati a ricercare le prime pagine aperte dalle aziende italiane su Google+ e abbiamo realizzato una tabella riassuntiva con dati che non hanno la pretesa di essere statisticamente perfetti, ma solo indicativi. Ecco cosa succede in Italia:

google+ italia

Google+ è quindi una piattaforma da tenere costantemente monitorata e con Il mercoledì di Dr. torneremo presto ad aggiornarvi con statistiche, novità e suggerimenti utili per il vostro brand.

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