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Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Negli ultimi anni l’esplosione dei social media ha cambiato in maniera radicale i modi e i linguaggi con cui i brand comunicano con i propri clienti.

Aprire profili su Facebook e su Twitter o canali su YouTube non basta più, forse non è mai bastato.

Non è più possibile aprire un profilo sul web senza prestare particolare attenzione a due degli elementi che più influenzano una comunicazione online: la produzione dei contenuti e la gestione dei “momenti di crisi”.

Più volte abbiamo parlato nella nostra rubrica delle strategie di user engagement, di storytelling e dell’arte di raccontare un brand.

Ecco cosa è cambiato nel brand enterteinment: secondo Mike Wiese, responsabile del banded entertainment presso JWT

To make the next generation of branded entertainment more impactful, we need to reverse it. Instead of branded entertainment, we need to focus on making entertainment brands (Forbes)

Come si traducono i modi tradizionali di produzione di contenuti per attirare l’attenzione online?

Secondo Dan Zarella prima che un individuo possa condividere il contenuto, tre cose devono accadere:

  1. deve essere esposto ad esso;
  2. deve diventare realmente consapevole di quel contenuto;
  3. nel contentuto pubblicato dev’esserci qualcosa che lo spinga a condividerlo.

Together, these three elements make up my hierarchy of contagiousness.

Fashionably Marketing raccoglie sei consigli per creare una buona strategia di brand entertainment mentre Social Media Examiner elenca nove motivi per cui un contenuto non viene condiviso.

Dare ai clienti dei contenuti a volte non basta. Ci sono dei momenti particolari che hanno un impatto negativo sulla comunicazione o sulla struttura anche finanziaria del brand, che possono essere generati da un problema che nasce sui social media o è amplificato da essi.

Proprio ieri, durante la Social Media Week di Milano, si è svolta Tutto quello che avreste voluto sapere sui social media e che prima o poi dovrete affrontare, una “discussione disincantata sulle criticità legate ai social media da parte delle aziende” in cui si è citata una recente ricerca resa pubblica da Altimeter. Lo studio Social Readiness: How Advanced Companies Prepare analizza una lista “di momenti di crisi” evidenziando cosa è andato storto e ciò che andava fatto per evitare o arginare il problema.

I momenti di crisi sono stati classificati secondo tre livelli di gravità:

  1. copertura negativa dei brand sui canali social;
  2. copertura negativa dei brand sui canali social che ha portato ad una risposta o a un cambiamento da parte dell’azienda;
  3. crisi che hanno prodotto in breve tempo in una perdita finanziaria

tipologia aziende

La prima cosa che viene messa in evidenza è che non tutte le aziende hanno capito come gestire la comunicazione che si svolge sui social media. Sebbene abbiano creato delle fan page su Facebook o dei profili su Twitter, spesso ignorano che il successo a lungo termine nei social media richiede una preparazione adeguata, un riallineamento dei ruoli, politiche e procedure consone al contesto comunicativo.  In conpenso dai dati è emerso un tipo di azienda differente, che ha già definito le migliori pratiche per una corretta comunicazione sui vari strumenti social attraverso:

  • la costruzione e il potenziamento di una politica social aziendale che permetta ai dipendenti di partecipare professionalmente;

employee

  • la definizione di procedure che favoriscano sui social media un flusso di lavoro rapido e la partecipazione degli utenti;

social media strategy

  • l’incoraggiamento verso una cultura dell’apprendimento attraverso una continua educazione ai social media;

education

  • la presenza di un “Center of Excellent”, un team interfunzionale che si occupa della gestione social, della formazione e della ricerca. Alcuni di questi centri si occupano della strategia, altri hanno funzione di coordinamento o di centri di “competenza”.

È possibile scaricare l’intero report qui:

Per quanto riguarda la Social Media Week a Milano, invece, potete consultare il programma degli eventi sul sito ufficiale.

Per domani vi segnaliamo…un evento, tutto bolognese,  che ci sta a cuore per il tema, ma soprattutto per gli speaker e gli organizzatori.

Trovate tutte le info a questo link.

Vi anticipiamo che sarà uno speech del tutto inusuale, suddiviso in due tempi: opportunità e schiavitù.

I social media rappresentano, come noto, una grandissima opportunità, per tanti motivi che di volta in volta esploriamo in questo blog, ma l’abuso dei social media può diventare schiavitù?

Cecilia Pedroni, Linda Serra, Roberto Cobianchi, Tonia Maffeo e Roberto Scatena, affiancati dall’ attore professionista Riccardo Goretti, daranno vita ad un excursus in prima persona circa l’uso dei principali  social network cimentandosi in un singolare speech.

Qui la pagina facebook dell’evento.

In bocca al lupo!

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