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Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.

Il servizio di cui vi parliamo oggi è Pinterest, una piattaforma attraverso cui gli utenti possono creare e condividere una serie di board, cioè bacheche, distinte per aree di interesse. Per cominciare, interessante è la piccola guida di In Time, che raccoglie indicazioni e consigli utili per muovere i primi passi su Pinterest. Molto lucida e completa è la definizione che ne dà Brian Solis:

Pinterest is a effective marriage of social bookmarking and visual curation with an extremely fervent user base. Essentially, people create a series of pinboards for areas of interest where they pin relevant snapshots with commentary to serve as both a reminder for later reference and also as a tour guide for visitors to learn more about each object.

Sebbene sia uno strumento non recente, ha avuto una crescita impressionante solo in quest’ultimo periodo raggiungendo, da settembre a dicembre, una crescita del 429%:

Stats

Su Mashable è possibile consultare l’infografica completa.

Sempre per quanto riguarda i dati di crescita, le cifre sopra citate sono ancora più indicative se confrontate con il tasso di crescita di altri social network come Foursquare o Instagram, consultabile su Google Trends:

Stats

Altre statistiche di confronto sono disponibili su Web in fermento.

Durante la nostra rubrica più volte abbiamo visto la nascita di  vari strumenti social, ne abbiamo sempre discusso sul nostro blog, ne abbiamo analizzato gli aspetti e in alcuni casi li abbiamo visti svuotarsi. Cosa succede con Pinterest? Quale sarà il suo futuro? Perchè dovrebbe essere diverso? Per ora possiamo dirvi che ci sono alcuni aspetti di questo servizio che sembrano essere molto promettenti:

  • traffico: come abbiamo già accennato il numero degli utenti è davvero aumentato in maniera notevole, a ciò si aggiunge il fatto che la comunità di Pinterest è molto attiva;
  • maggiore attività degli utenti favorisce anche maggiore viralità dei contenuti, sia all’interno della piattaforma, sia su servizi social esterni, per esempio Facebook e Twitter;
  • valore SEO: Pinterest nasce come l’unico servizio social i cui link sono “dofollow”, cioè i link che aiutano un sito ad essere maggiormente visibile nei risultati di un motore di ricerca. A quanto parte questa caratteristica è stata già eliminata, senza alcuna indicazione se sia una cosa momentanea o no.

The New Web elenca 10 consigli che possono aiutare i brand ad utilizzare Pinterest per potenziare e veicolare il proprio business. Ne elenchiamo alcuni:

  • Get the customer involved: proprio la spiccata partecipazione degli utenti su Pinterest permette di utilizzare questa piattaforma come strumento di crowdsourcing o come opportunità di analisi e di valutazione sul lancio dei nuovi prodotti;
  • Hold a contest: le aziende possono ospitare sul proprio account Pinterest diversi tipi di contest, per esempio scegliendo i vincitori tra coloro che hanno condiviso il contenuto del brand o tra coloro che postano oggetti, legati all’azienda, che usano quotidianamente e che hanno acquistato;
  • Sell your products: è possibile creare dei board per mettere in evidenza i prodotti e inserendo un link che porta direttamente allo store online.

Benetton

Sono davvero molti i brand che hanno investito su questo nuovo strumento. Dreamgrow ne raccoglie 41, tra cui Sony Music, Gap, Time.

Come ultima risorsa vi lasciamo una riflessione di Nick Westergaard sui brand per cui sarebbe davvero utile e produttivo un profilo su questa piattaforma. E il vostro business? È pronto per salpare su Pinterest?

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