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L’attesissimo iPad è giunto tra noi e con lui l’inizio di una rivoluzione che potrebbe cambiare profondamente  il modo in cui fruiremo informazione. Di fronte alle notizie di gente completamente impazzita che sta bruciando le proprie ferie in attesa di un primato nel possesso, è forse più sensato dare attenzione all’ approccio che i produttori di informazione stanno riservando a questo chiacchierato device.

La discussione in rete è già calda: l’uscita della lista di applicazioni per Ipad sta già provocando un fiume riflessioni e commenti.

La questione centrale riguarda i servizi che le app offriranno, soprattutto in relazione al divario di prezzo che le separa dalle cugine per iPhone. La questione, tuttavia, non pare essere puramente economica.

L’oggetto d’indagine può essere tranquillamente ristretto a quelle applicazioni proposte dai grandi dell’informazione, evitando di considerare futilità e inutili doppioni, cercando di capire a quale scenario ci troveremo davanti.

La prima impressione è che, allo stato attuale delle cose, le possibilità che vengono offerte siano delle pure declinazioni di app già disponibili per Iphone e che in sostanza l’alternativa e l’offerta specifica siano fortemente limitate.

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Prendendo in esame “Editor’s Choice”, iPad application pensata da New York Times, possiamo notare come il servizio fornito sia trascurabilmente utile. Superando per un attimo la questione della gratuità del servizio, che qualcuno intende come reazione alla polemica dei costi e come cavallo di troia per lanciare un “livello pro” a pagamento, è chiaro che l’applicazione non fa che offrire una porzione di contenuti già pienamente disponibile sul sito.

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Approccio ambiguamente simile è quello del Wall Street Journal, che propone un’applicazione free sempre limitata nei contenuti ma che concede invece agli subscribers (18 dollari mensili circa) la possibilità di accedere alla totalità dei contenuti che sembrano, tuttavia, non differenziarsi per nulla dai contenuti web.

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Qualche spiraglio di interesse emerge forse con la georeferenziazione offerta da Usa Today che, oltre a customizzare la fruizione, permette di filtrare le informazioni per posizionamento.

Nessuna specificità sembra, quindi, affacciarsi con forza nel contesto. Nessun servizio iPad oriented sembra emergere da queste prime proposte, se non nella la possibilità di personalizzare la fruizione, “rendendola veloce, facile e divertente”, plus comunque un pò troppo scontato.

Resta allora da chiedersi se non sia questa la vera attesa, se non sia l’avvento di proposte di utilizzo radicalmente nuove  il vero evento da celebrare.

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Categorie: New Media Communication, web



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