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Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr., pillola settimanale che evidenzia risorse e contenuti emersi dall’analisi dei nuovi scenari digitali relativi all’universo business.

La settimana scorsa vi avevamo presentato due preziosi volumi che indagano lo sviluppo dell’engagement online: oggi vi segnaliamo uno studio interessante che prende in esame l’attività social delle 100 maggiori company internazionali.

Fortune Global 100 Social Media Study

Lo studio, curato da Burson-Marsteller nel periodo novembre ‘09/gennaio 2010, mostra come oggi, la presenza delle grandi aziende all’interno dei più popolari social media, sia fondamentale per aprire scambi informativi con gli stakeholder, in modi nuovi e spesso assai fruttuosi: in questo senso Twitter emerge come strumento preferito dai brand.

The study found that 65 percent of the largest 100 international companies have active accounts on Twitter, 54 percent have a Facebook fan page, 50 percent have a YouTube channel, and one-third (33 percent) have corporate blogs. Only 20 percent of the major international companies are utilizing all four platforms to engage with stakeholders. (Burson-Marsteller)

FortuneGlobal100_socialmedia

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Lo studio indaga brevemente anche le modalità attraverso le quali queste big companies comunicano ed interagiscono su Twitter: news, promozioni, eventi o azioni di customer care sono alcuni esempi.

FortuneGlobal100_twittertalks

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FortuneGlobal100_twitterparticipating

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L’analisi si amplia prendendo in esame anche l’attività Facebook specificando quello che accade all’interno delle fanpage: post, commenti, iLike.

FortuneGlobal100_facebook

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Sorprendente il fatto che a seconda della regione si preferisca utilizzare alcuni strumenti piuttosto che altri.

Companies based in the United States and Europe are more likely to use Twitter or Facebook than they were to have corporate blogs, while companies from Asia-Pacific were more likely to utilize corporate blogs than other forms of social media. However, Asian companies will use Twitter or Facebook to communicate with Western audiences (for example, Toshiba). (Burson-Marsteller)

Di seguito la presentazione dello studio e il whitepaper realizzato per completare l’analisi.

Studi come questo ci mostrano come la presenza delle grandi aziende nei social site rappresenti ormai la norma: tuttavia presenza non fa rima con qualità e spesso si vedono operazioni digitali quantomeno discutibili da parte dei grandi brand.

Inoltre sarebbe interessante analizzare il panorama degli small business (ne abbiamo parlato già qui): un universo questo, che forse verrà rivoluzionato dalla costante convergenza di social media, device mobili e GPS.

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Categorie: Dr.O-one, Il mercoledì di Dr.



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