Si chiama Netsukuku e l’abbiamo ritrovato grazie all’ultimo numero di Wired: si tratta di una nuova forma di rete wireless ideata da Andrea Lo Pumo, un ragazzo di poco più di vent’anni neo-laureato in matematica, al quale il magazine ha dedicato la copertina di febbraio.

Andrea ha iniziato a riflettere sul tema del digital divide e delle reti open a soli tredici anni, quando è entrato a fare parte di Freaknet, associazione di Catania dedicata alla cultura informatica.
La grande domanda è arrivata poco dopo:
Sfruttando le tecnologie peer to peer e i dispositivi wi-fi è possibile affrancarci dagli internet provider per rendere l’accesso al web completamente libero e aperto a tutti?
Su questa riflessione nasce l’idea di Netsukuku, la quale necessita però dello sviluppo di nuove tecnologie affinchè la conoscenza possa essere davvero condivisa tra tutti i nodi della rete libera che Andrea ha ideato.
Netsukuku dovrebbe essere in grado di collegare a Internet reti locali libere, permettendo così agli utenti di accedervi non tramite i provider internazionali, ma in modo indipendente, a differenza di quanto accade oggi. Basterebbe dunque un utente collegato al web per permettere l’accesso anche a coloro che sono attorno a lui, via wireless.
Andrea Lo Pumo ha presentato il proprio ambizioso progetto a Working Capital, nato per sostenere la creatività dei giovani italiani. La sua idea vincente gli è valsa una borsa di studio presso la Cambridge University, per frequentare il Master in Advanced Computer Science.
Dopo il Master, Andrea continuerà a sviluppare la sua idea di rete, per trasformarla da prototipo a vera e propria ricerca applicata.
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