Già da svariati anni il mondo dell’Open Source offre il libero utilizzo, per una libera conoscenza, di sistemi operativi e programmi che uniscono stabilità, sicurezza e facilità di utilizzo.
Purtroppo però, rimane grande il pregiudizio verso questo mondo con cui molti non hanno ancora avuto modo di interagire, frenati da false bariere sulla difficoltà nell’utilizzo o la paura dell’interfaccia grafica, completamente diversa dall’ormai standardizzato (e sovrastimato, anche in termini economici!) modello Windows.
In realtà, parola di utente, i sistemi operativi e i programmi open source (da Ubuntu a OpenOffice) sono basati innanzitutto su un sistema grafico lineare e semplice, che fa leva sull’intuizione logica e la presenza in rete di siti di supporto all’utilizzo.
Google ha creato prima Android, piattaforma Open Source per i dispositivi mobili, e ora ha lanciato Google App Inventor, tool di sviluppo disponibile per il momento solo per questo sistema operativo, che sarà accessibile tramite la compilazione di un form nel proprio account Google.
G.A.I. è un editor visuale studiato per creare applicazioni per mobile presentata dal New York Times come la rivoluzione nel mondo Open Source, in quanto il concept del tool è mettere in grado anche gli utenti medi senza conoscenze alcune di programmazione, di creare applicazioni per i loro telefoni e condividerle in rete su Android Market fin’ora “preorgativa” dei programmatori.
L’app infatti si basa sul sistema di editing “what-you-see-is-what-you-get” (WYSIWYG) ovvero è basato su un pannello che appare come un puzzle da costruire a cui ad ogni singolo pezzo è associato un’azione,un’immagine o un suono.
Finito il puzzle l’applicazione è fatta!
In questo video viene spiegato brillantemente la facilità dell’utilizzo:
Google sostiene infatti:
“To use App Inventor, you do not need to be a developer. App Inventor requires NO programming knowledge. This is because instead of writing code, you visually design the way the app looks and use blocks to specify the app’s behavior.”
Gli scenari di impiego ipotizzati sono i più svariati, dalla possibilità di creare un’applicazione che sfrutti il GPS per trovare facilmente il posto dove è parcheggiata l’automobile, a quella per l’invio di sms di risposta automatici, o alla creazione di applicazioni che possano interfacciarsi con servizi come Twitter.
Android Market darà sicuramente del filo da torcere a Apple Store, soprattutto ora che la palla è rimandata agli utenti e non più solo agli “addetti ai lavori”.
Tag: Android, Android Market, Apple Store, Google, Google App Inventor, gps locator, libera conoscenza, Open Office, Open Source, OpenOffice, sistemi operativi, Twitter, Ubuntu, WYSIWYG
Categorie: New Media Communication












Nessun commento presente. Vuoi lasciare un commento?