Che il web sia uno strumento ormai imprescindibile per garantire la libertà di informazione lo avevamo visto già in occasione degli scontri in Iran.
In questo senso è interessante anche la notizia diffusa da Reuters qualche giorno fa, relativamente al successo del browser Opera in Kazakhstan.
Il browser consente infatti di bypassare la censura del governo, che blocca la possibilità di connettersi ad alcuni siti giudicati “illegali”.
A browser that bypasses censors has become the most popular way to access the Internet in Kazakhstan, a Central Asian state where sites critical of the government are often blocked, a Web statistics firm said.
The Norwegian developed Opera has increased its market share sharply in the ex-Soviet state since it began to allow downloads of compressed web pages via a server outside the country — a feature designed to speed browsing. (Reuters)
Il browser ha una quota di mercato locale pari la 32%, superando così giganti come Microsoft, Google e Apple. Da una recente ricerca di ICT Marketing è emerso che alla fine del 2009 gli utenti di internet in Kazakhstan erano 3,16 milioni, in crescita del 30% rispetto all’anno prima.
Tuttavia, gli sviluppatori di Opera, se ne guardano bene dal promuovere il browser come strumento anti-censura, preferendo non commentare la situazione.
The Norwegian software developer, however, does not advertise the “anti-censorship” feature of its product or see it as its key to success in Kazakhstan.
Giusto per curiosità, tra i siti giudicati illegali ci sono Livejournal e Blogger: emerge così la chiara volontà del governo di bloccare il proliferare di blog personali.
Tag: browser, Kazakhstan, Opera
Categorie: New Media Communication, web












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