Ilmercoledi_Dr

Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.

Oggi parliamo di nuovi luoghi di consumo e lo facciamo grazie alla nostra partecipazione a Summit 2010 Imprese fuori casa Progetto Futuro organizzata da Bargiornale e  a cui abbiamo partecipato lo scorso 8 Novembre presso la sede de il Sole24ore a Milano, attraverso la presenza di Linda Serra (che scrive questa review) .

Quali sono le nuove opportunità in rete, quali sono i nuovi luoghi di consumo, come sono cambiate le abitudini dei consumatori alimentari?

Questi gli interrogativi cha hanno dominato la  sessione all’interno del Summit 2010 Impresa fuori casa- Progetto futuro.
Dr. O-ne era rappresentato da Linda Serra (che scvrive questa review)  all’interno della sessione plenaria a tema

“Il consumatore di domani: vecchie e nuove abitudini di consumo. Come cambiano gli stili di vita e l’impatto sui luoghi di consumo.”

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Gli interventi sono stati moderati dal “Gastronauta” (Davide Paolini) e hanno partecipato anche Marilena Colussi responsabile food & retail GPF e Lorenzo Brufani portavoce di Trip Advisor Italia.

L’intervento di Marilena Colussi ha fornito una precisa ed attenta analisi statistica, basata sul territorio Italia e avente ad oggetto le abitudini degli italiani rispetto ai momenti di consumo di cibo fuori casa.
Facendo una veloce overview sono sempre meno gli italiani che pranzano fuori casa durante la settimana e quelli che poi cenano a casa.

“Allora perchè i ristoratori si lametano del fatto che a pranzo i ristoranti sono deserti?”

La risposta della Dott.ssa Colussi è stata disarmante.

“Dire che gli italiani pranzano fuori casa, non vuol dire che vanno al ristorante. Sono in forte crescita i fenomeni di “street food”

sono in crescita i consumi al bar, in pizzeria da asporto (che si conferma uno dei settori che resiste maggiormente alla crisi), va molto bene anche il kebab e i luoghi di consumo di tipo ecosostenibile. La domenica gli Italiani pranzano a casa, una tradizione che è difficile da cambiare.

L’intervento di Lorenzo Brufani ha invece ha portato in evidedenza la tendenza dei consumatori – viaggiatori.

Il trend dei consumatori ma anche degli owner che sceglie come canale il web per ricevere informazioni ma anche per accedere ad una nuovo canale di visibilità è in continua crescita, come del resto è inevitabile che sia.

Quello che balza agli occhi è, come sempre, che l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa ma non solo per quanto riguarda l’uso dei servizi in rete e per il tasso di alfabetizzazione digitale dell’individuo medio.
Tramite piattaforme come Trip Advisor è possibile usufruire di servizi veloci ed attuali basando la propria strategia di marketing su elementi quali il passapoarola e le recensioni 2.0 in perfetto stile Io ci sono stato.

La presentazione di Linda Serra di Dr.o-one si è basata, come facilmente immaginabile, sui nuovi luoghi di consumo e di confronto 2.0.

Dove sono i consumers? Come faccio a comunicare con essi? Come faccio a dare evidenza del mio piccolo punto vendita tramite la rete?

A questi interrogativi si è risposto con la presentazione che trovate qui di seguito.

La sostanza del tutto è che, ad avviso di chi scrive,

non è cambiato nulla in maniera così tragicamente difficile come ad alcuni può sembrare: è cambiato il contesto, si è passati da un contesto fisico, ad un contesto digitale (si è passati dalla chiacchiera sulla panchina alla chat di facebook). L’approccio: il modo di comunicare corporate ha ceduto il passo ad un mood più friendly: il così detto Storytelling.

Le persone comunicano sui social networks con i brand, ne diventano fan, condividono con essi experience personali, ma perchè?
Una risposta l’ha data attraverso questo focus Socialmedia Examiner qualche settimana fa. 1010ap2-facebook-likes
Le persone diventano fan dei brand su facebook per ricevere omaggi, sconti, per essere aggiornati sulle novità del brand, oppure per condividere uno stato di affiliazione al brand. Molti marketing manager seguono i brand su facebook per conoscere e tenere monitorate le “mosse” dei competitor.
Insomma nulla di troppo nuovo e sconcertante, no?

Quello che è nuovo sono le opportunità che le piattaforme geolocating based riescono ad offrire soprattutto a livello locale.

Le piattaforme geolocating based hanno colmato il gap che c’era fino a qualche tempo fa fra la grande rete e le piccole realtà: è possibile oggi posizionarsi sul territorio di interesse e dare visibilità al proprio esercizio in maniera proficua, fidelizzando il cliente e ricevendone visibilità a spese zero (per il momento).
Tutti spunti interessanti di cui far tesoro sia lato azienda che lato addetti ai lavori.

Tutto il materiale del Summit sarà disponibile a breve sul sito dedicato.

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Categorie: Eventi, Il mercoledì di Dr.



  1. [...] Ho.re.ca quindi (alberghi, bar ristoranti…) Ne ho già parlato ampiamente qui, vi rimando al post su dr.o-one: inutile fare [...]



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