Twitter, il servizio di microblogging più famoso al mondo, conta oramai più di due miliardi di cinguettii: 64 milioni di tweet al giorno, 2 milioni e 700.000 tweet ogni ora, 741 al secondo.
Questo cinguettìo costante genera un riversamento sulla piattaforma di altrettanti milioni di links, non sempre affidabili.
Gli utenti infatti, per far rientrare nei 140 caratteri del tweet sia il link da condividere sia il commento associato, devono appoggiarsi a URLs shortener esterni, come bit.ly o ow.ly .
I link così abbreviati, però, non permettono di capire agli altri utenti se dietro si nascondano siti di malware, phishing o virus.
A questo riguardo Sean Garrett, responsabile per le comunicazioni di Twitter, ha annunciato per l’estate il lancio del proprio servizio di URLs shortening: t.co.
Questa innovazione offrirà agli utenti innazitutto una garanzia di sicurezza, filtrando tutti i link malevoli e raccogliendoli in una blacklist continuamente aggiornata, e la comodità di trovare già nel sito twitter.com il servizio, senza dover navigare da un sito all’altro.
Inoltre gestire il servizio di shortening permetterà a Twitter di creare il proprio database di links di qualità, guadagnando affidabilità e nuovi strumenti per i canali di advertising.
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