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	<title>Dr. O-one &#187; apple</title>
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		<title>2011: nuovi scenari per l&#8217;editoria digitale</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 17:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/2011-nuovi-scenari-per-leditoria-digitale/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Las Vegas [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a></p>
<p><strong>Las Vegas ha salutato <a href="http://www.cesweb.org/">l’edizione</a></strong><a href="http://www.cesweb.org/"> <strong>2011 del CES</strong></a>, tra i più importanti appuntamenti del settore tecnologico a livello mondiale. Un’edizione che ha visto il trionfo di <strong>Android</strong>, la presentazione di tantissimi gadget hi-tech, tra i quali ovviamente, alcuni tablet.<br />
Proprio dal CES emerge quindi con forza l&#8217;attenzione delle case hardware e software <a href="http://dr.o-one.net/2010-odissea-nella-lettura-digitale/"><strong>al panorama dell&#8217;editoria digitale</strong>.</a></p>
<p>Occhi puntati sul nuovo tablet di Motorola, lo <strong>XOOM</strong>, il primo dotato del nuovo sistema operativo Android 3.0 Honeycomb.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="520" height="317" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8aUukaLeBdg?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="520" height="317" src="http://www.youtube.com/v/8aUukaLeBdg?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>XOOM arriverà negli USA con il gestore Verizon</strong>, nel corso del primo trimestre del 2011 (ancora nessuna notizia suo sbarco in Europa), presentandosi come <strong>un nuovo anti-iPad</strong> che cercherà di rubare spazio all&#8217;onnipresente touch screen made in Apple prossimo ad un imminente rinnovo, impedendo ai competitor di capire come potranno muoversi.<br />
<strong>E la sfida ad Apple arriva anche da Google sul fronte dell’editoria mobile</strong> per i suoi dispositivi equipaggiati con Android.<br />
Attualmente, il settore è dominato dalla Apple che con il suo iPad ha i maggiori contatti per gli e-book sul tablet PC.</p>
<p>Il colosso di Steve Jobs, infatti, ha accordi solo con il<strong> Daily di Rupert Murdoch</strong>; altri editori non sarebbero convinti di approdare sull’iPad a causa del <strong>30% dei ricavi economici che Apple pretenderebbe</strong>.<br />
A questo punto Google si è fatta avanti e sembra stia trattando con grandi editori come <em>Condé Nast, Hearst ed il Time</em>. Ovviamente Apple non getta la spugna ed è già pronta per offrire <strong>abbonamenti per la lettura dei quotidiani</strong> a prezzi più bassi.</p>
<p><strong>Guardando all’Italia</strong>,  emerge una propensione mediamente elevata all’acquisto dei contenuti digitali:<strong> il 40% della popolazione di età superiore ai 14 anni, infatti, si dichiara disponibile a pagare per accedere a contenuti di qualità</strong>, percentuale che <strong>sale ad oltre il 50% nella fascia d’età compresa tra i 14 ed i 44 anni</strong>.<br />
Si tratta di circa 11,5 milioni di individui, interessati prevalentemente a film e musica e, in misura minore, a quotidiani, corsi on line e contenuti televisivi.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/01/kindle.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5965" title="kindle" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/01/kindle.jpg" alt="kindle" width="495" height="307" /></a></p>
<p>Anche <strong> le vendite degli eReader stanno salendo molto</strong> (<em>le ultime stime del marzo 2010 indicavano circa 20.000 prodotti venduti</em>).<br />
La AIE (Associazione Italiana Editori) ha reso noto che quest’anno <strong>il 6% dei titoli pubblicati in lingua italiana è stato in digitale.</strong> I dati arrivano fino alla fine del 2009, il che fa presupporre che nel 2010 ci sia stato un netto aumento. Secondo lo studio sono state<strong> 131 le case editrici che hanno in catalogo almeno un ebook.</strong><br />
Di queste, <strong>94 sono considerate piccole,</strong> cioè hanno un catalogo complessivo di non oltre <strong>16 titoli</strong>, a testimonianza di come siano <strong>soprattutto le realtà minori a investire per crearsi una loro nicchia sul mercato</strong>.</p>
<p>Al di là del panorama letterario e dell’andamento di mercato, soggetto ad oscillazioni tra lancio di nuovi prodotti (novità appetibile), fisiologico calo delle vendite e, infine, stabilizzazione di mercato, quella dell’editoria digitale resta un percorso obbligatorio  che tutti gli editori, prima o poi, dovranno seguire anche se non per forza soppiantando i prodotti cartacei.</p>
<p>Il panorama dei media digitali è stato anche fotografato da una recente indagine di <strong>Ernst &amp; Young</strong> intitolata “<em>Monetizzare i media digitali: creare valore che gli utenti consumer acquisteranno</em>”.<br />
Dalla ricerca emerge come le aziende più innovative del settore Media &amp; Entertainment stanno finalmente riuscendo a <strong>monetizzare i propri contenuti</strong>, creando pacchetti premium di prodotti e servizi personalizzati e costruiti ad hoc. Lo studio E&amp;Y propone inoltre <a href="http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-117638/Ernst__Young_la_crescente_propensione_allacquisto_di_contenuti_digitali_rappresenta_unopportunit_per_il_settore_Media__Entertainment"><strong>quattro modalità principali per costruire un’offerta di valore per i consumatori</strong></a> e, di conseguenza, massimizzare fatturato e profittabilità.</p>
<p>In questo scenario, l’<strong>editoria digitale sta studiando varie formule-Mix</strong> che spaziano dal PayWall alle Web apps, dall‘advertising online sui contenuti gratuiti ai prodotti Premium a pagamento per i contenuti a valore aggiunto.<br />
In questa ottica rientrano i prodotti editoriali quali, ad esempio, R7 di La Repubblica.</p>
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		<title>Global internet trends by Mary Meeker</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 09:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/global-internet-trends-by-mary-meeker/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
La settimana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>La settimana scorsa, precisamente dal <strong>15 al 17 novembre</strong>, si è tenuto a San Francisco il <a href="http://www.web2summit.com/web2010"><strong>Web 2.0 summit</strong></a>: molti i protagonisti presenti, da Carol Bartz (CEO di Yahoo!) a Mark Zuckerberg (CEO di Facebook), da Eric Schmidt (CEO di Google) e Ev Williams (Co-fondatore di Twitter) fino a Mary Meeker (Morgan Stanley).<br />
Trovate i video di tutti gli interventi <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=2737D508F656CCF8"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>Proprio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mary_Meeker"><strong>Mary Meeker</strong></a> (nota anche come &#8220;<em>Queen of the net</em>&#8220;) ha tenuto una presentazione relativa ai trend globali della rete: &#8220;<a href="http://www.morganstanley.com/institutional/techresearch/pdfs/tenquestions_web2.pdf"><em>Ten Questions Internet Execs Should Ask &amp; Answer</em></a>&#8221; (49 pp., pdf).</p>
<blockquote><p><strong>When Meeker speaks, people listen.</strong> They listen very carefully. Meeker has become famous for her incisive presentations on the state of the internet, bringing it all together in a way that makes sense. (<a href="http://memeburn.com/2010/11/global-internet-trends-you-should-know-from-the-meeker-files/"><em>Joseph C Lawrence</em></a>)</p></blockquote>
<p>L&#8217;analisi si articola in 10 punti molto incisivi:</p>
<ul>
<li>Globality</li>
</ul>
<ul>
<li> Mobile</li>
</ul>
<ul>
<li> Social Ecosystems</li>
</ul>
<ul>
<li> Advertising</li>
</ul>
<ul>
<li> Commerce</li>
</ul>
<ul>
<li> Media</li>
</ul>
<ul>
<li> Company Leadership Evolution</li>
</ul>
<ul>
<li> Steve Jobs</li>
</ul>
<ul>
<li> Ferocious Pace of Change in Tech</li>
</ul>
<ul>
<li> Closing Thoughts</li>
</ul>
<p>Si nota come circa la metà (46%) degli utenti del web sia suddiviso in soli <strong>5 paesi</strong> (Cina, USA, Brasile, Russia, India). La <strong>Russia registra il tasso di crescita maggiore</strong> rispetto all&#8217;anno precedente (+ 31%), seguita dalla Cina (+ 29%) dove si contano <strong>384 milioni di users</strong> con una <strong>penetrazione del 29%</strong>: con un margine di crescita ancora ampio le cifre dei prossimi anni saranno davvero spaventose in questo paese.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5644" title="internet_trends_1" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_1.jpg" alt="internet_trends_1" width="520" height="389" /></a></p>
<p>Già dalla seconda slide, che <strong>analizza i mercati globali per quanto riguarda il mobile</strong>, si nota un elemento fondamentale: <strong>l&#8217;Italia è al 4° posto!</strong><br />
Abbiamo parlato più volte delle <strong>enormi opportunità di business</strong> che il settore mobile e i vari servizi connessi (da quelli di <em>geo-localizzazione fino ai micropagamenti</em>) possono offrire in egual misura a big company e small business: questa slide conferma dunque la centralità del nostro mercato per questo settore.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5645" title="internet_trends_2" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_2.jpg" alt="internet_trends_2" width="520" height="387" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5653" title="internet_trends_5" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_5.jpg" alt="internet_trends_5" width="520" height="382" /></a></p>
<p>Mary mostra approfonditamente <strong>l&#8217;evoluzione del settore mobile</strong>, specificando cosa sta succendo ai vari player, con una decisa flessione del sistema operativo Symbian (Nokia) che perde quote di mercato mentre Apple e Android (Google) crescono vertiginosamente.<br />
Tuttavia, l&#8217;importanza del traffico web via smartphone è ben fotografato dalla successiva slide, nella quale si ipotizza che nel <strong>2012 il numero di smartphone avrà superato</strong><strong> quello di Pc,</strong> con un ovvio spostamento anche per quanto riguarda le sorgenti di traffico al web.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5647" title="internet_trends_3" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_3.jpg" alt="internet_trends_3" width="520" height="390" /></a></p>
<p>Immediata anche la fotografia di tre ecosistemi, divisi per &#8220;<em>Mobile</em>&#8220;, &#8220;<em>Social Networking</em>&#8221; e &#8220;<em>Search</em>&#8220;: in realtà molte sono le &#8220;ramificazioni&#8221; comuni tra Apple, Facebook e Google, ma la slide è esplicativa e mostra gli spaventosi <strong>tassi di crescita</strong>, soprattutto relativamente all&#8217;ecosistema creato da Steve Jobs.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5650" title="internet_trends_4" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_4.jpg" alt="internet_trends_4" width="520" height="392" /></a></p>
<p>L&#8217;analisi prosegue mostrando anche diverse slide sull&#8217;advertising online: in tutto sono 49 slide, molte delle quali davvero intuitive e di facile consultazione, nonostante i numerosi dati evidenziati. A colpire è soprattutto l&#8217;<strong>evolzione dello scenario web dal 2004</strong>: in soli 6 anni sono davvero cambiate moltissime cose.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5655" title="internet_trends_6" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/11/internet_trends_6.jpg" alt="internet_trends_6" width="520" height="385" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Internet Trends</em>&#8221; di Mary Meeker è dunque uno strumento assolutamente utile per farsi un&#8217;idea globale dello stato del web e delle possibili evoluzioni future.<br />
<a href="http://www.morganstanley.com/institutional/techresearch/pdfs/tenquestions_web2.pdf"><strong>Qui</strong></a>, per il download dello studio. Di seguito<strong> il video della presentazione di Mary Meeker</strong> avvenuta lo scorso 16 novembre a San Francisco.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="520" height="317" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7yL9yrttESI?fs=1&amp;hl=en_GB" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="520" height="317" src="http://www.youtube.com/v/7yL9yrttESI?fs=1&amp;hl=en_GB" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Twitter, nuove applicazioni e nuove opportunità</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/twitter-nuove-applicazioni-e-nuove-opportunita/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/09/Twitter_logo-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Twitter_logo" title="Twitter_logo" /></a>
Twitter risulta essere &#8220;troppo complesso&#8221; per gli utenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/09/Twitter_logo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4920" title="Twitter_logo" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/09/Twitter_logo.jpg" alt="Twitter_logo" width="500" height="193" /></a></p>
<p>Twitter risulta essere &#8220;troppo complesso&#8221; per gli utenti, soprattutto quando l&#8217;utilizzo si sposta sui dispositivi mobili. E&#8217; proprio il team di Twitter a <a href="http://blog.twitter.com/2010/09/evolving-ecosystem.html">dirlo esplicitamente</a>, spiegando come gli sviluppatori sono già da tempo impegnati a ideare soluzioni per rendere più semplice e immediato l&#8217;intero esosistema.</p>
<p>Per quanto riguarda il mobile la questione è molto importante perchè il numero di utenti che twittano via iPhone, BlackBerry o da altri dispositivi mobili è in continuo aumento. Nei mesi scorsi quindi è stata messa a punto una strategia volta al miglioramento della mobile experience, riassunta nel post &#8220;<a href="http://blog.twitter.com/2010/09/evolving-ecosystem.html"><em>The Evolving Ecosystem</em></a>&#8220;:</p>
<blockquote><p>We acquired Tweetie and turned it into <strong>Twitter for iPhone</strong>, complete with a new user sign-up experience. [...] We quickly understood that we were doing users a disservice by not having a great client on each of the major mobile platforms. So, <strong>we took a similar approach with Twitter for BlackBerry</strong> (developed by RIM) and <strong>Twitter for Android</strong>, which launched a <strong>new version this week</strong>.<br />
This strategy has been quite successful. <strong>Total mobile users has jumped 62 percent since mid-April</strong>, and, remarkably, 16 percent of all new users to Twitter start on mobile now. [...] <strong>Our Twitter for iPhone and Twitter for BlackBerry clients are now two of the most popular ways to use Twitter</strong>.</p></blockquote>
<p>Ed è in quest&#8217;ottica di continua evoluzione che va accolta anche l&#8217;applicazione per iPad (<a href="http://blog.twitter.com/2010/09/twitter-for-ipad-sharing-content-in.html"><em>Twitter for iPad</em></a>) presentata in questi primi giorni di settembre.</p>
<div id="attachment_4911" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/09/Twitter_for_iPad_1.jpg"><img class="size-full wp-image-4911" title="Twitter_for_iPad_1" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/09/Twitter_for_iPad_1.jpg" alt="Twitter for iPad" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Twitter for iPad</p></div>
<p>In sostanza le azioni possibili sono più o meno le medesime di sempre, ma con una diversa soluzione grafica. Vi segnaliamo <a href="http://arstechnica.com/apple/news/2010/09/hands-on-with-twitter-for-ipad-half-cool-half-wtf.ars">questo post su Ars Technica</a>, nel quale l&#8217;applicazione viene &#8220;vivisezionata&#8221; con diversi screenshot.</p>
<p>Già nei mesi scorsi <a href="http://dr.o-one.net/?s=twitter&amp;x=0&amp;y=0">ci siamo occupati più volte di Twitter</a> parlando anche delle sperimentazioni verso nuove forme promozionali e di Adv.<br />
L&#8217;evoluzione verso interfaccie più immediate e semplci (soprattutto mobile) è dunque mirata a facilitare la navigazione degli utenti nel canale, strizzando però l&#8217;occhio ai brand grazie a nuove e più performanti soluzioni per l&#8217;Adv nell&#8217;ecosistema cinguettante.</p>
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		<title>Brand e mobile experience: iAd + thisMoment</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 09:51:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[target]]></category>
		<category><![CDATA[The Walt Disney Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Turner Broadcasting System]]></category>
		<category><![CDATA[Unilever]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/brand-e-mobile-experience-iad-thismoment/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr., pillola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3730" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/?s=il+mercoled%C3%AC+di+Dr&amp;x=16&amp;y=7"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a>, pillola settimanale che segnala news e update relativi al panorama <strong>new media &amp; business</strong>.</p>
<p>Ne abbiamo già parlato più volte, ma il <a href="http://dr.o-one.net/?s=mobile&amp;x=0&amp;y=0"><strong>settore mobile</strong></a> è senza dubbio quello più frenetico, caratterizzato da una evoluzione repentina su più fronti (micro payment, adv, augmented reality, App, ecc.): per i brand è ovviamente un panorama da monitorare costantemente, anche perchè le strategie digital non possono più ignorare le possibilità offerte dal mobile e le inevitabili sinergie con gli ambienti social.</p>
<p>In questa settimana <strong>due big companies</strong>, (di <em>due settori estremamente diversi</em>, a testimoniare la trasversalità di questi tools) hanno compiuto delle mosse decismente interessanti a cavallo tra mobile adv e social media campaign.</p>
<p><strong>iAd: Nissan arriva per prima</strong></p>
<p><strong><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/07/apple_iAd.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4464" title="apple_iAd" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/07/apple_iAd.jpg" alt="apple_iAd" width="465" height="249" /></a><br />
</strong></p>
<p>Il <strong>1° luglio</strong> è stato il giorno del debutto di<strong> iAd</strong>,  network per <strong>mobile adv</strong> made in Apple: in pratica, si offre<strong> la possibilità di inserire pubblicità all&#8217;interno delle applicazioni.</strong></p>
<blockquote><p>Gli sviluppatori che aderiscono al <strong>Network iAd</strong> possono facilmente<strong> incorporare una varietà di formati pubblicitari nelle loro applicazioni</strong>. Apple venderà e fornirà le pubblicità, e gli sviluppatori riceveranno lo standard di settore pari al 60 percento dei ricavi del Network iAd, che è pagato attraverso<strong> iTunes Connect</strong>.(<a href="http://www.apple.com/it/pr/library/2010/06/07iads.html"><em>Apple</em></a>)</p></blockquote>
<p>I brand coinvolti e i numeri presentati dalla stessa Apple sono davvero impressionanti:</p>
<blockquote><p>iAd lancerà le campagne dei principali brand globali, tra cui AT&amp;T, Best Buy, Campbell Soup Company, Chanel, Citi, DirecTV, GEICO, GE, JCPenney, Liberty Mutual Group, Nissan, Sears, State Farm, Target, Turner Broadcasting System, Unilever e The Walt Disney Studios.</p>
<p><strong>Apple ha raccolto investimenti per il 2010 sulla piattaforma iAd per oltre $60 milioni</strong>, che rappresentano quasi<strong> il 50 percento degli investimenti in pubblicità mobile previsti negli Stati Uniti per la seconda metà del 2010</strong>.(<a href="http://www.apple.com/it/pr/library/2010/06/07iads.html"><em>Apple</em></a>)</p></blockquote>
<p>Ma come funziona questo ecosistema che pare rivoluzionerà gli scenari per  l&#8217;adv mobile?</p>
<p>Proprio pochi giorni fa <strong>Nissan</strong> ha svelato una demo di una delle prime iAd create: <strong>Nissan LEAF iAd</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="540" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13013565&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="540" height="315" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13013565&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il video evidenzia ottimamente quelle che sono le <strong>possibilità creative offerte da uno strumento simile</strong>: il lavoro di Nissan ha riscosso immediatamente commenti positivi, e a quanto pare iAd aiuterà notevolmente la comunicazione della casa automobilistica:</p>
<blockquote><p><strong>iAds will help Nissan continue to reach the early adopters and target customers</strong> who have already placed more than 15,000 reservations for the Nissan LEAF, which will be available beginning in December with full mass-market availability by 2012.(<a href="http://www.mobilemarketingwatch.com/video-demo-of-impressive-nissan-leaf-iad-7699/"><em>mobilemarketingwatch</em></a>)</p></blockquote>
<p><strong>Disney: mobile social media channel per Step up 3D</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_4463" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><strong><strong><a href="http://tm.thismoment.com/products"><img class="size-full wp-image-4463" title="thisMoment" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/07/thisMoment.jpg" alt="thisMoment in action" width="400" height="313" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">thisMoment in action</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>Dall&#8217;automotive passiamo all&#8217;entertainment per segnalare la <strong>digital strategy</strong> <strong>Disney</strong> studiata per il lancio di <strong>Step Up in 3D</strong>.<br />
Disney ha creato un  vero e proprio <a href="http://www.mobilemarketer.com/cms/news/content/6714.html"><strong>mobile social media channel</strong></a> per veicolare contenuti dai presidi social all&#8217;interno di una unica applicazione mobile, sfruttando le potezialità della piattaforma <a href="http://tm.thismoment.com/products"><strong>thisMoment</strong></a>.</p>
<blockquote><p>Walt Disney Studios is using social media platform thisMoment <strong>to bring &#8220;Step Up 3D&#8221; movie content from Facebook, MySpace and YouTube into one over-arching application</strong>.</p>
<p>ThisMoment is available for download in the Apple App Store and compatible with the iPhone, iPod touch and iPad. <strong>The platform integrates with several mobile and Web platforms to provide brand promotions with a consistent cross-platform experience. </strong>(<a href="http://www.mobilemarketer.com/cms/news/content/6714.html"><em>Mobile Marketer</em></a>)</p></blockquote>
<p><strong>Social media</strong> e<strong> user generated content</strong> integrati in una applicazione in grado di offire all&#8217;utente una <strong>mobile experience</strong> totale con i contenuti del brand.<br />
Nel caso specifico di Disney i social incorporati da thisMoment sono Facebook, MySpace e YouTube.</p>
<blockquote><p>The platform works within the frameworks of the different channels, <strong>integrating their unique functionalities into its branded campaigns.</strong><br />
We have a full integration with registration systems, with media hosting systems – Facebook photos, YouTube videos, etcetera – and with the sharing mechanisms of each particular site. <strong>The content conforms to the layout of that particular site, so visually it makes sense.<br />
</strong>(<a href="http://www.mobilemarketer.com/cms/news/content/6714.html"><em>Vince Broady, CEO of thisMoment</em></a>)</p></blockquote>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/07/thisMoment_Disney.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4460" title="thisMoment_Disney" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/07/thisMoment_Disney.jpg" alt="thisMoment_Disney" width="280" height="419" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/07/thisMoment_Disney_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4461" title="thisMoment_Disney_2" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/07/thisMoment_Disney_2.jpg" alt="thisMoment_Disney_2" width="280" height="421" /></a></p>
<p>La soluzione offerta da thisMoment ha come obiettivo quello di <strong>potenziare la connessione diretta  tra brand e consumer</strong>, provando a creare una <em>connected community around the brand</em>.</p>
<p><strong>Target e creatività</strong></p>
<p>La possibilità di arrivare al target di interesse con una precisione inimmaginabile, la sinergia sempre più intensa con i social media, l&#8217;elevato grado di interazione consentito all&#8217;utente finale, la facilità di veicolazione di contenuti molto spesso ad alto valore creativo.<br />
L&#8217;universo mobile sta diventando sempre più protagonista e<strong> i brand più attenti</strong> hanno già inziato ad investire in questa direzione.</p>
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		<title>Twitter, attenzione alla password!</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 12:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<category><![CDATA[Alexander Macgillivray]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
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		<category><![CDATA[hacker croll]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[password]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/twitter-attenzione-alla-password/"><img align="left" hspace="5" width="100" src="http://www.problogdesign.com/wp-content/uploads/2009/08/twitter-social-icons.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Nuove modifiche alla privacy per Twitter]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.problogdesign.com/wp-content/uploads/2009/08/twitter-social-icons.jpg" alt="" width="347" height="344" /></p>
<p>Twitter ha annunciato nuove <strong>modifiche alla privacy</strong> in accordo con le richieste mosse dalla <strong>Federal Trade Commission</strong>, in seguito ai clamorosi attacchi hacker del 2009.</p>
<p>Nella prima metà dell&#8217;anno scorso, infatti, un hacker riuscì a decifrare le password degli amministratori, che a detta della F.T.C. erano composte da <strong>parole comuni </strong>facilmente rintracciabili, prendendo il controllo della piattaforma ed entrando negli account di <strong>45 utenti</strong>, reimpostando le password e twittando messaggi ironici.<br />
<em>Uno degli utenti presi di mira, oltre a vip come Britney Spears e Evan Williams, fu il presidente <strong>Obama</strong>; che vide twittare dal suo profilo un messaggio in cui regalava benzina ai suoi follower.</em></p>
<p>Nel secondo attacco invece il francese <strong>Hacker Croll</strong>, giudicato in questi giorni dal tribunale francese, entrò nella piattaforma <strong>attraverso la password di un dipendente</strong> per spiare dall&#8217;interno il funzionamento di una piattaforma come Twitter, leggendo i <strong>dati personali del gettonato Obama e altri users</strong>, divulgandoli poi in rete (per questo infatti è stato rintracciato).</p>
<blockquote><p>Questo gesto, spiega l&#8217;hacker, fu fatto non a fini distruttivi ma solo per mostrare come le<strong> password siano spesso</strong> <strong>scelte in maniera poco sicura</strong>, con nomi di parenti o amici facilmente rintracciabili nelle informazioni che spesso seminiamo nel web.</p></blockquote>
<p><strong>Alexander Macgillivray</strong>, consulente generale di Twitter, assicura che questi disguidi sono accaduti nel momento in cui il team contava solo <strong>50 dipendenti</strong> e stava crescendo a dismisura.</p>
<blockquote><p>Oggi,<a href="http://blog.twitter.com/2010/06/ftc-announcement.html"> assicura</a>, la tutela dell&#8217;utente è sotto controllo e il team si è unificato alle <a href="http://www.ftc.gov/opa/2010/06/twitter.shtm">richieste</a> della F.T.C &#8211; fra cui è prevista una <strong>collaborazione con parti terze </strong>che fungano da  consulente, una più stretta disciplina in tema di password da parte dei  suoi dipendenti e il riconoscimento di un controllo da parte dell&#8217;ente di vigilanza per i prossimi 10 anni.</p></blockquote>
<p>La Commissione americana ha inoltre comunicato una serie di <strong>misure restrittive</strong> in  ambito di <strong>sicurezza degli utenti</strong> che dovranno essere adottate anche da  AT&amp;T, Google e Apple per garantire una <strong>tutela</strong> sempre maggiore.</p>
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		<title>L&#8217;importanza del mercato mobile</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dr.O-one]]></category>
		<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
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		<category><![CDATA[Market Insight: The Outlook on Mobile Payment]]></category>
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		<category><![CDATA[mobile payment]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile Payments for Digital & Physical Goods]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/limportanza-del-mercato-mobile/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr., pillola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/?s=il+mercoled%C3%AC+di+dr."><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a>, pillola settimanale che segnala nuove risorse per indagare i mutevoli scenari del panorama new media &amp; business.</p>
<p>Uno dei mercati più stimolanti da seguire è senz&#8217;altro quello <a href="http://dr.o-one.net/?s=mobile&amp;x=0&amp;y=0"><strong>mobile</strong></a>: un territorio ampio da analizzare, che comprende <strong>applicazioni, mobile site, adv, micropagamenti.</strong><br />
E&#8217; un mercato relativamente recente, nel quale si stanno continuamente sperimentando nuove soluzioni: la diffusione sempre maggiore di smartphone, e la speranza di tariffe sempre migliori per il traffico web in mobilità, rendono estremamente interessanti le prospettive del settore.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/06/smartphone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4302" title="smartphone" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/06/smartphone.jpg" alt="smartphone" width="520" height="380" /></a></p>
<p>In questo senso vi segnaliamo <strong>due recenti studi </strong>worldwide che indagano il panorama mobile, soprattutto dal punto di vista degli acquisti e dei pagamenti: <a href="http://www.juniperresearch.com/reports/mobile_payments_for_digital_&amp;_physical_goods"><em>Mobile Payments for Digital &amp; Physical Goods (Players, Markets &amp; Opportunities, 2010-2014)</em></a>, e <a href="http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1388914"><em>Market Insight: The Outlook on Mobile Payment</em></a>.</p>
<p>Il primo, realizzato da Juniper Reasearch, indaga le <strong>dimaniche di acquisto di beni fisici e digitali via smartphone</strong>, ipotizzando numeri in forte crescita per i prossimi anni:</p>
<blockquote><p>The company predicts that <strong>the value of digital and physical goods that people buy with their mobiles will reach $200 billion globally by 2012</strong>, compared to just less than $100 billion this year.(<a href="http://www.mobilemarketingwatch.com/mobile-payments-m-commerce-transactions-set-to-exceed-200-billion-by-2012-7474/"><em>mobilemarketingwatch</em></a>)</p></blockquote>
<p>I dati sono da considerare con cautela, dal momento che la situazione potrebbe evolvere  in positivo o in negativo in base a quello che accadrà ad una variabile cruciale: <strong>il metodo di pagamento</strong>. Una soluzione in grado di garantire sicurezza, semplicità e immediatezza agli scambi di denaro portrebbe modificare sostanzialmente lo scenario.<br />
Il timore degli utenti per i propri dati è infatti ancora molto alto.</p>
<p>Ma comunque sia,<strong> il mobile è ormai un mercato impossibile da ignorare, nel quale i brand possono realizzare ottime campagne di marketing, magari sperimentando un po&#8217;</strong>. A maggior ragione nel nostro paese, notoriamente uno tra quelli con il maggior numero di cellulari pro capite.</p>
<blockquote><p>North America and Western Europe will lead the adoption of mobile commerce, the study suggests, and in that sense Juniper sees a <strong>“significant opportunity” for brands, retailers and merchants to increase their revenues through highly targeted marketing campaigns using apps and mobile web payments</strong> as a convenience play for users. (<a href="http://www.mobilemarketingwatch.com/mobile-payments-m-commerce-transactions-set-to-exceed-200-billion-by-2012-7474/"><em>mobilemarketingwatch</em></a>)</p></blockquote>
<p>Il secondo studio, realizzato da Gartner, mostra una crescita del <strong>54,5% worldwide rispetto al 2009</strong> degli utilizzatori di mobile payment, raggiungendo i<strong> 108,6 milioni</strong>.</p>
<p>Tuttavia, per incrementare e fare decollare in modo deciso il settore, secondo <a href="http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1388914">Sandy Shen</a>, research director di Gartner, la chiave sarà quella di creare un <strong>ecosistema efficiente</strong>.</p>
<blockquote><p>Instead of a point offering for mobile payment, the service needs to be built on top of the existing payment behavior and infrastructure so that users can choose any channel — retail, phone, online or mobile — that suits their context at the moment of payment.</p></blockquote>
<p>Certo, l&#8217;ecosistema creato da Steve Jobs è un bell&#8217;esempio, ma è interessante capire come si muoveranno gli altri player, se ci saranno sinergie e quali strategie adotteranno.<br />
Al di là di cifre in forte crescita ma che non sono ancora significative, è comunque opportuno da parte dei brand <strong>continuare a sviluppare campagne di marketing sulle piattaforme mobili</strong>, monitorando costantemente l&#8217;evoluzione del settore.<br />
Inoltre, uscendo per un attimo dalle campagne adv in senso stretto, si renderà sempre più necessario <strong>creare contenuti (anche editoriali) ad hoc</strong>, impostando strategie decise a sperimentare tutte le possibilità che un settore del genere può offrire.</p>
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		<title>iPad: applicazioni e nuovo assetto dell&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 12:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[New Media Communication]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[app store]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[apps]]></category>
		<category><![CDATA[iPAD]]></category>
		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street Journal]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/ipad-applicazioni-e-nuovo-assetto-dellinformazione/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/2010-01-28_022356-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="2010-01-28_022356" title="2010-01-28_022356" /></a>
L&#8217;attesissimo iPad è giunto tra noi e con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/2010-01-28_022356.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3615" title="2010-01-28_022356" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/2010-01-28_022356.jpg" alt="2010-01-28_022356" width="345" height="453" /></a></p>
<p>L&#8217;attesissimo<strong> iPad</strong> è giunto tra noi e con lui l&#8217;inizio di una <strong>rivoluzione</strong> che potrebbe cambiare profondamente  il <strong>modo in cui fruiremo informazione</strong>. Di fronte alle notizie di <strong><a href="http://www.engadget.com/2010/04/01/first-nyc-ipad-line-sitter-also-camped-for-first-iphone-a-legen/">gente completamente impazzita</a></strong> che sta bruciando le proprie ferie in attesa di un primato nel possesso, è forse più sensato dare attenzione all&#8217; <strong>approccio che i produttori di informazione stanno riservando a questo chiacchierato device</strong>.</p>
<p>La discussione in rete è già calda: l&#8217;uscita della <a href="http://appadvice.com/appcollections/view/ipad-apps"><strong>lista di applicazioni per Ipad</strong> </a> sta già provocando un fiume riflessioni e commenti.</p>
<p>La questione centrale riguarda i <strong>servizi che le app offriranno</strong>, soprattutto in relazione al divario di prezzo che le separa dalle cugine per iPhone. La questione, tuttavia, non pare essere puramente economica.</p>
<p>L&#8217;<strong>oggetto d&#8217;indagine</strong> può essere tranquillamente ristretto a quelle <strong>applicazioni proposte dai grandi dell&#8217;informazione,</strong> evitando di considerare futilità e inutili doppioni, cercando di capire a quale scenario ci troveremo davanti.</p>
<p>La <strong>prima impressione</strong> è che, allo stato attuale delle cose, <strong>le possibilità che vengono offerte siano delle pure declinazioni di app già disponibili per Iphone</strong> e che in sostanza<strong> l&#8217;alternativa e l&#8217;offerta specifica siano fortemente limitate.</strong></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/mzl.asrwozvp.480x480-75.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3614" title="mzl.asrwozvp.480x480-75" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/mzl.asrwozvp.480x480-75.jpg" alt="mzl.asrwozvp.480x480-75" width="360" height="480" /></a></p>
<p>Prendendo in esame <strong>“Editor’s Choice”</strong>, iPad application pensata da <strong>New York Times</strong>, possiamo notare come il servizio fornito sia <strong>trascurabilmente utile</strong>. Superando per un attimo la questione della<strong> gratuità del servizio</strong>, che qualcuno intende come reazione alla polemica dei costi e come cavallo di troia per lanciare un &#8220;livello pro&#8221; a pagamento, è chiaro che <strong>l&#8217;applicazione non fa che offrire una porzione di contenuti già pienamente disponibile sul sito</strong>.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/ipadwsj.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3623" title="ipadwsj" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/ipadwsj.jpg" alt="ipadwsj" width="480" height="360" /></a></p>
<p>Approccio ambiguamente simile è quello del<strong> Wall Street Journal</strong>, che propone un&#8217;<strong>applicazione free sempre limitata</strong> nei contenuti ma che <strong>concede invece agli subscribers </strong>(18 dollari mensili circa) la possibilità di accedere alla totalità dei contenuti che sembrano, tuttavia, non <strong>differenziarsi per nulla dai contenuti web</strong>.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/ipadusatoday.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3628" title="ipadusatoday" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/ipadusatoday.jpg" alt="ipadusatoday" width="360" height="480" /></a></p>
<p>Qualche spiraglio di interesse emerge forse con la <strong>georeferenziazione </strong>offerta da<strong> Usa Today</strong> che, oltre a customizzare la fruizione, permette di <strong>filtrare le informazioni per posizionamento</strong>.</p>
<p><strong>Nessuna specificità</strong> sembra, quindi, affacciarsi con forza nel contesto. <strong>Nessun servizio iPad oriented </strong>sembra emergere da queste prime proposte, se non nella la possibilità di <strong>personalizzare la fruizione, &#8220;rendendola veloce, facile e divertente&#8221;</strong>, plus comunque un pò troppo scontato.</p>
<p>Resta allora da <strong>chiedersi se non sia questa la vera attesa</strong>, se non sia l&#8217;<strong>avvento di proposte </strong><strong>di utilizzo </strong><strong>radicalmente nuove  il vero evento da celebrare</strong>.</p>
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		<title>Digital Dashboard per iPad?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lettura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street Journal]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/digital-dashboard-per-ipad/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/02/DigitalDashboard_WSJ-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="WSJ: Digital Dashboard" title="DigitalDashboard_WSJ" /></a>Il buzz generato dalla recente presentazione dell&#8217;iPad non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il buzz generato dalla recente <strong><a href="http://www.apple.com/ipad/">presentazione dell&#8217;iPad</a></strong> non accenna a diminuire.</p>
<p>Al di là di tecnicismi e caratteristiche, gli elementi interessanti sono capire come questo device influenzerà la <strong>lettura digitale</strong> e come si muoveranno i <strong>big del settore giornalistico. </strong></p>
<p>Abbiamo indagato in altri post l&#8217;evoluzione della lettura digitale (vedi <em><a href="http://dr.o-one.net/2010-odissea-nella-lettura-digitale/">2010: Odissea nella lettura digitale</a></em>), tuttavia oggi vi segnaliamo il <strong><a href="http://wsjdn.wsj.com/">Digital Dashboard </a><span style="font-weight: normal;">realizzato dal </span>Wall Street Journal</strong>.</p>
<div id="attachment_3022" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://wsjdn.wsj.com/"><img class="size-full wp-image-3022" title="DigitalDashboard_WSJ" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/02/DigitalDashboard_WSJ.jpg" alt="WSJ: Digital Dashboard" width="480" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">WSJ: Digital Dashboard</p></div>
<p>Guardate il <strong>formato</strong> del sito: non sembra essere realizzato appositamente per essere sfruttato su <strong>iPad</strong>?</p>
<p>La leggibilità è notevole e<strong> l&#8217;esperienza informativa si compie senza click</strong>: basta spostare il cursore su <strong>video</strong>, <strong>news</strong> e <strong>indici</strong> per visualizzare comode e <strong>pratiche preview</strong>.</p>
<p>Video, audio, testi e <strong>infografici interattivi</strong> sono tutti presentati in modo piacevole e assolutamente immediato.</p>
<p>Al Wall Street Journal sono stati tra i primi ad adottare (pare con buon successo) un sistema di <strong>micropagamenti</strong>: che siano stati i primi anche a realizzare una piattaforma informativa, perfettamente sfruttabile su iPad?</p>
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		<title>2010, Odissea nella lettura digitale</title>
		<link>http://dr.o-one.net/2010-odissea-nella-lettura-digitale/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 12:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
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		<category><![CDATA[The Guardian]]></category>
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		<category><![CDATA[Times Reader]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/2010-odissea-nella-lettura-digitale/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/01/mercoledì_image-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="mercoledì_image" title="mercoledì_image" /></a>
Primo appuntamento del 2010 con &#8220;Il mercoledì di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/01/mercoledì_image.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2875" title="mercoledì_image" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/01/mercoledì_image.jpg" alt="mercoledì_image" width="480" height="240" /></a></p>
<p>Primo appuntamento del 2010 con <strong>&#8220;Il mercoledì di Dr.&#8221;</strong>, pillola settimanale che indaga i trend della Rete e le implicazioni di questi con il mondo business.</p>
<p>Tutta una serie di indizi porta a pensare che il <strong>2010</strong> sarà l&#8217;anno della definitiva esplosione della <strong>lettura digitale</strong>, suddivisa tra nuovi <strong>magazine multimediali</strong>, applicazioni <strong>iPhone</strong> per quotidiani e libri, nuovi modelli di <strong>eReader</strong> e l&#8217;imminente presentazione dell&#8217;<strong>Tablet</strong> targato Steve Jobs.</p>
<p>Gli indizi, si diceva. Il 25 dicembre scorso <strong> Kindle</strong> è diventato<a href="http://www.webmasterpoint.org/news/ebook-e-lettore-digitale-kindle-superano-libri-cartacei-amazon-2010-anno-ereader_p35172.html"> l&#8217;oggetto più venduto della storia di </a><strong><a href="http://www.webmasterpoint.org/news/ebook-e-lettore-digitale-kindle-superano-libri-cartacei-amazon-2010-anno-ereader_p35172.html">Amazon</a></strong>, e contemporaneamente, per la prima volta, <a href="http://phx.corporate-ir.net/phoenix.zhtml?c=176060&amp;p=irol-newsArticle&amp;ID=1369429&amp;highlight=">sono stati venduti più eBook che libri fisici</a>, sempre sulla piattaforma ideata da Jeff Bezos.</p>
<p>I <strong>numeri degli eBook</strong> iniziano ad essere interessanti, soprattutto in USA grazie a connessioni wi-fi ovunque e all&#8217;abbondare di nuovi titoli.</p>
<blockquote><p>L’<a href="http://www.idpf.org/doc_library/industrystats.htm">International Digital Publishing Forum</a>, ha reso noto che nei primi nove mesi del 2009 il fatturato mondiale del libro elettronico ha raggiunto i 110 milioni di dollari, contro i 53,5 del medesimo periodo 2008, con una crescita, quindi, del 105 %. (<a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/1999/01/11/multimedia/030ebuche.html">Repubblica</a>)</p></blockquote>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/01/US_Trade_Wholesale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2876" title="US_Trade_Wholesale" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/01/US_Trade_Wholesale.jpg" alt="US_Trade_Wholesale" width="480" height="280" /></a></p>
<p>Tuttavia stando alle cifre di uno dei maggiori attori italiani del settore, <strong>Bruno Editore</strong>, anche nel nostro paese le cifre sono in costante ascesa:</p>
<blockquote><p><strong>Ebook acquistati nel 2009: +32% rispetto al 2008</strong>. [...] Ad ulteriore conferma, a Dicembre 2009 Bruno Editore ha raggiunto e superato l’incredibile traguardo di <strong>1.000.000 di ebook scaricati. </strong>(<a href="http://www.brunoeditore.it/">Bruno Editore</a>)</p></blockquote>
<p>Uno dei problemi in Italia è la carenza di titoli disponibili, ma anche qui pare che le cose si stiano muovendo: <strong>Sperling &amp; Kupfer, Libreria Strategica, Lupetti Editore, Guerini &amp; Associati</strong>, e molti altri sono pronti ad entrare in questo mercato.</p>
<p>Tuttavia il discorso della <strong>lettura digitale abbraccia fasce più ampie dei soli eBook e delle semplici versioni in pdf</strong>: la scarsa raccolta pubblicitaria per le versioni cartacee di <strong>quotidiani</strong> e <strong>magazine</strong> che ha contraddistinto tutto il 2009, sarà sicuramente un tema caldo anche quest&#8217;anno.</p>
<p>Per quanto riguarda i quotidiani abbiamo assistito a diverse <em>vie</em><em> digitali: </em>qualche esempio?</p>
<p>Lasciando da parte la strada dei <em>micropagamenti</em> del Wall Street Journal, abbiamo assistito all&#8217;utilizzo di due applicazioni interessanti da parte del <strong>New York Times</strong> ,<a href="http://timesreader.nytimes.com/timesreader/index.html?campaignId=34W88">Times Reader</a> e <a href="http://www.nytimes.com/timesskimmer/">Skimmer</a>, e alla splendida <a href="http://www.guardian.co.uk/iphone">applicazione iPhone</a> del <strong>The Guardian</strong>.</p>
<div id="attachment_2878" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://timesreader.nytimes.com/timesreader/index.html?campaignId=34W88"><img class="size-full wp-image-2878" title="times_reader" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/01/times_reader.jpg" alt="Times Reader 2.0" width="480" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Times Reader 2.0</p></div>
<div id="attachment_2877" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.nytimes.com/timesskimmer/"><img class="size-full wp-image-2877" title="times_skimmer" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/01/times_skimmer.jpg" alt="Times_Skimmer" width="480" height="260" /></a><p class="wp-caption-text">Times_Skimmer</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7UdtdPgO7Qg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/7UdtdPgO7Qg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per i <strong>magazine</strong>, il concetto di eBook si amplia maggiormente e la speranza sarà quella di avere un giorno dei veri e propri <strong>prodotti multimediali</strong>.</p>
<p>In realtà un esempio eccellente c&#8217;è già: <strong><a href="http://www.flypmedia.com/issues/35/#1/1">FLYP Magazine</a></strong>. Per il momento è in versione solo Web ma provate ad immaginare riviste di questo tipo per smartphone e eReader: di seguito la presentazione del progetto di Jim Gaines.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ezusLMbFW_0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/ezusLMbFW_0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quello della lettura digitale è dunque <strong>un mercato giovane, vivace e che non ha ancora standard riconosciuti</strong>: questo incide senz&#8217;altro sulle cifre, ma consente ancora di sperimentare ampiamente ad una moltitudine di attori.</p>
<p>E&#8217; un dato di fatto, però, che da quest&#8217;anno sarà obbligatorio per chi si occupa di magazine, giornali o libri <strong>pensare in ottica multimediale, mobile e liquida</strong>, perché forse si compirà definitivamente la convergenza tra iPhone, eReader, Web e Digital Library.</p>
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		<title>Infografici multimediali</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
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		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/infografici-multimediali/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2009/12/mercoledì_image-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="mercoledì_image" title="mercoledì_image" /></a>
Torna l&#8217;appuntamento con &#8220;Il mercoledì di Dr.&#8221;, post [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2009/12/mercoledì_image.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2708" title="mercoledì_image" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2009/12/mercoledì_image.jpg" alt="mercoledì_image" width="480" height="220" /></a></p>
<p>Torna l&#8217;appuntamento con<strong> &#8220;Il mercoledì di Dr.&#8221;</strong>, post settimanale che esplora le sinergie possibili tra new media e mondo business.</p>
<p><strong>Video e strumenti interattivi di forte impatto visivo: </strong>sono questi gli strumenti più adatti a presentare prodotti e servizi sul web?</p>
<p>La settimana scorsa <a href="http://dr.o-one.net/online-video/">abbiamo parlato dell&#8217;attività del mercato dei player video</a>: ci sono nuove start up, meeting, workshop e <strong>un&#8217;importanza crescente verso quelle factory che &#8221;confezionano&#8221; l&#8217;informazione visiva attraverso i video</strong>.</p>
<p>Tutto questo perchè gli utenti in Rete sono sempre più orientati a fruire l&#8217;informazione attraverso video, che si tratti di nuove funzionalità legate a nuovi prodotti piuttosto che di approfondimenti giornalsitici.</p>
<p>L&#8217;importanza della diffusione informativa <strong>attraverso dinamiche visive-multimediali in Rete</strong> è confermata anche dal <strong>successo di grafici multimediali e interattivi</strong>.</p>
<p>Il settore dell&#8217;<strong>informazione finanziaria</strong>, ad esempio, è stato forse uno dei primi ad adottare grafici che consentissero all&#8217;utente una certa possibilità di interazione: in questo senso c&#8217;è da segnalare una nuova start up, <strong>Trefis</strong>, oggetto di una bella analisi sul <strong>New York Times</strong> in un post dal titolo <strong><a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2009/11/24/americas-next-top-stock-model/">&#8220;America’s Next Top Stock Model&#8221;.</a></strong></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2009/12/Trefis_Apple_stock_Price.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2710" title="Trefis_Apple_stock_Price" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2009/12/Trefis_Apple_stock_Price.jpg" alt="Trefis_Apple_stock_Price" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Gli investitori hanno così uno strumento immediato, semplice e ovviamente con <strong>funzionalità in stile 2.0 grazie ai collegamenti con Twitter e Facebook</strong>:</p>
<blockquote><p>Trefis is a Web 2.0-type start-up and has the software to prove it. [...] Given the Web 2.0 leanings, there’s, of course, a way to compare your models against those from other people and to subscribe to other peoples’ models. (<a href="http://">Bits</a>)</p></blockquote>
<p>Anche i <strong>quotidiani online</strong> hanno da tempo capito i pregi di presentare informazioni con questa tipologia di infografici ipertestuali: guardate l&#8217;articolo del <strong>Wall Street Journal</strong> <a href="http://online.wsj.com/article/SB124646313562280557.html#articleTabs=interactive"><strong>&#8220;Car Makers See End to Sales Slide&#8221;</strong></a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://online.wsj.com/article/SB124646313562280557.html#articleTabs=interactive"><img class="aligncenter size-full wp-image-2712" title="wallstreetjournal" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2009/12/wallstreetjournal.jpg" alt="wallstreetjournal" width="480" height="310" /></a></p>
<p>Anche in questo blog avevamo già presentato un ottimo esempio relativo a questi strumenti: vi ricordate il grafico, realizzato da Forrester, sui <em><a href="http://dr.o-one.net/chi-sono-i-re-dell%E2%80%99engagement/">&#8220;re dell&#8217;engagement&#8221;</a></em>?  Immediato, ben realizzato, semplice e con una miriade di informazioni utili!</p>
<p>Gli infografici multimediali potrebbero essere veramente un ottimo strumento per presentare <strong>caratteristiche dei prodotti, funzionlità, e step evolutivi</strong>. Ma in che modo?</p>
<p>Uno strumento utile  è <strong><a href="http://www.dipity.com/">Dipity</a></strong>.</p>
<p>Guardate esempi come quelli di <strong>Apple</strong> con la timeline <em>&#8220;History of Just one more thing&#8221;</em> che mostra l&#8217;evoluzione dei prodotti dal 1998 al 2008, oppure l&#8217;organizzazione di highlight della <strong>CBS</strong>.</p>
<div class="dipity_embed" style="width: 425px;">
<p style="margin:0;font-family:Arial,sans;font-size:13px;text-align:center"><a href="http://www.dipity.com/cultofmac/History_of_Just_One_More_Thing">History of Just one more thing</a> on <a href="http://www.dipity.com/"></a>Dipity.</p>
</div>
<div class="dipity_embed" style="width: 425px;">
<p style="margin:0;font-family:Arial,sans;font-size:13px;text-align:center"><a href="http://www.dipity.com/timeline/What_Channel_Is_Cbs">What Channel Is Cbs</a> on <a href="http://www.dipity.com/"></a>Dipity.</p>
</div>
<p>Ovviamente gli strumenti per realizzare progetti simili sono moltissimi e diverse <strong>agenzie professionali li curano in modo impeccabile:</strong> non è un caso che nascano nuove start-up in questo settore.</p>
<p>Il successo di strumenti simili credo sia identico a quello dei video.</p>
<p><strong>Immediatezza, facilità di condivisione ed &#8220;incorporamento&#8221; tra le piattaforme online:</strong> nel caso dei grafici interattivi, inoltre, l&#8217;istantanea informativa tipica del grafico si unisce alla possibilità di modificarsi in tempo reale con le informazioni inserite o cercate dall&#8217;utente.</p>
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			<wfw:commentRss>http://dr.o-one.net/infografici-multimediali/feed/</wfw:commentRss>
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	</channel>
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