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	<title>Dr. O-one &#187; web 2.0</title>
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	<description>Progettare Interazioni Digitali</description>
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		<title>Il 2012 comincia da Pinterest</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/il-2012-comincia-da-pinterest/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
 Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"></a> Nuovo appuntamento con <strong><a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank">Il mercoledì di Dr</a></strong>.</p>
<p>Il servizio di cui vi parliamo oggi è <strong><a href="http://http://pinterest.com/" target="_blank">Pinterest</a></strong>, una piattaforma attraverso cui gli utenti possono creare e condividere una serie di board, cioè bacheche, distinte per aree di interesse. Per cominciare, interessante è la piccola guida di <a href="http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/pinterest-creativita-in-vetrina/" target="_blank">In Time</a>, che raccoglie indicazioni e consigli utili per muovere i primi passi su Pinterest. Molto lucida e completa è la definizione che ne dà <a href="http://www.briansolis.com/2012/01/pinterest-rivals-twitter-in-referral-traffic-pinteresting/" target="_blank">Brian Solis</a>:</p>
<blockquote><p>Pinterest is a effective marriage of social bookmarking and visual curation with an extremely fervent user base. Essentially, people create a series of pinboards for areas of interest where they pin relevant snapshots with commentary to serve as both a reminder for later reference and also as a tour guide for visitors to learn more about each object.</p></blockquote>
<p>Sebbene sia uno strumento non recente, ha avuto una crescita impressionante solo in quest&#8217;ultimo periodo raggiungendo, da settembre a dicembre,<strong> una crescita del 429%</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/02/Stats1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8125" title="Stats" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/02/Stats1.png" alt="Stats" width="494" height="401" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Su Mashable è possibile consultare <a href="http://mashable.com/2012/01/29/pinterest-retail-infographic/" target="_blank">l&#8217;infografica completa</a>.</p>
<p>Sempre per quanto riguarda i dati di crescita, le cifre sopra citate sono ancora più indicative se confrontate con il tasso di crescita di altri social network come Foursquare o Instagram, consultabile su <a href="http://www.google.com/trends/?q=pinterest,+foursquare,+instagram&amp;ctab=0&amp;geo=all&amp;date=2011&amp;sort=0" target="_blank">Google Trends</a>:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/02/Stats.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8123" title="Stats" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/02/Stats.png" alt="Stats" width="505" height="299" /></a></p>
<p>Altre statistiche di confronto sono disponibili su <a href="http://www.webinfermento.it/pinterest-cosa-e-e-perche-puo-aiutare-il-web-marketing/" target="_blank">Web in fermento</a>.</p>
<p>Durante la nostra rubrica più volte abbiamo visto la nascita di  vari strumenti social, ne abbiamo sempre discusso sul nostro blog, ne abbiamo analizzato gli aspetti e in alcuni casi li abbiamo visti svuotarsi. Cosa succede con Pinterest? Quale sarà il suo futuro? Perchè dovrebbe essere diverso? Per ora possiamo dirvi che ci sono alcuni aspetti di questo servizio che sembrano essere molto promettenti:</p>
<ul>
<li><strong>traffico</strong>: come abbiamo già accennato il numero degli utenti è davvero aumentato in maniera notevole, a ciò si aggiunge il fatto che la comunità di Pinterest è molto attiva;</li>
<li>maggiore attività degli utenti favorisce anche maggiore <strong>viralità </strong>dei contenuti, sia all&#8217;interno della piattaforma, sia su servizi social esterni, per esempio Facebook e Twitter;</li>
<li><strong>valore SEO:</strong> Pinterest nasce come l&#8217;unico servizio social i cui link sono &#8220;dofollow&#8221;, cioè i link che aiutano un sito ad essere maggiormente visibile nei risultati di un motore di ricerca. A quanto parte questa caratteristica è stata <a href="http://www.twago.it/blog/2012/01/23/avevano-ragione-i-maya-i-famosi-link-dofollow-di-pinterest-sono-gia-diventati-nofollow/" target="_blank">già eliminata</a>, senza alcuna indicazione se sia una cosa momentanea o no.</li>
</ul>
<p><a href="http://thenextweb.com/socialmedia/2012/01/20/10-tips-to-get-the-most-out-of-pinterest-for-your-business/" target="_blank">The New Web</a> elenca 10 consigli che possono aiutare i brand ad utilizzare Pinterest per potenziare e veicolare il proprio business. Ne elenchiamo alcuni:</p>
<ul>
<li><strong>Get the customer involved</strong>: proprio la spiccata partecipazione degli utenti su Pinterest permette di utilizzare questa piattaforma come strumento di crowdsourcing o come opportunità di analisi e di valutazione sul lancio dei nuovi prodotti;</li>
<li><strong>Hold a contest: </strong>le aziende possono ospitare sul proprio account Pinterest diversi tipi di contest, per esempio scegliendo i vincitori tra coloro che hanno condiviso il contenuto del brand o tra coloro che postano oggetti, legati all&#8217;azienda, che usano quotidianamente e che hanno acquistato;</li>
<li><strong>Sell your products: </strong>è possibile creare dei board per mettere in evidenza i prodotti e inserendo un link che porta direttamente allo store online.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/02/Benetton.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-8121" title="Benetton" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/02/Benetton-1024x481.png" alt="Benetton" width="491" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sono davvero molti i brand che hanno investito su questo nuovo strumento. <a href="http://www.dreamgrow.com/41-great-examples-of-pinterest-brand-pages/" target="_blank">Dreamgrow</a> ne raccoglie 41, tra cui <a href="http://pinterest.com/sonymusic/pins/">Sony Music</a>, <a href="http://pinterest.com/gap/pins/">Gap</a>, <a href="http://pinterest.com/time_magazine/pins/" target="_blank">Time</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Come ultima risorsa vi lasciamo una riflessione di <a href="http://www.nickwestergaard.com/2012/01/should-your-business-be-on-pinterest/" target="_blank">Nick Westergaard</a> sui brand per cui sarebbe davvero utile e produttivo un profilo su questa piattaforma. E il vostro business? È pronto per salpare su Pinterest?</p>
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		<title>Come abbiamo vissuto Women in Digital</title>
		<link>http://dr.o-one.net/come-abbiamo-vissuto-women-in-digital/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/come-abbiamo-vissuto-women-in-digital/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
 Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"></a> Nuovo appuntamento con <strong><a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank">Il mercoledì di Dr</a></strong>.</p>
<p>Oggi raccontiamo, a chi se l&#8217;è perso e a chi è piaciuto così tanto da volerlo rivivere, cosa è successo e come abbiamo vissuto <strong>Women in Digital</strong>, la conferenza su donne e digitale che si è svolta venerdì scorso al <strong>MAMbo</strong>.</p>
<p>Vogliamo cominciare questo resoconto lasciandovi alle parole di <strong>Gianfranco Fornaciari</strong>:</p>
<blockquote><p>Siamo partiti dal fatto che nel lavoro di agenzia è molto comune frequentare seminari, eventi sul mondo del digitale ecc… e troppo spesso i relatori sono esclusivamente di sesso maschile e questo  strideva con la nostra esperienza umana e professionale. Perché noi da anni collaboriamo con grandi aziende italiane e internazionali, ci relazioniamo con organizzazioni pubbliche, sociali  e i nostri referenti sono donne… con ruoli strategici</p></blockquote>
<p>Durante la mattina si sono susseguiti gli interventi delle nostre speaker e le presentazioni dei case study di comunicazione digitale on line. Siamo passati dalla comunicazione di brand con un target prettamente femminili, come per esempio <strong>Nike Women</strong> presentato da <strong>Laura Pezzotta</strong>, ad altri che pensiamo più vicini al genere maschile, come per esempio <strong>Casa Brico, </strong><strong>l&#8217;esperienza</strong> raccontata da <strong>Sara Pupin.</strong> In questi interventi, a cui aggiungiamo quello di Roberta Barba che ha presentato  <strong>Alfa Romeo Social Net Wall</strong>, è stata sottolineata la forte presenta e il forte interesse delle donne nei confronti degli strumenti digitali, soprattutto alle community.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/MG_7840.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8109" title="Platea" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/MG_7840-1024x682.jpg" alt="Platea" width="491" height="327" /></a></p>
<p>Con <strong>Vittoria Michielotto</strong> abbiamo rivisto i passaggi attraversati durante il progetto di <strong>Zovi Protect </strong><strong>in particolare</strong> il rapporto tra condivisione online ed eventi offline che permette di creare connessione e coinvolgimento tra gli utilizzatori di un prodotto farmaceutico. Sempre la condivisione, in particolare dell&#8217;esperienza social, è stato uno dei focus della presentazione di <strong>Lorena Valenti </strong>di<strong> New Holland AG,</strong> che ha messo soprattutto in evidenza come proprio gli utenti hanno influenzato l&#8217;utilizzo dei presidi social del brand: Facebook è diventata una piattaforma di discussione e confronto per gli utenti, Twitter uno strumento di informazione per le aziende.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/MG_7868.jpg"><img class="size-large wp-image-8111  aligncenter" title="Sara Pupin" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/MG_7868-1024x682.jpg" alt="Sara Pupin" width="491" height="327" /></a></p>
<p>Le cose che abbiamo apprezzato davvero tanto sono state la presenza, l&#8217;interesse e la partecipazione della platea. Qualunque fosse il case study in oggetto, è stato approfondito dagli ascoltatori tramite domande, osservazioni e infine commenti su Twitter. Eccone alcuni:</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8084" title="twitter1" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter1.png" alt="twitter1" width="460" height="76" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8085" title="twitter2" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter2.png" alt="twitter2" width="463" height="77" /></a><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter3.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8086" title="twitter3" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter3.png" alt="twitter3" width="464" height="79" /></a><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter41.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8088" title="twitter4" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/twitter41.png" alt="twitter4" width="464" height="77" /></a></p>
<p>Durante il pomeriggio si è svolta la tavola rotonda moderata da <strong>Cecilia Pedroni</strong> e <strong>Linda Serra</strong>, che ha avuto inizio con la presentazione di alcune statistiche e informazioni sul ruolo e la presenza delle donne sul web:</p>
<p style="text-align: center;"><object id="__sse11219275" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazionewid201201232-120123111252-phpapp02&amp;stripped_title=women-in-digital-11219275&amp;userName=DrOone" /><param name="name" value="__sse11219275" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse11219275" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazionewid201201232-120123111252-phpapp02&amp;stripped_title=women-in-digital-11219275&amp;userName=DrOone" name="__sse11219275" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-align: center;">View more </span><a style="text-align: center;" href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a><span style="text-align: center;"> from </span><a style="text-align: center;" href="http://www.slideshare.net/DrOone" target="_blank">Dr. O-one</a></p>
<p style="text-align: left;">La discussione che ne è venuta fuori è stata davvero molto interessante, ha raccolto molti punti di vista, coinvolgendo non solo le nostre speaker, ma tutta la sala.</p>
<p style="text-align: left;">Ed è proprio questa volontà di confronto e condivisione di prospettive che ci ha colpito e per cui vogliamo dire grazie.</p>
<p style="text-align: left;">I nostri ringraziamenti vanno ovviamente alle nostre speaker e alle partecipanti alla tavola rotonda, ma soprattutto a tutte le persone che hanno supportato il nostro progetto, sia condividendo online e offline i contenuti dell&#8217;evento, sia portando in prima persona la propria esperienza, le proprie curiosità e il proprio interesse.</p>
<p style="text-align: left;">E ovviamente speriamo che ci siano altre occasioni per replicare l&#8217;evento e per affrontare, con la stessa passione e la stessa professionalità, argomenti legati al nostro caro mondo digitale</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Women in Digital: uno sguardo ai contenuti</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/women-in-digital-uno-sguardo-ai-contenuti/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
 Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"></a> Nuovo appuntamento con <strong><a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank">Il mercoledì di Dr</a> </strong>e con un ulteriore focus sulle donne e il digitale.</p>
<p>Vi avevamo già anticipato la <a href="http://dr.o-one.net/women-in-digital-unopportunita-di-confronto/" target="_blank">settimana scorsa</a> dell&#8217;evento <a href="http://womenindigital.eventbrite.com/" target="_blank">Women in Digital</a> di venerdì 20 gennaio. Oggi vi presentiamo il programma:</p>
<p><strong>MATTINA</strong></p>
<p>Ore 10.30: apertura lavori di Gianfranco Fornaciari CEO di O-one</p>
<p>Ore 11.00: E’ vero che le donne hanno saputo gestire al meglio le nuove possibilità del mondo digitale?</p>
<p>La parola alle donne che attraverso la comunicazione digitale hanno prodotto innovazione e connessione. Ne parliamo con:</p>
<ul>
<li><strong>Laura Pezzotta</strong> &#8211; Brand Connection Nike Italy &#8211; Case Study Women Training</li>
<li><strong>Vittoria Michielotto</strong> &#8211; Senior Product Manager GSK Consumer Healthcare – Case Study Zovi Point</li>
<li><strong>Sara Pupin</strong> &#8211; Web Communication Manager Bricocenter – Case Study CasaBrico</li>
<li><strong>Roberta Barba</strong> &#8211; FGA Web Marketing Manager – Case Study Alfa Romeo Social Net Wall</li>
<li><strong>Francesca Musolino</strong> &#8211; Global Digital Marketing Manager at New Holland &#8211; Case Study New Holland AG.</li>
</ul>
<p>Ore 13.30 Piccolo Rinfresco</p>
<p><strong>POMERIGGIO</strong></p>
<p>Ore 14.30: Nel digitale c’è la possibilità di investire in un futuro differente?</p>
<p>Moderano <strong>Cecilia Pedroni</strong> &amp; <strong>Linda Serra</strong>; partecipano:</p>
<ul>
<li><strong>Micaela Calabresi</strong> &#8211; Web Editor &amp; Sales at Pde S.p.A. | Effe 2005</li>
<li><strong>Leda Guidi</strong> &#8211; Responsabile &#8220;Servizi di Comunicazione con i cittadini&#8221; del Comune di Bologna e Project Manager rete civica Iperbole</li>
<li><strong>Anna Piacentini</strong> &#8211; Presidente &amp; Business Developer at People 3.0 e Manager Emilia IN</li>
<li><strong>Lidia Marongiu</strong> &#8211; Consulente Studio Giaccardi &amp;Associati e amministratore G&amp;M Network Srl</li>
<li><strong>Roberta Chinni</strong> &#8211; Project Manager per Bologna Children&#8217;s Book Fair</li>
</ul>
<p>Proprio la tavola rotonda sarà un momento di conversazione e di confronto sull’argomento partendo dal punto di vista di donne in posizioni manageriali e in forte crescita e sviluppo nella Digital Communication.</p>
<p>Rifletteremo su aspetti quali: investimenti in questo ambito, verso cosa puntare e sul perché sono spesso le donne a rivestire ruoli di punta in questa area, partendo anche da alcune riflessioni e spunti offerti da web.</p>
<p>Un buon punto di partenza può essere l&#8217;analisi di <a href="http://gandalf.it/chi2.htm" target="_blank">Giancarlo Livraghi</a> sul web e sulla sua diffusione nel contesto italiano.</p>
<p><a href="http://www.gandalf.it/dati/dati3.htm" target="_blank">Dati sull&#8217;internet in Italia</a> è un analisi aggiornata a dicembre 2011 che analizza in maniera profonda e dettagliata il numero di utenti web in Italia:</p>
<blockquote><p>L’analisi dimostra che, rispetto alla fine del secolo scorso, la situazione è sostanzialmente cambiata. L’internet in Italia non è ancora “per tutti”, ma non è più “per pochi” – e c’è una tendenza talvolta discontinua, ma solida e durevole, a un uso sempre più diffuso della rete.</p></blockquote>
<p>Molto interessanti sono i dati che riportano l&#8217;utilizzo del web da parte delle donne:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/donne-online.png"><img class="size-full wp-image-8050 aligncenter" title="donne online" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/donne-online.png" alt="donne online" width="323" height="346" /></a></p>
<p>Analizzando i dati totali e quelli relativi all&#8217;utilizzo occasionale del web e degli strumenti digitali è possibile notare come il numero di donne collegate in rete nel 2010 abbia raggiunto i 10 milioni.</p>
<p>Ancora più rappresentativo è il grafico che mostra l&#8217;utilizzo del web per genere:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/percentuale-uomini-e-donne.png"><img class="size-full wp-image-8052 aligncenter" title="percentuale uomini e donne" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/percentuale-uomini-e-donne.png" alt="percentuale uomini e donne" width="318" height="292" /></a></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;aumento sulla rete della popolazione femminile è una variabile in costante crescita in tutta Europa e, sebbene in misura minore e più contenuta, è visibile anche nelle statistiche italiane. In media si registra sul web una maggiore presenza delle le donne più giovani, che vivono nell&#8217;Italia nord-occidentale. Per approfondire questi dati è molto utile consultare i grafici disponibili <a href="http://www.gandalf.it/dati/dati3c.htm" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Sempre su questo argomento e sempre ad opera di Giancarlo Livraghi vi consigliamo <a href="http://www.gandalf.it/uman/10.htm" target="_blank">La rete è femmina</a>:</p>
<blockquote><p>Si potrebbero fare discorsi più sottili sulla natura morbida, flessibile, avvolgente, non lineare della rete, cioè la sua femminilità&#8230; ma senza addentrarci in analisi filosofiche penso che bastino i semplici fatti per dirci che la rete è femmina.</p>
<p>La rete permette a una donna di continuare, sia pure con un ritmo diverso, la sua attività di lavoro, di studio, di scambio culturale o semplicemente di relazione.</p></blockquote>
<p>Di certo questa potrebbe essere una delle ragioni che hanno favorito un utilizzo sempre maggiore degli strumenti da parte delle donne. Possiamo elencarne delle altre:</p>
<ul>
<li>la facilità con cui le donne riescono a <strong>gestire più azioni contemporaneamente</strong> rimanda, per riflesso, ad un&#8217;immagine del web come sistema caratterizzato da un approccio multitasking per eccellenza, che permette tramite gli strumenti digitali, di gestire le attività quotidiane e lavorative più svariate;</li>
<li>la propensione per i rapporti sociali trova nel <strong>web come facilitatore sociale</strong>, uno degli strumenti più utili e più efficaci per favorire la conversazione e il networking.</li>
</ul>
<p>Proprio riguardo a quest&#8217;ultimo punto riportiamo dei dati commentati su <a href="http://mashable.com/2011/09/22/women-social-network/" target="_blank">Mashable</a>: gli uomini preferiscono mantenere i contatti con i propri colleghi o familiari utilizzando il telefono invece dello smartphone e degli strumenti social, cosa che invece fanno le donne.</p>
<blockquote><p>“Our findings show that men tend to lag behind women when it comes to communicating with others through social media, which debunks other recent studies that suggest that men are more savvy networkers between the sexes,” says Rebtel CEO Andreas Bernstrom.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://9.mshcdn.com/wp-content/uploads/2011/09/social-networking1.jpeg" alt="" width="523" height="349" /></p>
<p style="text-align: left;">Per approfondire questi argomenti vi aspettiamo a  <strong>Women in Digital</strong>, venerdì 20 gennaio, al MAMbo e vi ricordiamo che è possibile partecipare iscrivendosi su <a href="http://womenindigital.eventbrite.com/" target="_blank">Eventbrite</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: 11px; line-height: 14px;"><br />
</span></span></p>
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		<title>Women in Digital: un&#8217;opportunità di confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 17:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
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		<category><![CDATA[Women in Digital]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/women-in-digital-unopportunita-di-confronto/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a> Ecco il primo appuntamento del 2012 con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a> Ecco il primo appuntamento del 2012 con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Anche quest&#8217;anno cominciamo la nostra rassegna all&#8217;insegna delle possibilità offerte dal web 2.0 alle aziende, con una prospettiva particolare: quella delle donne.</p>
<p>Proprio seguendo quest&#8217;ottica abbiamo organizzato a Bologna il 20 gennaio <strong><a href="http://womenindigital.eventbrite.com/" target="_blank">Women in Digital</a></strong>, un incontro per riflettere su come le donne hanno saputo sfruttare le oppurtunità offerte dal mondo digitale. La giornata sarà suddivisa in due parti: durante la mattina verrranno presentate alcuni case study da parte di alcune donne che hanno prodotto innovazione attraverso la comunicazione digitale; nel pomeriggio si svolgerà la tavola rotonda durante la quale si discuterà il tema &#8220;<em>Nel digitale c&#8217;è la possibilità di investire in un futuro differente?&#8221;</em></p>
<p>In attesa del programma, approfondiremo l&#8217;argomento con alcuni esempi di respiro internazionale, relativi a start up e servizi per il web creati e promossi da alcune donne.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/Women-in-Tech.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8024" title="Women in Tech" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/Women-in-Tech.png" alt="Women in Tech" width="462" height="67" /></a></p>
<p>Una sezione particolare dell&#8217; Huffington Post,<a href="http://www.huffingtonpost.com/news/women-in-tech" target="_blank"> Women in tech</a>, offre numerosi profili di donne che stanno cambiando il nostro modo di pensare e interagire con la tecnologia. L&#8217;articolo <a href="http://www.huffingtonpost.com/2011/08/08/female-tech-founders_n_916751.html?ref=women-in-tech#s318622&amp;title=Jennifer_Pahlka_Code" target="_blank">18 Female Founders In Tech To Watch</a> presenta alcune donne che hanno avviato imprese o start-up innovative che hanno cambiato il nostro modo di navigare sul web. Ne citiamo alcune, cominciando da <strong>Katerina Fake</strong>, co-fondatrice, nel 2004, di Flickr. Nel 2009 ha contribuito a creare <a href="http://hunch.com/">Hunch</a>, un servizio che permette di condividere contenuti  e di ottenere suggerimenti personalizzati in base ai nostri interessi:</p>
<blockquote><p>Hunch’s ambitious mission is to build a ‘Taste Graph’ of the entire web, connecting every person on the web with their affinity for anything, from books to electronic gadgets to fashion or vacation spots.</p></blockquote>
<p>Katerina Fake è inoltre nel board di <a href="http://creativecommons.org/" target="_blank">Creative Common</a> e scrive sul blog <a href="http://www.caterina.net " target="_blank">www.caterina.net</a>.</p>
<p>Sempre dallo stesso articolo segnaliamo <strong>Julia Hartz, </strong>cofondatrice di Eventbrite, un servizio di creazione di eventi  evendita di biglietti online, che proprio di recente è saltato agli onori della cronaca <a href="http://daily.wired.it/news/internet/2011/12/07/eventbrite-arriva-in-italia-16785.html" target="_blank">per aver annunciato</a> a Le Web di Parigi di voler sbarcare in Italia, il quarto maggiore utente non di lingua inglese di Eventbrite in termini di profitti da parte dell’azienda.</p>
<p>Ma l&#8217;Huffington Post è già di per sé uno dei case study più di successo che possiamo analizzare. Fondato nel 2005 da <strong>Arianna Huffington,</strong> è diventato in brevissimo tempo uno degli aggregatori più letti al mondo con i suoi 20 milioni di visitatori al giorno e proprio quest&#8217;anno è stato venduto ad AOL  per 315 milioni di dollari.</p>
<p>Fast Company ha inserito Arianna Huffington nella lista delle <a href="http://www.fastcompany.com/most-creative-people/2011/full-list" target="_blank">100 persone più creative del 2011</a>, insieme a  <a href="http://www.fastcompany.com/most-creative-people/2011/rebekah-cox-quora#profile" target="_blank">Rebekah Cox</a>, product designer e menager di <a href="http://www.quora.com/" target="_blank">Quora</a>, il servizio attraverso il quale la rete degli utenti può fare domande e risposte sui più svariati argomenti.</p>
<p><a style="text-align: center;" href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/Cox-on-Quora.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8033" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Cox on Quora" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2012/01/Cox-on-Quora.png" alt="Cox on Quora" width="525" height="198" /></a></p>
<p>Quelle appena elencate sono solo alcune delle donne che hanno sviluppato e portato avanti progetti e attività innovative che hanno cambiato in maniera più o meno profonda il nostro modo di interagire con i contenuti e le informazioni sul web.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Alcuni case study tutte italiani verranno presetate durante Women in Digital. Vi ricordiamo che potete registrarvi su <a href="http://womenindigital.eventbrite.com/" target="_blank">Eventbrite</a> o partecipare all&#8217;evento seguendo l&#8217;hastag <a href="https://twitter.com/#!/search/%23womenindigital" target="_blank">#womenindigital</a> sulla nostra <a href="https://twitter.com/#!/DrOone" target="_blank">pagina Twitter</a>.</p>
<p>Sempre su Twitter abbiamo creato una lista, <a href="https://twitter.com/#!/DrOone/women-in-digital" target="_blank">Women in Digital</a>, in cui abbiamo raccolto i profili di alcune delle donne che hanno gestito al meglio le opportunità offerte dal mondo digitale, ci piacerbbe avere da voi dei suggerimenti per arricchire la lista.</p>
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		<title>Banche, assicurazioni e social media</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/banche-assicurazioni-e-social-mediauno-studio/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a> Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a> Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Proprio ieri l&#8217;Osservatorio sulla Comunicazione dell&#8217;Università Cattolica e Digital PR ha diffuso il suo terzo studio, incluso nel progetto “<strong>Brands &amp; Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia</strong>&#8220;, sullo stato del settore banche e assicurazioni nei confronti dei social media.</p>
<blockquote><p>Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social  media di 20 istituti bancari e assicurativi tradizionali scelti fra i  più rilevanti nel nostro Paese. A questi abbiamo aggiunto 4 banche e 4  assicurazioni che operano prevalentemente online o telefonicamente, in  quanto caratterizzate da un investimento significativo nella  comunicazione digitale (<a href="http://vincos.it/2011/12/13/osservatorio-brands-social-media-in-italia-banche-e-assicurazioni-tradizionali-ancora-caute/" target="_blank">Vincos</a>)</p></blockquote>
<p>Il report ha tenuto conto dell&#8217;investimento in termini di comunicazione da parte delle aziende e l&#8217;interazione da parte degli utenti, al fine di poter comprendere:</p>
<ul>
<li>il grado di esposizione delle aziende sui social media;</li>
<li>la coerenza delle iniziative proposte;</li>
<li>l&#8217;identificazione degli spazi e delle modalità di interazione con gli utenti;</li>
<li>lo stile comunicativo.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda il primo punto, Webank, ING Direct (per gli istituti bancari), Genialloyd e Direct Line (per gli enti assicurativi) sono i brand che raggiungono l&#8217;indice più alto di presenza sui social media:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/banche.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7967" title="banche" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/banche.png" alt="banche" width="446" height="211" /></a><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/assicurazioni.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7969" title="assicurazioni" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/assicurazioni.png" alt="assicurazioni" width="445" height="267" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Per analizzare meglio i dati è possibile richiedere il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-il-risultato-del-settore-banche-e-assicurazioni" target="_blank">rapporto completo</a>, dare uno sguardo veloce all&#8217;<a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/6504083843/sizes/l/in/photostream/" target="_blank">infografica</a> o sfogliare l&#8217;executive summary qui sotto:</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="__ss_10572154" style="width: 477px;"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a title="Osservatorio Brands &amp; Social Media - Banche e assicurazioni - executive summary" href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/banche-assicurazioni-executivesummary" target="_blank"></a></strong></div>
<p style="text-align: center;"><object id="__sse10572154" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="510" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=banche-assicurazioniexecutivesummary-111213030731-phpapp02&amp;stripped_title=banche-assicurazioni-executivesummary&amp;userName=DigitalPR" /><param name="name" value="__sse10572154" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse10572154" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="510" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=banche-assicurazioniexecutivesummary-111213030731-phpapp02&amp;stripped_title=banche-assicurazioni-executivesummary&amp;userName=DigitalPR" name="__sse10572154" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Intanto possiamo anticiparvi qualche dato:</p>
<ul>
<li><strong>non tutti i brand hanno un profilo</strong> istuzionale sui social network presi in considerazione: blog, Facebook, Twitter, YouTube. Ben 7 istituti bancari e 6 enti assicurativi hanno profili inattivi o addirittura nessun profilo, sebbene la nota metodologia del rapporto sottolinei il fatto che si tratta di un settore estremamente dinamico a cui diversi istituti si stanno avvicinando;</li>
<li>tra i brand che utilizzano i social media come canale di comunicazione, sembra prevalere la tenenza ad elaborare una <strong>strategia multipiattafroma</strong>: tutte le aziende hanno almeno due profili attivi, ad eccezione di Fineco, Zurich e Genertel che hanno un unico profilo;</li>
<li><strong>scarso è l&#8217;uso dei blog, </strong>praticamente nullo per quanto riguarda le assicurazioni. Su 15 aziende presenti sui social media, solo 12 hanno un profilo Facebook. Il rapporto mette in evidenza l&#8217;uso marcato di Twitter e YouTube, in controtendenza  rispetto ai del settore <a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/5859442208/sizes/o/in/set-72157626895056191/" target="_blank">customer electronics</a> e <a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/6184288397/sizes/l/in/photostream/" target="_blank">automobili</a>;</li>
</ul>
<p>Infine</p>
<blockquote><p>emerge una significativa differenza fra istituti tradizionali e online. I primi adottano strategie di comunicazione social più caute e istituzionali, in particolare le assicurazioni, mentre i secondi dimostrano una maggiore familiarità nell’utilizzo degli strumenti digitali (<a href="http://vincos.it/2011/12/13/osservatorio-brands-social-media-in-italia-banche-e-assicurazioni-tradizionali-ancora-caute/" target="_blank">Vincos</a>)</p></blockquote>
<p>Un dato molto interessante è quello dell&#8217;interazione degli utenti:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post-generati.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7979" title="post generati" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/post-generati.png" alt="post generati" width="438" height="413" /></a><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/la-risposta.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7980" title="la risposta" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/12/la-risposta.png" alt="la risposta" width="423" height="387" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Uno dei dati che vogliamo mettere in evidenza è quello di Genial Loyd che presenta la più bassa media di post al giorno su Facebook, ma il più alto valore di commenti generati per ogni post.</p>
<p style="text-align: left;">Per un&#8217;analisi più dettagliata del quadro delle aziende italiane in relazione alla comunicazione sui social media, è possibile confrontare i dati presentati in questo post, con quelli raccolti nell&#8217;executive summary dei settori <a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/executive-summary-automobili" target="_blank">automobili</a> e <a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/osservatorio-brands-social-media-consumer-electronics-executive-summary" target="_blank">customer electronics</a>.</p>
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		<title>Open Data, dal pubblico al privato</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 16:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ecosistema digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/open-data-dal-pubblico-al-privato/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Per cominciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Per cominciare a parlare di Open Data utilizziamo una frase che <a href="http://www.vincenzopatruno.org/" target="_blank">Vincenzo Paturno</a> ha pronunciato durante una presentazione alla Giornata Italiana della Statistica 2011:</p>
<blockquote><p>L&#8217;open data in sè non è un fine, un punto di arrivo. È esattamente un passo intermedio per consentire alla rete, al mercato e all&#8217;intelligenza collettiva di utilizzare i dati nel modo che ritengono più opportuno.</p></blockquote>
<p>È possibile  guardare le slide e ascoltare tutto l&#8217;intervento su <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=7lrZx7wtJyE" target="_blank">YouTube</a>.</p>
<p>Il movimento Open Data ha registrato una crescita e un successo straordinario, soprattutto nell&#8217;ultimo anno e le conversazioni e le iniziative relative ad esso stanno diventando sempre più frequenti, anche in Italia. Vediamo perché.</p>
<p>L&#8217;opportunità di ottenere e consultare le informazioni è il primo passo verso l&#8217;innovazione. E il più grande produttore di informazioni è il settore pubblico, le amministrazioni. Questa base di dati può essere molto utile per le aziende o per i privati con maggior spirito di iniziativa, per la costruzione di servizi utili per i cittadini. Ecco come <a href="http://www.ernestobelisario.eu/" target="_blank">Ernesto Belisario</a>, presidente dell&#8217;<a href="http://www.datagov.it/" target="_blank">Associazione italiana per l&#8217;Open Government</a>, ne argomenta i benefici:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Zy7h1B2jDmI?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="315" src="http://www.youtube.com/v/Zy7h1B2jDmI?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://razor.occams.info/" target="_blank">Joshua Tauberer</a>, nel suo <a href="http://razor.occams.info/pubdocs/opendataciviccapital.html" target="_blank">Open Data is Civic Capital: Best Practices for “Open Government Data”</a> espone in maniera molto completa quali sono le caratteristiche principali e le possibilità dell&#8217;Open Data. Mette in evidenza come la condivisione dei dati da parte delle amministrazioni pubbliche in più casi ha stimolato i progressi nella vita quotidiana, ha promosso la nostra economia, e ha veramente reso la nostra vita più sicura. Per esempio i dati relativi al contesto ambientale resi pubblici negli Stati Uniti hanno permesso all&#8217;American Loung Assosation di creare <a href="http://www.stateoftheair.org/" target="_blank">State of the Air</a>, una valutazione della qualità dell&#8217;aria in particolare in relazione alla quantità di persone con malattie respiratorie.</p>
<p style="text-align: left;">Questo rappresenta solo uno dei tanti esempi in cui i dati governativi, trovano un&#8217;applicazione utile grazie all&#8217;intervento di un soggetto privato che li utilizza fuori dal contesto pubblico dell&#8217;agenzia governativa che li ha creati.</p>
<p style="text-align: left;">Su <a href="http://www.linkedopendata.it/leconomia-degli-open-data-un-mini-caso-di-studio-i-dati-sul-trasporto-pubblico" target="_blank">Link Open Data Italia</a> invece è presentato un esempio di Open Data applicato ad un&#8217;agenzia di trasporti, in cui viene mostrato come il rilascio dei dati GPS sia la scelta migliore dal punto di vista sociale, ma anche e soprattutto è la scelta più sensata dal punto di vista economico:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Le opportunità di analisi di dati GPS sono potenzialmente illimitate. Blogger e studenti universitari possono fare molto. E’ lecito immaginare che sia possibile correlare dati sul trasporto pubblico con molti altri tipi di dati (crimine, meteo, orari degli spostamenti dei pendolari) ottenendo informazioni utili a Translink per la pianificazione dei trasporti. Non c’è alcuna possibilità che Translink disponga delle risorse necessarie per fare tutte le analisi possibili, quindi lasciarle fare ad altri può soltanto essere una buona idea.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Lasciando per un attimo da parte il contesto internazionale, guardiamo cosa succede in Italia. Lo scorso anno è nata l&#8217;<a href="http://www.datagov.it/" target="_blank">Associazione italiana per l&#8217;Open Government</a> che a maggio ha raccolto in un documento le istruzioni per gli enti e le pubbliche amministrazioni per fare Open Data:</p>
<p style="text-align: left;">
<p><a style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;" title="View Come Si Fa Opendata Ver 2 on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/55159307/Come-Si-Fa-Opendata-Ver-2">Come Si Fa Opendata Ver 2</a> <object id="doc_2018" style="outline:none;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="doc_2018" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="document_id=55159307&amp;access_key=key-1j6dyhyiexik35mpngdi&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><param name="src" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="flashvars" value="document_id=55159307&amp;access_key=key-1j6dyhyiexik35mpngdi&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><embed id="doc_2018" style="outline:none;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="400" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" flashvars="document_id=55159307&amp;access_key=key-1j6dyhyiexik35mpngdi&amp;page=1&amp;viewMode=list" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" bgcolor="#ffffff" wmode="opaque" name="doc_2018"></embed></object></p>
<p>Un&#8217;altra novità importante nel contesto italiano è arrivata a luglio, quando ENEL ha cominciato a rendere pubblici e condivisibili i propri dati che è possibile consultare su <a href="http://data.enel.com/" target="_blank">Enel Open Data</a>.</p>
<p>Sul sito è possibile leggere le motivazioni che hanno indirizzato questa decisione:</p>
<ul>
<li> migliorare il mercato;</li>
<li>aumentare la trasparenza;</li>
<li>favorire l&#8217;innovazione.</li>
</ul>
<p>Infine vi segnaliamo la presentazione di <a href="http://www.slideshare.net/hjalli">Hjalmar Gislason</a> sul Business degli Open Data:</p>
<p style="text-align: center;"><object id="__sse7422568" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=web2expofinal-110328190755-phpapp02&amp;stripped_title=the-business-of-open-data&amp;userName=hjalli" /><param name="name" value="__sse7422568" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse7422568" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=web2expofinal-110328190755-phpapp02&amp;stripped_title=the-business-of-open-data&amp;userName=hjalli" name="__sse7422568" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Buone pratiche sul web: alcuni consigli</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 14:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/buone-pratiche-sul-web-alcuni-consigli/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Più volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p>Più volte abbiamo parlato di quali e quanti strumenti un&#8217;azienda abbia a disposizione per comunicare e relazionarsi online. Oggi approfondiamo le modalità, o meglio le buone modalità con cui dovrebbe farlo, esponendovi una carrellata di buone pratiche.</p>
<p>I social media sono certo un ottimo strumento per diffondere la conoscenza di un brand, per monitorare la reputazione di un&#8217;azienda e offrire servizi migliori, ma la creazione di una strategia corretta e adeguata non è sempre semplice. <a href="http://www.tipsoninterview.in/social-media-best-practices-for-business" target="_blank">Tips on Interview</a> propone alcuni interessanti consigli:</p>
<ul>
<li>Prima di investire nell&#8217;utilizzo di alcuni social media è bene utilizzare un po&#8217; di tempo nello <strong>studio delle caratteristiche</strong> di questi strumenti (termini e delle condizioni, possibilità di monitoraggio e misurazione dell&#8217;attività&#8230;);</li>
<li>Dedicare tempo ai social media è un&#8217;opportunità e allo stesso tempo un costo, ma permette ai clienti di conoscere l&#8217;attività del brand. Ecco perché è utile utilizzare un po&#8217; di tempo per <strong>sperimentare nuove strategie</strong>;</li>
<li><strong>Un&#8217;accurata ricerca iniziale</strong> può aiutare un&#8217;azienda a capire qual è il supporto social più utile per veicolare i propri contenuti, raggiungere il target di utenti più adatto e potenziare in maniera migliore il proprio business;</li>
<li>La comunicazione online non può fare a meno della creazione di una strategia che prevede un ruolo attivo del brand nella comunicazione, in modo che possa <strong>considerare eventuali commenti non favorevoli come un&#8217;opportunità</strong> per migliorare la proprio prodotto o servizio;</li>
<li>L&#8217;utilizzo di una serie di <strong>parole chiave</strong> che descrivono le caratteristiche e l&#8217;attività di un brand possono essere utili quando si utilizzano i motori di ricerca interna alle piattaforme social per monitorare le opinioni degli utenti relative al proprio brand;</li>
<li>una presenza sui social media accattivante è certo importante, ma ha molto più valore quando è rappresentativa di un&#8217;azienda e di quello che offre;</li>
<li>Le <strong>buone strategie di engagement</strong> solo il modo più veloce ed efficace per raggiungere i clienti e fornire loro le informazioni o i prodotti di cui hanno bisogno. Questo è bene non dimenticarlo mai.</li>
</ul>
<p>Una volta stabilita la nostra strategia dobbiamo fare attenzione ad un elemento molto importante senza il quale il rapporto utente-azienda non potrebbe neanche esistere: la fiducia.</p>
<blockquote><p>When building an online persona and brand usually we start with the most basic aspects including over arching brand, logo, colors, core messages etc.  All of these are foundational to success.</p>
<p>However, after a few months goes by we realize nobody is buying from us.  Nobody is opting in to our email lists. What has happened? Why don’t they want to further engage with our brand? Do they not trust us? Do they not think that we could bring them value? (<a href="http://www.business2community.com/social-media/social-trust-factor-10-tips-to-establish-credibility-088362" target="_blank">B2C</a>)</p></blockquote>
<p>Ecco come cominciava un articolo su Business2Community di qualche giorno fa. Pam Moore, sebbene consapevole del fatto che la fiducia non si crea dall&#8217;oggi al domani, raccoglie 10 buoni consigli per aumentare la credibilità. Ne elenchiamo alcuni:</p>
<ul>
<li><strong>Establish authority:</strong> stabilire autorità. Il lettore o il potenziale cliente deve sapere che un&#8217;azienda è una delle fonti più autorevoli nel proprio campo. Uno dei requisiti fondamentali per far questo è la trasparenza. Mentire non serve a niente perchè sul web è molto più facile, rispetto &#8220;vita offline&#8221;, conoscere l&#8217;identità di un&#8217;azienda, i suoi contatti, i clienti per cui e con cui ha lavorato. Il tutto in pochi clic. <em>Your content on all social platforms must scream results. It must be obvious you know your stuff.</em></li>
<li><strong>Take time for relationship: </strong>la pratica di utilizzo delle piattaforme social può essere appresa da tutti. Quello che differenzia un&#8217;azienda dalla massa è l&#8217;impegno e la capacità di creare conversazioni relazioni. E per farlo ci vuole tempo, bisogna fare domande, commentare blog, entrare in contatto con la gente, costruire rapporti. <em>There are new pockets of peeps, partners, crowd sourced blog communities and potential real life friends popping up every day. Get to know some of the folks in the communities. Start your own communities.</em></li>
<li><strong>Author content: </strong>una delle strategie che abbiamo per stabilire fiducia, leadership di pensiero, esperienza e relazioni, passa attraverso la condivisione di contenuti. La creazione e la cura di contenuti propri crea opportunità di comunicazione e di relazione  e porta i lettori vicino alla vostra azienda e al vostro marchio.</li>
</ul>
<p>Potete leggere gli altri consigli su <a href="http://www.business2community.com/social-media/social-trust-factor-10-tips-to-establish-credibility-088362" target="_blank">B2C</a>, invece su <a href="http://www.socialmediaexplorer.com/digital-marketing/8-components-of-online-trust-infographic/" target="_blank">Social Media Explorer</a> potete trovare un&#8217;interessante infografica sull&#8217;argomento. A noi piace ricordare l&#8217;ultimo passaggio:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/Scoial-media-trust.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7854" title="Social media trust" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/11/Scoial-media-trust.jpg" alt="Social media trust" width="518" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Vi segnaliamo inoltre su<span style="text-align: -webkit-auto;"> </span><a href="http://socialfresh.com/launch-book-review-michael-stelzner/" target="_blank">SocialFresh</a> un&#8217;ottima recensione del libro <em>Launch: How to Quickly Propel Your Business Beyond the Competition</em>, di Michael Stelzner e un video davvero interessante:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iqaFuAsTjjo?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/iqaFuAsTjjo?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Strumenti per un profilo Twitter migliore</title>
		<link>http://dr.o-one.net/strumenti-per-un-profilo-twitter-migliore/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 14:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/strumenti-per-un-profilo-twitter-migliore/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con Il mercoledì di Dr.
Oggi raccogliamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con <a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr</strong>.</a></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="white-space: pre-wrap;"><span>Oggi raccogliamo una serie di strumenti che ci aiuta ad utilizzare meglio Twitter e a monitorare la nostra attività e i nostri utenti in maniera corretta. </span>Prendendo spunto dal post<a href="http://www.jeffbullas.com/2011/10/25/8-great-twitter-tools-that-will-get-you-tweeting-like-a-pro/"> 8 Great Twitter Tools That Will Get You Tweeting Like A Pro</a>, ve ne segnaliamo alcuni: </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="white-space: pre-wrap;"><span><a href="http://bufferapp.com/">Buffer</a></span><span> è uno strumento che ci permette di gestire in maniera efficace le informazioni da condividere e il numero di update che postiamo su Twitter. L&#8217;applicazione, scaricabile<a href="http://bufferapp.com/goodies/"><span> anche sul browser</span></a>, permette non solo di condividere la pagina che stiamo visualizzando in un determinato momento, ma soprattutto di non farlo subito e di programmarne la pubblicazione del tweet in differenti momenti della giornata. Permette inoltre di ottenere degli insight per ogni tweet inviato con Buffer, per esempio il numero dei clic e i retweet.</span></span></span></p>
<div style="background-color: transparent; text-align: center;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/1.png"><img style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Buffer" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/1.png" alt="Buffer" width="481" height="345" /></a></span></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/2.png"><img class="aligncenter" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="2" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/2.png" alt="2" width="550" height="74" /></a></p>
<p><span>Per i meno creativi è anche possibile farsi suggerire qualcosa da scrivere:</span></p>
<p><span> </span> <a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/3.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7750" title="suggerimenti buffer" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/3.png" alt="suggerimenti buffer" width="381" height="103" /></a></p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/3.png"></a> Buffer diventa molto utile soprattutto se utilizzato insieme a <a href="http://www.tweriod.com/">Tweriod</a> un’applicazione che ci permette di stabilire quando è il momento migliore della giornata per postare i nostri update, segnalandoci quando i nostri aggiornamenti sono visibili dal maggior numero di persone.</p>
<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/4.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7744" title="Tweriod" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/10/4.png" alt="Tweriod" width="467" height="230" /></a></p>
<p>Un altro dei requisiti indispensabili per creare una comunicazione efficace è quello di creare una rete di follower e following che permetta di veicolare contenuti importanti per il proprio business. A questo scopo è molto utile <a href="http://tweetlevel.edelman.com/">Tweetlevel </a>che permette di cercare gli utenti su Twitter tramite l’utilizzo di parole chiave, catalogandoli secondo diversi versi parametri tra cui il valore di influenza, l’engagment e la popolarità.</p>
<p>Uno strumento molto simile a TweetLevel è senza dubbio <a href="http://www.actionly.com/blog/2011/10/finding-twitter-influencers/">Actionly</a> che permette di individuare  gli influenzatori giusti su Twitter, quelli che stanno parlando del nostro brand o delle parole chiave che stiamo monitorando. Actionly aggiorna gli influencer raccomandati ogni 30 giorni, in modo da permettere di rimanere sempre aggiornati sugli utenti di twitter più rilevanti in base alle informazioni che stiamo cercando, e mantenendo i nostri contatti e la nostra conversazione sempre aggiornata. È possibile provare la versione gratuita per 7 giorni <a href="http://www.actionly.com/register.php">iscrivendosi qui</a>.</p>
<p>A proposito di influencer vi segnaliamo un post su <a href="http://fastgush.com/twitter/how-to-be-a-twitter-influencer.html" target="_blank">Fastgush</a> che individua tre step indispensabili per promuovere la propria comunicazione su Twitter:</p>
<p><strong>More Number of Followers Does Not Mean More Influencer</strong></p>
<p>Il numero di follower rappresenta l&#8217;indice di popolarità di un utente, ma non implica necessariamente ad un aumento di influenza che è invece dato dall&#8217;engagement, dai RT e dalle menzioni. Avere 1000 follower non vuol dire necessariamente che questi leggano i nostri tweet, li menzionino o li retwittino e se ciò non avviene vuol dire che il messaggio che abbiamo cercato di trasmettere è andato perduto nel flusso degli update.</p>
<blockquote><p>Influence is not gained spontaneously or accidentally, but through concerted effort. In order to gain and maintain influence, you need to keep great personal involvement.</p></blockquote>
<p><strong>Share Valuable Content</strong></p>
<p>Non ci sono mezze misure per dirlo: se volete diventare degli influencer dovete twittare contenuti di valore.</p>
<blockquote><p>You may have the desire to rant on Twitter or share your pet’s pictures with your followers, but it would never make you an influential person. Never.</p></blockquote>
<p><strong>Limit Yourself To A Single Topic</strong></p>
<p>Uno dei metodi per un utente comune di diventare influencer è quello di approfondire  un argomento specifico e aumentare la propria influenza postando tweet creativi e brillanti.</p>
<blockquote><p>The study found out that with this strategy, users gained influence over a short time period.</p></blockquote>
<p>Per concludere vi lasciamo altri due spunti:</p>
<ul>
<li>un post di Jeff Bullas &#8220;<a href="http://www.jeffbullas.com/2011/10/06/37-ways-to-use-twitter-for-business/" target="_blank">37 ways to use twitter for business</a>&#8220;</li>
<li>una presentazione per approfondire le possibilità che offre Twitter e gli strumenti per sfruttarle al meglio</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><object id="__sse9528203" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=twittertools-111003135355-phpapp01&amp;stripped_title=twitter-tools-9528203&amp;userName=chadmairn" /><param name="name" value="__sse9528203" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse9528203" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=twittertools-111003135355-phpapp01&amp;stripped_title=twitter-tools-9528203&amp;userName=chadmairn" name="__sse9528203" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Le potenzialità di Twitter: alcuni dati</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 13:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dr.o-one.net/?p=7386</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/le-potenzialita-di-twitter-alcuni-dati/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di Dr. riprendendo nuovi dati e riflessioni su un argomento di cui abbiamo parlato spesso in questa rubrica: Twitter.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">È ormai noto a tutti che Twitter si sia definito negli anni come una canale di comunicazione a sé, molto diverso dagli altri social network come Facebook o come il più recente Google +. A cominciare dagli utenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Chi legge i Tweet</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Secondo Exact Target, che ha diffuso recentemente lo studio Twitter X-factors,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">What happens on Twitter doesn’t stay on Twitter.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">I follower non sono gli unici ad ascoltare quello che un brand promuove sul proprio canale, per una serie di svariati motivi:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">L’utilizzo delle API, che per Twitter è estremamente flessibile e quindi permette ad altri attori di portare i tweet su differente siti e piattaforme aumentando in maniera esponenziale le possibilità di lettura di un informazione anche da parte di chi non è un utente della piattaforma;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">L’indicizzazione da parte dei motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo! che permette a chiunque faccia una ricerca, di trovare gli update e aggiornamenti pubblicati da un brand sul proprio canale su Twitter</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Il comportamento degli utenti che spesso riportano i contenuti di Twitter altrove sul web.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Ma vediamo quest’ultimo punto più nel dettaglio. Tra tutti gli utenti attivi su Twitter ogni giorno:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 72% pubblica un post sul proprio blog una volta al mese</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 70% commenta i post su altri blog</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 61% scrive una recensione di prodotto una volta al mese</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 61% commenta su siti di notizie</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 56% scrive articoli per siti di terze parti</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 53% posta video online</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 50% aggiunge il proprio contributo a siti wiki</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">il 48% condivide offerte trovate attraverso forum</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Discussions that begin on the platform are more likely to appear elsewhere on the web than they are from any other network. Brands need to begin paying attention to their Twitter Followers as these consumers represent the most influential online users. Brands should be treating Twitter as an entirely different ecosystem of users, rather than directing brand messages on Twitter towards the majority of their consumers.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Active Twitter users count themselves as those who actually want to influence others. In fact, 73% of Twitter users have said that it is their goal on the platform to accumulate larger audiences, and are incredibly selective about who they choose to follow. (TheNexWeb)</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Per quanto riguarda il modo in cui gli utenti discutono e scambiano informazioni con i brand, molto utile è il lavoro di Lab42, che ha chiesto a 500 utenti come utilizzano Twitter, come scelgono chi seguire e chi no e qual è il loro modo di rapportarsi con i brand. Potete trovare tutta l’infografica su Mashable, intanto vi lasciamo uno screenshot dei dati relativi ai brand</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">￼</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Statistics can be made to prove anything –  even the truth.</div>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo le vacanze riprendiamo con i mercoledì di Dr. analizzando nuovi dati e facendo alcune riflessioni su un argomento di cui abbiamo parlato spesso in questa rubrica: <a href="http://dr.o-one.net/?s=Twitter&amp;x=0&amp;y=0">Twitter</a>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span>È ormai noto a tutti che Twitter si sia definito negli anni come una canale di comunicazione a sé, molto diverso dagli altri social network come Facebook o come il più recente Google +. Un paragone con Facebook potete trovarlo <a href="http://blog.buysellads.com/2011/08/twitter-follower-versus-facebook-fan-whos-more-valuable/" target="_blank">nell&#8217;infografica</a> diffusa da <a href="http://buysellads.com/" target="_blank">BuySellAds</a>.</p>
<p class="p1">Tra gli elementi che fanno di Twitter uno degli strumenti più efficaci per promuovere una notizia o un&#8217;informazione, indubbiamente ci sono le modalità con cui gli utenti utilizzano la piattaforma.</p>
<p class="p1">Secondo <a href="http://www.exacttarget.com/"><span class="s2">Exact Target</span></a>, che ha diffuso recentemente lo studio Twitter <a href="http://www.exacttarget.com/subscribers-fans-followers/twitter-x-factors.aspx"><span class="s2">X-factors</span></a>,</p>
<blockquote>
<p class="p1">What happens on Twitter doesn’t stay on Twitter.</p>
</blockquote>
<p class="p1">
<p class="p2">Tra tutti gli utenti attivi su Twitter ogni giorno:</p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1">il 72% pubblica un post sul proprio blog una volta al mese;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 70% commenta i post su altri blog;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 61% scrive una recensione di prodotto una volta al mese;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 61% commenta su siti di notizie;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 56% scrive articoli per siti di terze parti;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 53% posta video online;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 50% aggiunge il proprio contributo a siti wiki;</span></li>
<li class="li1"><span class="s1">il 48% condivide offerte trovate attraverso forum specializzati.</span></li>
</ul>
<p class="p1">I follower non sono gli unici ad ascoltare quello che un brand promuove sul proprio canale, per una serie di svariati motivi:</p>
<ul>
<li class="li1"><span class="s1"> L’utilizzo delle API, che per Twitter è estremamente flessibile e quindi permette ad altri attori di portare i tweet su differenti canali del web aumentando in maniera esponenziale le possibilità di lettura di un&#8217;informazione anche da parte di chi non è un utente della piattaforma; </span></li>
<li class="li1"><span class="s1"> L’indicizzazione da parte dei motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo! che permette a chiunque faccia una ricerca, di trovare gli update e aggiornamenti pubblicati da un brand sul proprio canale su Twitter;</span></li>
</ul>
<blockquote>
<p class="p2">Discussions that begin on the platform are more likely to appear elsewhere on the web than they are from any other network. Brands need to begin paying attention to their Twitter Followers as these consumers represent the most influential online users. Brands should be treating Twitter as an entirely different ecosystem of users, rather than directing brand messages on Twitter towards the majority of their consumers.<span class="s1"> </span></p>
<p class="p2">Active Twitter users count themselves as those who actually want to influence others. In fact, 73% of Twitter users have said that it is their goal on the platform to accumulate larger audiences, and are incredibly selective about who they choose to follow. (<a href="http://thenextweb.com/twitter/2011/08/18/twitter-users-are-more-likely-to-impact-your-brand-than-any-other-social-network/"><span class="s2">TheNexWeb</span></a>)</p>
</blockquote>
<p class="p2">
<p class="p1">Tutto ciò è facilitato dalla immediatezza con cui un&#8217;informazione viene trasmessa.</p>
<blockquote>
<p class="p1">Twitter effectively narrows the focus for users only looking to find information. This means that whatever they are using Twitter for (whether it’s to receive news updates or interact with brands) gets their complete attention.</p>
</blockquote>
<p class="p1">Il limite di 140 caratteri contribuisce a lasciare fouri da un update tutto ciò che è superfluo, non necessario, focalizzando l&#8217;attenzione degli utenti esclusivamente su quello che il brand vuole trasmettere, evitando qualsiasi altro tipo di distrazione.</p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Statistics can be made to prove anything –  even the truth.</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">È così che <a href="http://www.business2community.com/"><span class="s2">Business2Community</span></a> introduce un articolo, <a href="http://www.business2community.com/social-media/twitter%E2%80%99s-numbers-adding-up-053148"><span class="s2">Twitter’s Numbers Adding Up</span></a>, in cui presenta una gran quantità di dati raccolti da varie fonti:</span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">When it comes to parsing social media numbers it’s important to keep all the variables in proper context. Because this wildly popular medium remains in its relative infancy, it’s often hard to contextualize what is actually important and what isn’t.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">For example, is it more important for a brand to have 30,000 <a href="http://www.bluefountainmedia.com/blog/5-tips-for-marketers-now-that-facebook-has-loosened-promo-restrictions/">Facebook fans </a>or 1,000 hardcore <a href="http://www.bluefountainmedia.com/blog/will-marketers-take-to-ad-littered-twitter/">Twitter</a> followers? Of course, the answer may depend on particular business goals, but the point is that it can be easy to get hung up on all those readily available metrics.</span></p>
</blockquote>
<p class="p2">Per quanto riguarda il modo in cui gli utenti discutono e scambiano informazioni con i brand, molto utile è il lavoro di <a href="http://lab42.com/"><span class="s2">Lab42</span></a>, che ha chiesto a 500 utenti come utilizzano Twitter, come scelgono chi seguire e chi no e qual è il loro modo di rapportarsi con i brand. Potete trovare tutta l’infografica su <a href="http://mashable.com/2011/08/20/twitter-infographic-2/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:%20Mashable%20(Mashable)"><span class="s2">Mashable</span></a>, intanto vi lasciamo uno screenshot dei dati relativi ai brand:</p>
<p class="p2" style="text-align: center;"><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Twitter_Brand1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7396" title="Twitter_Brand" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/08/Twitter_Brand1.png" alt="Twitter_Brand" width="479" height="244" /></a></p>
<p class="p2" style="text-align: left;">Uno strumento come Twitter, caratterizzato da tratti così definiti e particolari,  non può prescindere da una strategia comunicativa che sia immediata, personale, attenta agli utenti. I successivi contributi sono senza dubbio degli ottimi strumenti per iniziare a progettare una comunicazione che tenga conto di tutti questi elementi.</p>
<p class="p2" style="text-align: left;">La prima presentazione, sebbene un po&#8217; datata, presenta alcune strategie tuttora efficaci per mettere in atto le prime strategie di engagment.</p>
<div id="__ss_1305806" style="width: 510px;"><strong><a title="Using Twitter as an engagement tool" href="http://www.slideshare.net/freshnetworks/using-twitter-as-an-engagement-tool" target="_blank">Using Twitter as an engagement tool</a></strong> <object id="__sse1305806" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="426" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=usingtwitterasab2bengagementtool-090417100204-phpapp01&amp;stripped_title=using-twitter-as-an-engagement-tool&amp;userName=freshnetworks" /><param name="name" value="__sse1305806" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse1305806" type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="426" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=usingtwitterasab2bengagementtool-090417100204-phpapp01&amp;stripped_title=using-twitter-as-an-engagement-tool&amp;userName=freshnetworks" name="__sse1305806" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/freshnetworks" target="_blank">FreshNetworks</a></div>
<div style="padding:5px 0 12px">Il secondo è un ebook di <a href="http://blog.giorgiotave.it/">Giorgio Taverniti</a>, in cui sono raccolti alcuni consigli SEO. E&#8217; possibile scaricare gratuitamente l&#8217;ebook <a href="http://www.internet-marketing.it/news/twitter/twitter.zip">qui</a>.</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Social e aziende nel NetProspex Social Business Report</title>
		<link>http://dr.o-one.net/social-e-aziende-nel-netprospex-social-business-report/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 13:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mercoledì di Dr.]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[#mercoledidr]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[NetProspex Social Business Report Summer 2011]]></category>
		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[NPSI]]></category>
		<category><![CDATA[recruiting]]></category>
		<category><![CDATA[Social connectedness]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social presence]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://dr.o-one.net/social-e-aziende-nel-netprospex-social-business-report/"><img align="left" hspace="5" width="100" height="100" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ilmercoledi_Dr" title="Ilmercoledi_Dr" /></a>
Nuovo appuntamento con &#8220;Il mercoledì di Dr.&#8221;
Proprio in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3775" title="Ilmercoledi_Dr" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2010/04/Ilmercoledi_Dr1.jpg" alt="Ilmercoledi_Dr" width="519" height="233" /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con &#8220;<a href="http://dr.o-one.net/category/il-mercoledi-di-dr/" target="_blank"><strong>Il mercoledì di Dr.</strong></a>&#8221;</p>
<p>Proprio in questi giorni è stato pubblicato il <strong>NetProspex Social Business Report Summer 2011</strong>, che misura le attività e le connessioni delle città, delle industrie e delle aziende statunitensi su alcuni dei più importanti social network come Twitter, Facebook, Linkedin.</p>
<p>Sebbene ci siano a volte pareri discordanti sulla raccolta dei dati, avere un quadro generale dello status quo dei maggiori protagonisti statunitensi in ambito social, può essere un buon esercizio e una buona fonte di spunti e idee, soprattutto per il contesto italiano.</p>
<p>L’analisi è basata su un algoritmo chiamato Net Prospex Social Index (NPSI) che è determinato incrociando <strong>il numero degli impiegati</strong> e il <strong>numero delle connessioni</strong> create utilizzando questi profili.</p>
<p>I dati sono quindi elaborati tenendo conto di due indici:</p>
<p><strong>1. Social presence</strong> che indica il numero di coloro che hanno aperto un profilo sui social network utilizzando un’email aziendale;</p>
<p>2. <strong>Social connectedness</strong>, cioè il numero di followers su Twitter, degli amici su Facebook e dei contatti di rete su LinkedIn.<br />
<br /></br><br />
Il report dedica un’intera sezione ai dati relativi a Twitter, vista la grande importanza che questo social network sta via via acquisendo grazie soprattutto al crescente numero di utenti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7242" title="job" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/job.png" alt="job" width="457" height="356" /></p>
<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px 'Trebuchet MS'} span.s1 {letter-spacing: 0.0px} --><span>Più volte sul nostro blog abbiamo sottolineato l’importanza del <a href="http://dr.o-one.net/?s=recruiting&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">recruiting 2.0 e dei social network professionali</a> come Linkedin. I dati riportati in queste statistiche ci danno ragione e mostrando come una delle categorie lavorative che più utilizza la propria rete sociale è quella che svolge attività di <strong>recruiting</strong>. Altri dati possono essere consultati nella seguente presentazione:</span></p>
<div id="__ss_8610268" style="width: 425px; text-align: center;"><strong><a title="Social Recruiting Survey Results" href="http://www.slideshare.net/cristianerocha/jobvite-srp2011" target="_blank">Social Recruiting Survey Results</a></strong> <object id="__sse8610268" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=jobvite-srp-2011-110716002118-phpapp02&amp;stripped_title=jobvite-srp2011&amp;userName=cristianerocha" /><param name="name" value="__sse8610268" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse8610268" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=jobvite-srp-2011-110716002118-phpapp02&amp;stripped_title=jobvite-srp2011&amp;userName=cristianerocha" name="__sse8610268" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/cristianerocha" target="_blank">Cristiane Rocha</a></div>
</div>
<p>Tra i<strong> primi posti</strong> ci sono quei professionisti e quelle categorie che si occupano di <strong>market development</strong> o che sono <strong>strategic business partners</strong> e che quindi non possono non fare affidamento su una forte rete sociale solida, anche legata al networking.</p>
<p><strong>In coda</strong>, con un indice NSPI bassissimo, troviamo coloro che lavorano in ambito <strong>educativo, commerciale, ambientale, contabile</strong> e della sicurezza, con un utilizzo degli strumenti social quasi nullo.</p>
<p>Per quanto riguarda<strong> Twitter</strong>, invece, un dato interessante è rappresentato dai creativi, che utilizzano il social network soprattutto per condividere i propri portfolio, trovare nuove opportunità di lavoro.</p>
<p style="text-align: center;"><span><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/companies.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7248" title="companies" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/companies.png" alt="companies" width="465" height="539" /></a></span></p>
<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px 'Trebuchet MS'} span.s1 {letter-spacing: 0.0px} --><span>Nell’elenco delle aziende social svetta, ed è proprio il caso di dirlo, il <strong>New York Times</strong>. </span></p>
<p><span>È un dato indicativo se si tiene conto dei fiumi di parole che sono stati spesi sul giornalismo partecipativo, soprattutto per quanto riguarda le recenti rivoluzioni in Iran e in Egitto, raccontate su Twitter. La crisi dell’industria editoriale, le possibili soluzioni e i possibili scenari futuri non possono non portare ad un’attenzione verso i nuovi strumenti social. I dati raccolti da Netprospex ne sono una prova.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span><a href="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/companies-Twitter.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7250" title="companies Twitter" src="http://dr.o-one.net/wp-content/uploads/2011/07/companies-Twitter.png" alt="companies Twitter" width="429" height="196" /></a></span></p>
<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px 'Trebuchet MS'} span.s1 {letter-spacing: 0.0px} -->E&#8217; possibile consultare e scaricare l&#8217;intero report in<a href="http://www.netprospex.com/np/system/files/NetProspex_SocialBusinessReport_Summer2011.pdf" target="_blank"> formato pdf</a>, mentre per un approfondimento sul contesto europeo vi rimandiamo ad un’ulteriore studio sull’utilizzo dei social media da parte delle aziende, scaricabarile <a href="http://www.ecircle.com/it/area-risorse/ricerche/lp/sms-survey-decision-maker.html" target="_blank">qui</a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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