Twitter ha annunciato nuove modifiche alla privacy in accordo con le richieste mosse dalla Federal Trade Commission, in seguito ai clamorosi attacchi hacker del 2009.

Nella prima metà dell’anno scorso, infatti, un hacker riuscì a decifrare le password degli amministratori, che a detta della F.T.C. erano composte da parole comuni facilmente rintracciabili, prendendo il controllo della piattaforma ed entrando negli account di 45 utenti, reimpostando le password e twittando messaggi ironici.
Uno degli utenti presi di mira, oltre a vip come Britney Spears e Evan Williams, fu il presidente Obama; che vide twittare dal suo profilo un messaggio in cui regalava benzina ai suoi follower.

Nel secondo attacco invece il francese Hacker Croll, giudicato in questi giorni dal tribunale francese, entrò nella piattaforma attraverso la password di un dipendente per spiare dall’interno il funzionamento di una piattaforma come Twitter, leggendo i dati personali del gettonato Obama e altri users, divulgandoli poi in rete (per questo infatti è stato rintracciato).

Questo gesto, spiega l’hacker, fu fatto non a fini distruttivi ma solo per mostrare come le password siano spesso scelte in maniera poco sicura, con nomi di parenti o amici facilmente rintracciabili nelle informazioni che spesso seminiamo nel web.

Alexander Macgillivray, consulente generale di Twitter, assicura che questi disguidi sono accaduti nel momento in cui il team contava solo 50 dipendenti e stava crescendo a dismisura.

Oggi, assicura, la tutela dell’utente è sotto controllo e il team si è unificato alle richieste della F.T.C – fra cui è prevista una collaborazione con parti terze che fungano da consulente, una più stretta disciplina in tema di password da parte dei suoi dipendenti e il riconoscimento di un controllo da parte dell’ente di vigilanza per i prossimi 10 anni.

La Commissione americana ha inoltre comunicato una serie di misure restrittive in ambito di sicurezza degli utenti che dovranno essere adottate anche da AT&T, Google e Apple per garantire una tutela sempre maggiore.

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