Ilmercoledi_Dr Ecco il primo appuntamento del 2012 con Il mercoledì di Dr.

Anche quest’anno cominciamo la nostra rassegna all’insegna delle possibilità offerte dal web 2.0 alle aziende, con una prospettiva particolare: quella delle donne.

Proprio seguendo quest’ottica abbiamo organizzato a Bologna il 20 gennaio Women in Digital, un incontro per riflettere su come le donne hanno saputo sfruttare le oppurtunità offerte dal mondo digitale. La giornata sarà suddivisa in due parti: durante la mattina verrranno presentate alcuni case study da parte di alcune donne che hanno prodotto innovazione attraverso la comunicazione digitale; nel pomeriggio si svolgerà la tavola rotonda durante la quale si discuterà il tema “Nel digitale c’è la possibilità di investire in un futuro differente?”

In attesa del programma, approfondiremo l’argomento con alcuni esempi di respiro internazionale, relativi a start up e servizi per il web creati e promossi da alcune donne.

Women in Tech

Una sezione particolare dell’ Huffington Post, Women in tech, offre numerosi profili di donne che stanno cambiando il nostro modo di pensare e interagire con la tecnologia. L’articolo 18 Female Founders In Tech To Watch presenta alcune donne che hanno avviato imprese o start-up innovative che hanno cambiato il nostro modo di navigare sul web. Ne citiamo alcune, cominciando da Katerina Fake, co-fondatrice, nel 2004, di Flickr. Nel 2009 ha contribuito a creare Hunch, un servizio che permette di condividere contenuti  e di ottenere suggerimenti personalizzati in base ai nostri interessi:

Hunch’s ambitious mission is to build a ‘Taste Graph’ of the entire web, connecting every person on the web with their affinity for anything, from books to electronic gadgets to fashion or vacation spots.

Katerina Fake è inoltre nel board di Creative Common e scrive sul blog www.caterina.net.

Sempre dallo stesso articolo segnaliamo Julia Hartz, cofondatrice di Eventbrite, un servizio di creazione di eventi evendita di biglietti online, che proprio di recente è saltato agli onori della cronaca per aver annunciato a Le Web di Parigi di voler sbarcare in Italia, il quarto maggiore utente non di lingua inglese di Eventbrite in termini di profitti da parte dell’azienda.

Ma l’Huffington Post è già di per sé uno dei case study più di successo che possiamo analizzare. Fondato nel 2005 da Arianna Huffington, è diventato in brevissimo tempo uno degli aggregatori più letti al mondo con i suoi 20 milioni di visitatori al giorno e proprio quest’anno è stato venduto ad AOL  per 315 milioni di dollari.

Fast Company ha inserito Arianna Huffington nella lista delle 100 persone più creative del 2011, insieme a  Rebekah Cox, product designer e menager di Quora, il servizio attraverso il quale la rete degli utenti può fare domande e risposte sui più svariati argomenti.

Cox on Quora

Quelle appena elencate sono solo alcune delle donne che hanno sviluppato e portato avanti progetti e attività innovative che hanno cambiato in maniera più o meno profonda il nostro modo di interagire con i contenuti e le informazioni sul web.

Alcuni case study tutte italiani verranno presetate durante Women in Digital. Vi ricordiamo che potete registrarvi su Eventbrite o partecipare all’evento seguendo l’hastag #womenindigital sulla nostra pagina Twitter.

Sempre su Twitter abbiamo creato una lista, Women in Digital, in cui abbiamo raccolto i profili di alcune delle donne che hanno gestito al meglio le opportunità offerte dal mondo digitale, ci piacerbbe avere da voi dei suggerimenti per arricchire la lista.

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Categorie: Il mercoledì di Dr.



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